CAPI165

BORNA DEL SERVAIS D

Altre denominazioni
CAVERNA DEL SERVAIS D
Primo censitore
MASSIMO TARONNA
Regione
PIEMONTE
Provincia
TO
Comune
CERES
Epoca
non rilevabile
Categoria
cavità scavata nel sottosuolo (scavo in parete o a pozzo)
Litologia ingresso
Concrezionamenti
Assenti
Materiale delle pareti
Materiali estratti
Utilizzazione attuale
Abbandono
Grado di artificialità
100% circa
Dimensioni
Sviluppo reale
10
Sviluppo planimetrico
11
Dislivello negativo
3
Dislivello totale
3
Posizione dell'ingresso
Latitudine
45.321423
Longitudine
7.326812
Tipo di coordinate
Geografiche WGS84
Quota altimetrica
1327
Valutazione dato
GPS: Xiaomi Mi10T 13/03/2021
Posizione verificata sul campo da
Massimo Taronna
Data ultima verifica sul campo
13/03/2021 00:00:00
Riferimenti a censimenti speciali
Cavità archeologica
No
Inquinamento
No
Grado di inquinamento
assente
Cavità chiusa
No
Pericolosità
Crolli/frane
Frequenza del pericolo individuato
Imprevedibile
Stato di conservazione
mediocre
Staticità
mediocre
Andamento
ORIZZONTALE
Praticabilità interna
Descrizione
L'ingresso è nascosto da un masso, che crea un corridoio di accesso aperto verso l'alto, al cui inizio c'è un gradino in pietra. Ci si infila sotto il masso più grande e dopo una breve strettoia si arriva in un vano di dimensioni maggiori, con pavimento formato dal detrito derivante dall'estrazione della pietra ollare. In un paio di punti si intuisce che la cavità doveva essere qualche metro più profonda. (Massimo Taronna)
Itinerario
Dalla frazione Canova, comune di Ala di Stura, lasciata l'auto in un grande piazzale (1070 m) si prende il sentiero che sale verso la palestra di roccia delle Courbassere. A circa 1220 m di quota, si arriva ad un bivio.
Si prende il sentiero a destra (segni bianchi e rossi), che con leggera salita permette di aggirare i picchi delle Courbassere per portarsi sulle pendici del monte Plu.
Dopo un breve tratto in discesa (prestare attenzione), il sentiero continua in leggera salita, fino a cominciare a salire decisamente in corrispondenza di un ampio canale.
Al termina di questo breve tratto ripido si abbandona il sentiero che porta alle altre cavità e si sale sempre dritti, verso un spianata artificiale. L'ingresso si trova sulla destra della spiazzo, in corrispondenza di un grosso masso (croce bianca su faggio). (descrizione Massimo Taronna)
Storia
L’aspetto attuale non è dissimile da quello descritto nel 1876 da Bartolomeo Gastaldi, il quale, oltre a citare le gallerie e gli evidenti segni di estrazione, sostiene che la tornitura venisse eseguita in loco, avendo veduto resti di lavorazione, oggi non più individuabili.
La cava è stata sfruttata in anni relativamente recenti, ad esempio per prelevare il materiale necessario per sostituire la colonnina della bifora sul lato Nord del campanile della chiesa parrocchiale San Nicolao ad Ala di Stura.
Secondo Bartolomeo Gastaldi (1876) il lavoro del tornio si faceva sul luogo, poiché frammezzo al pietrame che forma i ripidi talus discendenti dalle bocche delle gallerie verso il thalweg della valle si trovano i rigetti, vale a dire le anime o fusti interni dei vasi, ed i frammenti stessi dei vasi che durante il lavoro si ruppero. Lo studioso non manca di citare i toponimi con cui veniva individuata la zona, ossia Borna del Servant (Caverna del Selvaggio), Barma ‘d la Carcaveja (Grotta della Strega) e Borne ‘d i Brons, traducendo quest’ultima denominazione con 'Grotte dei Bronzi' da intendersi come pentole in bronzo fuso rilavorate al tornio (dette in Piemonte e in Liguria bronse), che la pietra ollare avrebbe imitato. Chi scrive ricorda in valle testimonianze orali della fine degli anni sessanta del secolo scorso che denominavano il sito Borne ‘d Bruss, senza saperne spiegare il significato. (tratto da: Lo studio della pietra ollare in Piemonte: proposte metodologiche e nuove indagini nelle valli di Lanzo)

Immagine ingresso
Autori immagine ingresso
Massimo Taronna
Licenza immagine ingresso
CC BY-NC-SA 4.0

Bibliografia

1876Frammenti di paleoetnologia italianaBartolomeo GastaldiVisualizza
2013Lo studio della pietra ollare in Piemonte: proposte metodologiche e nuove indagini nelle valli di LanzoLaura VaschettiVisualizza

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