"Id","Numero","Limita la visualizzazione del contenuto a questi gruppi","Nome","Altre denominazioni","Grotte collegate","Primo censitore","Regione","Provincia","Comune","Località","Monte","Valle","Area di interesse speleologico","geologicalformation","Sviluppo reale","Sviluppo planimetrico","Estensione","Dislivello positivo","Dislivello negativo","Dislivello totale","Tipo di coordinate","Latitudine","Longitudine","Tipo coordinate originali","Quota altimetrica","Quota cartografica","Quota GPS","Denominazione carta","Edizione carta","Valutazione dato","Cavità archeologica","Cavità marina","Cavità marina/lacustre","Inquinamento","Cavità chiusa","Note di accesso alla cavità","Cavità distrutta","Posizione verificata sul campo da","Data ultima verifica sul campo","Idrologia","Andamento","Praticabilità interna","Gruppi speleo","Cronologia catastale","Note","Descrizione","Itinerario di accesso","Sequenza pozzi","Fauna","Meteorologia","Litologia ingresso","Storia","hidden","Note relative a questa versione della scheda","Foto ingresso","Autore foto","Autori testi descrizione","Autori testi Itinerario","Autori testi Fauna","Autori testi Storia","Data importazione","Utente che ha inserito i dati","Utente che ha aggiornato i dati","Ultima modifica dei dati","Limita la modifica del contenuto a questi gruppi","Dati pre-importazione","Latitudine","Longitudine","Coordnatesupdated","Recorddeleted","Nazione","Alias","lithology","Grotta turistica","Licenza foto ingresso","Cavità artificiali collegate","Attenzione","Sistema carsico","Complesso carsico" "3066","PI1873","","Tana del Bric delle Tane","TANA DEL GINO","","","PIEMONTE","AL","PARETO","BRIC DELLE TANE","","","","","9","5","","","5","5","IGM 1:25000 Geografiche M.Mario (OVEST)","44°29'33.0'' N","4°05'14.0'' W","","456","","","","","","N","N","N","N","","","","","","","","","","","La cavità è stata indicata con il numero PI23 in Stalattiti e Stalagmiti n. 23 (1997). Coordinate CTR 1:10.000: 44° 29"" 38.5"" N - 8° 22' 00,3"" E","Ci si cala nel pozzetto iniziale, terroso e ricoperto da un forte spessore di foglie, con pareti di terra inconsistente. Si prosegue in una stretta galleria tettonica in pendenza. Dopo 3-4 m si incontra un blocco di pietre incastrato a metà della galleria. Salendoci, si cammina in piano per un paio di metri: un buco mette in collegamento con il settore inferiore, mentre oltre una frana restringe la galleria fino a occluderla. Nella parte bassa la galleria è stretta: dopo una dolce svolta si incontra nuovamente la frana. Alla base un buchetto impercorribile conduce alla parte inferiore della frattura. Il terreno circostante, di natura prevalentemente arenaceo-marnosa, è interessato da una serie di marcate fratture, che hanno dato origine in superficie ad una serie di impressionanti trinceroni; questa tormentata morfologia è probabilmente all'origine del toponimo ""Bric delle Tane"". La roccia che ospita la grotta è un'arenaria grigio-giallastra, piuttosto ricca in elementi di colore verde (serpentiniti), con un contenuto di calcari che si aggira intorno al 5%. La genesi è prettamente tettonica; è assente ogni traccia di azione carsica. Il giorno della visita, con una temperatura esterna di 27.5°C, non abbiamo osservato alcun movimento di aria; le pareti si presentavano abbastanza umide, pur trattandosi di un periodo siccitoso. All'interno della grotta abbiamo rinvenuto un esemplare di chirottero in letargo, quasi sicuramente un Rhinolophus ferrumequinum. (tratto da: Stalattiti e Stalagmiti n. 23; testo: Cella GD, Ruggiero S, Verrini A)","Seguendo la strada comunale che da Dego si dirige verso Giusvalla si devìa, subito dopo Località Girini, verso Pareto. Appena dopo aver attraversato il secondo ponte, alcuni chilometri più avanti, si imbocca una strada sterrata sulla destra e la si segue fino al punto in cui, sulla sinistra in alto, diventa visibile un'abitazione colorata di rosso. A questo punto si devia a destra, lungo una carrareccia inizialmente in discesa, poco battuta. La si segue, oltre l'attraversamento di un ruscello, dapprima prendendo a destra, poi più in alto a sinistra, fino ad uno spiazzo ricavato recentemente per il taglio del legname (attenzione, è una mulattiera molto ripida). E' ora possibile lasciare l'auto e attraversare in quota l'attacco di un rio, spostandosi in direzione di Pareto per alcune decine di metri. Il pertugio si apre all'interno di una lunga incisione del terreno, come se ne trovano parecchie nell'area. (tratto da: Stalattiti e Stalagmiti n. 23; testo: Cella GD, Ruggiero S, Verrini A)","","","","","","","","","","","","","","2022-01-10 13:53:35","davide","gdc","2022-02-22 19:20:37","","","44.4931522","8.3647437","2022-01-14 17:45:35","","","","","","","","","","" "18","PI18","","Grottino di Ma","","","","PIEMONTE","AL","PARETO","","","","","","8","","","","2","2","UTM WGS84 32T","4929864","455082","UTM ED50","410","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Attraverso l'ingresso di ridotte dimensioni ed occultato da arbusti, si accede ad una saletta con pavimento in ghiaietto fine, residuo della dissoluzione del conglomerato costituito in gran parte da elementi non carsificabili in matrice calcarea (v. bibliografia). Restano poche tracce, a parte il grande masso centrale, del probabile crollo che deve aver interessato l'ingresso e la saletta, creando l'attuale morfologia. Questo può far presupporre un utilizzo di qualche genere da parte dell'uomo (che potrebbe aver asportato l'accumulo di crollo), di cui non rimangono segni certi. Sul masso centrale si notano i resti di quelle che dovevano essere discrete stalattiti e piccoli drappeggi. L'originale condotta, sulla parete nord, è ancora integra (viste le dimensioni) e presenta alcune concrezioni, sfuggite ai vandali per le loro ridotte dimensioni, di tipica formazione subacquea; questo lascia intuire che l'eventuale risorgenza sifonasse in questo tratto, peraltro in discesa, prima di sboccare all'esterno, o formare una pozza permanente in periodi secchi. Fenomeni analoghi sono conosciuti nella stessa formazione e relativamente vicini, tra cui è degna di nota la pozza del 'Balin', tuttora usata per l'irrigazione di orti. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli)","Da Acqui Bagni, percorrere la SS 334 nella Valle Erro in direzione Sassello. Giunti al ponte sul torrente Erro soprannominato delle 'due provincie', che di fatto segna il confine tra le provincie di Alessandria e Savona, svoltare seguendo le indicazioni Mioglia-Miogliola. Oltrepassata Miogliola di circa 1 km si lascia l'asfalto immettendosi, a destra, sullo sterrato che conduce alla località Brovi (IGM) indicata sul bivio con segnaletica poco evidente. Percorso 1,5 km circa, si giunge nelle vicinanze di un costone roccioso, con vegetazione prevalentemente arbustiva, posto sulla destra del senso di marcia. Lasciate le auto in uno slargo poco distante, risalire il suddetto costone facilitati dalla conformazione a comodi gradoni, partendo dal limite SW a livello della sede stradale. La cavità si apre sul versante sud, seminascosta da arbusti, a q. 410 slm. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-25 18:34:37","w_caves","Numero:18;Nome:Grottino di Ma;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Pareto;Latitudine:455082;Longitudine:4929864;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):410;Sviluppo reale (m):8;Dislivello negativo (m):2;Dislivello totale (m):2;Note_:N C;","44.5207014","8.4347779","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","",""