"Id","Numero","Limita la visualizzazione del contenuto a questi gruppi","Nome","Altre denominazioni","Grotte collegate","Primo censitore","Regione","Provincia","Comune","Località","Monte","Valle","Area di interesse speleologico","geologicalformation","Sviluppo reale","Sviluppo planimetrico","Estensione","Dislivello positivo","Dislivello negativo","Dislivello totale","Tipo di coordinate","Latitudine","Longitudine","Tipo coordinate originali","Quota altimetrica","Quota cartografica","Quota GPS","Denominazione carta","Edizione carta","Valutazione dato","Cavità archeologica","Cavità marina","Cavità marina/lacustre","Inquinamento","Cavità chiusa","Note di accesso alla cavità","Cavità distrutta","Posizione verificata sul campo da","Data ultima verifica sul campo","Idrologia","Andamento","Praticabilità interna","Gruppi speleo","Cronologia catastale","Note","Descrizione","Itinerario di accesso","Sequenza pozzi","Fauna","Meteorologia","Litologia ingresso","Storia","hidden","Note relative a questa versione della scheda","Foto ingresso","Autore foto","Autori testi descrizione","Autori testi Itinerario","Autori testi Fauna","Autori testi Storia","Data importazione","Utente che ha inserito i dati","Utente che ha aggiornato i dati","Ultima modifica dei dati","Limita la modifica del contenuto a questi gruppi","Dati pre-importazione","Latitudine","Longitudine","Coordnatesupdated","Recorddeleted","Nazione","Alias","lithology","Grotta turistica","Licenza foto ingresso","Cavità artificiali collegate","Attenzione","Sistema carsico","Complesso carsico" "3073","PI1882","","Dolina di Case Ferriere","","","","PIEMONTE","AL","CASALEGGIO BOIRO","CASE FERRIERE","","","FERRIERE","","6","","","","5","5","Geografiche WGS84","44°35'42.6'' N","8°45'11.3'' E","","546","","","","","","","","","","","La cavità è stata completamente riempita di terra.","X","","","","VERTICALE","","40,69,76","","","La cavità è costituita da un breve pozzetto quasi verticale che porta ad una strettoia, oltre la quale si intravede una prosecuzione ingombra di massi (tratto da: Speleorama n. 7, testo: Alessandro Vernassa).","Risalendo da Lerma lo sterrato della Cirimilla prendere la deviazione sulla sinistra che conduce alla diga dei laghi della Lavagnina (Case Ferriere). Giunti ad un bivio mantenersi a sinistra superando un corso d'acqua. Superata una casa abbandonata lasciare lo sterrato e risalire le rocce calcaree sulla sinistra fino a scorgere la grossa dolina (tratto da: Speleorama n. 7, testo: Alessandro Vernassa).","","","","","","","","","","","","","","2022-06-10 19:00:11","davide","davide","2022-12-22 05:46:08","","","44.5951667","8.7531389","2022-06-10 19:00:21","","","","","","","","","","" "3066","PI1873","","Tana del Bric delle Tane","TANA DEL GINO","","","PIEMONTE","AL","PARETO","BRIC DELLE TANE","","","","","9","5","","","5","5","IGM 1:25000 Geografiche M.Mario (OVEST)","44°29'33.0'' N","4°05'14.0'' W","","456","","","","","","N","N","N","N","","","","","","","","","","","La cavità è stata indicata con il numero PI23 in Stalattiti e Stalagmiti n. 23 (1997). Coordinate CTR 1:10.000: 44° 29"" 38.5"" N - 8° 22' 00,3"" E","Ci si cala nel pozzetto iniziale, terroso e ricoperto da un forte spessore di foglie, con pareti di terra inconsistente. Si prosegue in una stretta galleria tettonica in pendenza. Dopo 3-4 m si incontra un blocco di pietre incastrato a metà della galleria. Salendoci, si cammina in piano per un paio di metri: un buco mette in collegamento con il settore inferiore, mentre oltre una frana restringe la galleria fino a occluderla. Nella parte bassa la galleria è stretta: dopo una dolce svolta si incontra nuovamente la frana. Alla base un buchetto impercorribile conduce alla parte inferiore della frattura. Il terreno circostante, di natura prevalentemente arenaceo-marnosa, è interessato da una serie di marcate fratture, che hanno dato origine in superficie ad una serie di impressionanti trinceroni; questa tormentata morfologia è probabilmente all'origine del toponimo ""Bric delle Tane"". La roccia che ospita la grotta è un'arenaria grigio-giallastra, piuttosto ricca in elementi di colore verde (serpentiniti), con un contenuto di calcari che si aggira intorno al 5%. La genesi è prettamente tettonica; è assente ogni traccia di azione carsica. Il giorno della visita, con una temperatura esterna di 27.5°C, non abbiamo osservato alcun movimento di aria; le pareti si presentavano abbastanza umide, pur trattandosi di un periodo siccitoso. All'interno della grotta abbiamo rinvenuto un esemplare di chirottero in letargo, quasi sicuramente un Rhinolophus ferrumequinum. (tratto da: Stalattiti e Stalagmiti n. 23; testo: Cella GD, Ruggiero S, Verrini A)","Seguendo la strada comunale che da Dego si dirige verso Giusvalla si devìa, subito dopo Località Girini, verso Pareto. Appena dopo aver attraversato il secondo ponte, alcuni chilometri più avanti, si imbocca una strada sterrata sulla destra e la si segue fino al punto in cui, sulla sinistra in alto, diventa visibile un'abitazione colorata di rosso. A questo punto si devia a destra, lungo una carrareccia inizialmente in discesa, poco battuta. La si segue, oltre l'attraversamento di un ruscello, dapprima prendendo a destra, poi più in alto a sinistra, fino ad uno spiazzo ricavato recentemente per il taglio del legname (attenzione, è una mulattiera molto ripida). E' ora possibile lasciare l'auto e attraversare in quota l'attacco di un rio, spostandosi in direzione di Pareto per alcune decine di metri. Il pertugio si apre all'interno di una lunga incisione del terreno, come se ne trovano parecchie nell'area. (tratto da: Stalattiti e Stalagmiti n. 23; testo: Cella GD, Ruggiero S, Verrini A)","","","","","","","","","","","","","","2022-01-10 13:53:35","davide","gdc","2022-02-22 19:20:37","","","44.4931522","8.3647437","2022-01-14 17:45:35","","","","","","","","","","" "28","PI28","","Grotta delle Capre","","","","PIEMONTE","AL","VILLADEATI","VULCANO","","","","","12","","","","0","0","UTM WGS84 32T","4990700","435724","UTM ED50","435","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","PI28.jpg","Enrico Lana","","","","","2020-06-03 11:15:34","","michelangelochesta","2022-02-20 17:13:03","w_caves","Numero:28;Nome:Grotta delle Capre;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Villadeati;Toponimo locale:Vulcano;Latitudine:435724;Longitudine:4990700;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):435;Sviluppo reale (m):12;Note_:infestata da pulci e zecche.;","45.0668423","8.1835231","2020-06-17 11:04:22","","ITA","","","","CC BY-SA 4.0","","","","" "27","PI27","","Balma Grossa","","","","PIEMONTE","AL","VILLADEATI","VULCANO","","","","","9","","","","0","0","UTM WGS84 32T","4990690","435719","UTM ED50","430","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","PI27-ingresso_L.jpg","Enrico Lana","","","","","2020-06-03 11:15:34","","michelangelochesta","2022-02-20 17:11:56","w_caves","Numero:27;Nome:Balma Grossa;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Villadeati;Toponimo locale:Vulcano;Latitudine:435719;Longitudine:4990690;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):430;Sviluppo reale (m):9;Note_:infestata da pulci e zecche.;","45.0667518","8.1834609","2020-06-17 11:04:22","","ITA","","","","CC BY-SA 4.0","","","","" "7","PI7","","Grotta di Lussitto","","","","PIEMONTE","AL","ACQUI TERME","","","","VISONE","","36","","","","8","8","UTM WGS84 32T","4945503","458052","UTM ED50","168","","","","","","","","","","","","","Guardiaparco","","","","","","","","Dopo un primo tratto in forte discesa, si raggiungono due ampie sale, con il pavimento coperto da massi di crollo. A metà della prima sala ha origine uno stretto meandro percorribile solo per pochi metri. La cavità è impostata lungo una serie di diaclasi NO-SE di cui ne segue l'andamento. Particolarmente interessante è la morfologia del primo tratto, costituito da una forra a buco di serratura (sez. E) con pareti lisce su cui affiorano numerosi fossili e nella cui parte superiore è ben individuabile l'originale condotto freatico. La parte più ampia della cavità è stata interessata ad azioni di crollo, testimoniata dai clasti ancora presenti in loco. Lungo la volta, in prossimità della frattura generatrice, sono presenti numerose cupole che raggiungono dimensioni fino ad un metro terminanti in genere con condotte molto piccole. In passato la cavità era interessata da notevoli fenomeni di concrezionamento, ora pressoché completamente asportati: solo nelle zone più difficilmente raggiungibili è possibile rinvenire concrezioni non danneggiate. Nella galleria principale sono inoltre rinvenibili fratture completamente riempite da calcite spatica. Le caratteristiche della grotta fanno pensare ad una attività idrica molto ridotta, che nel periodo della visita (23.5.1982) era limitata ad uno sporadico stillicidio ed ad una blanda percolazione parietale. Nel meandro scorre un piccolo rigagnolo, che alimenta una modesta sorgente sita a pochi metri dall'ingresso (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","Da Acqui raggiungere il piazzale delle Terme, quindi prendere la strada che conduce a Lussito. La grotta si apre 5 metri al di sopra del piano stradale, una trentina di metri dopo il secondo tornante. (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","","Kryptonesticus eremita (Simon, 1879)|Metellina merianae (Scopoli, 1763)|Tegenaria silvestris L. Koch, 1872","","","","","","PI7-ingresso_L.jpg","Enrico Lana","","","Enrico Lana","","2020-06-03 11:15:34","","michelangelochesta","2022-02-20 17:10:29","w_caves","Numero:7;Nome:Grotta di Lussitto;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Acqui Terme;Area carsica:Visone;Latitudine:458052;Longitudine:4945503;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):168;Posizione verificata su campo da curatore:Guardiaparco;Sviluppo reale (m):36;Dislivello negativo (m):8;Dislivello totale (m):8;Note_:N.C.;","44.6616655","8.4708731","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","CC BY-SA 4.0","","","","" "4","PI4","","Tana di Morbello","","","","PIEMONTE","AL","MORBELLO","","","","MORBELLO","","357","","","13","","13","UTM WGS84 32T","4939187","462100","UTM ED50","447","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","La grotta non richiede l'uso di attrezzature di progressione, non presentando particolari difficoltà tecniche. Si tenga comunque presente che per la generale ristrettezza dei vani si procede spesso carponi, immersi in acqua e fango. Ramo principale: scavalcato il muretto di protezione (attenzione alla tenuta dei mattoni) ci si cala fino alla base della galleria che è occupata da un laghetto dal livello variabile in funzione della portata del torrente e delle perdite del muro di sbarramento. Con spaccate e contrapposizioni si supera il laghetto, sino a raggiungere la sponda sabbiosa di sinistra; si supera una cascatella e si prosegue nell'ampia ed alta galleria sino al primo bivio (4). Lasciato sulla destra il ramo delle vaschette, si prosegue lungo il torrente che scorre veloce tra ammassi di argilla e ciottoli della più disparata provenienza. In questo tratto sono visibili sulla volta rade concrezioni; sulla sinistra, una galleria cieca è adornata da cortine e stalattiti. La galleria, che progressivamente va riducendosi come dimensioni ben presto perde il suo andamento rettilineo assumendo un percorso meandriforme. In prossimità della quarta ansa si incontra una bella stalagmite presso una serie di vaschette; sulle pareti si osservano pure numerosi scallops. Si prosegue, zigzagando più volte, in una galleria sempre più bassa sino a giungere ad un bivio (27) in cui confluiscono due torrenti. Prendendo sulla destra si percorre una bella galleria circolare adorna di stalattiti che immette su un piccolo slargo molto concrezionato. Proseguendo lungo il ridotto condotto si superano, immergendosi nel fango, alcune strettoie aperte dal torrente fra il sedimento concrezionato, giungendo così alla sala finale (37) da cui nasce il torrente. Su un lato della parete, completamente ricoperta da microcristalli, si aprono due fratture impercorribili; la volta e gli altri lati sono costituiti da argilla, molto instabile e soggetta a frane. Ritornando al punto 27, seguendo il torrente di sinistra, si accede al ""ramo dello smilzo"". Si tratta di un malagevole ed angusto cunicolo con fondo ricoperto da ciottoli ed argilla, percorso da un noioso torrentello in cui spesso ci si deve immergere. Sono presenti piccole stalattiti, colate, vaschette; sulla volta si scorge un bel canale. Il ramo termina su galleria impraticabile. Ramo delle vaschette: è forse il ramo più interessante della cavità. Dal bivio presso il punto 4 anzichè procedere lungo il torrente principale, si prende sulla destra una galleria con fondo di vaschette molto belle, colme di acqua trasparente. Si supera una strettoia a pelo d'acqua (53), sino a giungere ad uno slargo (57), ma questo tratto è evitabile innalzandosi in alto sull'ansa della curva e percorrendo l'angusta galleria superiore. Sulla destra, una galleria bassa e fangosa, qua e là ricoperta da cristallini, porta dopo una quindicina di metri ad una bella sorgente interna (105), le cui acque scompaiono dopo un breve percorso in una fessura inaccessibile, fuoriuscendo parte sul ramo principale, parte in una sorgentella esterna a fianco dell'ingresso. La galleria termina con un potente deposito argilloso, oggetto di scavo. Dallo slargo di cui sopra (57), si prosegue lungo la galleria principale con numerosi saliscendi tra i potenti riempimenti in parte asportati dal torrente, e belle vaschette, aiutandosi con le rade concrezioni presenti. Alla fine di questo tratto (62) la grotta assume un aspetto labirintico, con numerose gallerie strette ed alte, parallele tra di loro, spesso occluse da sedimento, concrezioni o frane. Proseguendo diritti, la galleria, che presenta resti di sedimento che giungono fino al soffitto, sfocia dopo una strettoia su una frana cementata da una colata calcitica, in una zona suggestiva (121). Seguendo invece l'andamento zigzagante del torrente si perviene dopo il superamento di una strettoia alla saletta finale (83) con massi e riempimenti saldati da concrezione, gours e spalmature di cristallini. Nei pressi del punto 67 si segnala un bel gruppo concrezionale con stalattiti, colonne e pavimenti a gours contenenti cristallini di calcite. Negli immediati dintorni ha inizio il ramo del Cerino. Si superano due strettoie, pervenendo ad una forra abbastanza ampia in prossimità di un gruppo di stalattiti, esteticamente le più interessanti della caverna; indi si oltrepassano in spaccata alcuni grossi massi in via di disfacimento sotto cui si intravede la galleria della sorgente (105) e, tralasciando alcune brevi diramazioni riempite da argilla, in prossimità di due caratteristiche lame di roccia ci si infila in uno stretto meandro, che ben presto diviene impercorribile. Tutto il ramo presenta spiccati caratteri senili. (tratto da: Labirinti n.6; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, M.R. Cerina, C. Vaselli)","La cavità è localizzabile sulla tavoletta IGM in prossimità della sorgente riportata sotto l'abitato di Costa. Per raggiungerla si deve imboccare la carrareccia che si stacca in prossimità del curvone lungo la rotabile Case Campazzi-Costa, e mantenersi in quota seguendo una evidente traccia che porta direttamente alla Tana. La grotta si apre alla base di una paretina rocciosa a quattro metri di altezza; con facile arrampicata (utili una corda ed un moschettone) si raggiunge e si supera il muro che ne delimita l'accesso. (tratto da: Labirinti n.6; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, M.R. Cerina, C. Vaselli)","","Amaurobius ferox (Walckenaer, 1825)|Liocranum rupicola (Walckenaer, 1825)|Metellina merianae (Scopoli, 1763)|Pholcus phalangioides (Fuesslin, 1775)|Tegenaria silvestris L. Koch, 1872","","Calcari","","","","PI4-ingresso_L.jpg","Enrico Lana","","","Enrico Lana","","2020-06-03 11:15:34","","michelangelochesta","2022-02-20 17:08:59","w_caves","Numero:4;Nome:Tana di Morbello;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Morbello;Area carsica:Visone;Sistema carsico:Tana di Morbello;Latitudine:462100;Longitudine:4939187;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):447;Sviluppo reale (m):357;Dislivello positivo (m):13;Dislivello totale (m):13;Note_:N.C.;","44.6050328","8.5223988","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","CC BY-SA 4.0","","","MORBELLO","" "5","PI5","","Grotta ad est della Tana Morbello","","","","PIEMONTE","AL","MORBELLO","","","","MORBELLO","","8","","","1","","1","UTM WGS84 32T","4939207","462110","UTM ED50","451","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","La galleria di ingresso, modellata alla parete destra da una vistosa frattura orientata ESE-ONO, ha all'inizio ampie dimensioni, che si riducono dopo qualche metro fino a diventare quelle di una galleria molto stretta, impostata su di una diaclasi parallela. In questo primo tratto, il pavimento della grotta è ricoperto da deposito sabbioso-argilloso. L'accesso alla seconda galleria è sbarrato da uno spesso crostone calcitico che ricopre un sedimento fine, rimosso per qualche metro da uno scavo. Nel sedimento è stato rinvenuto un metacarpo di Bovide. Tra il crostone e la volta una bella colata con stalattiti, stalagmiti e una serie di numerosi piccoli cristalli adornano la galleria. E qui l'esplorazione si è fermata, poichè per proseguire sarebbe necessario demolire queste concrezioni. La grotta comunque pare proseguire, stretta all'inizio, poi più larga fino in prossimità di una saletta, probabilmente cieca, avente suolo ricoperto da numerosi clasti. Tutto questo tratto è molto concrezionato. La grotta presenta aspetto marcatamente senile: essa potrebbe rappresentare un vecchio livello fossile della Tana di Morbello. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","La grotta si apre ad una decina di metri a sinistra della Tana di Morbello, cinque metri più in alto L'ingresso, abbastanza ampio, è in parte coperto da vegetazione. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2021-12-11 15:25:26","w_caves","Numero:5;Nome:Grotta ad est della Tana Morbello;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Morbello;Area carsica:Visone;Latitudine:462110;Longitudine:4939207;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):451;Sviluppo reale (m):8;Dislivello positivo (m):1;Dislivello totale (m):1;Note_:N.C.;","44.6052134","8.5225233","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","MORBELLO","" "6","PI6","","Grotta ad ovest della Tana Morbello","","","","PIEMONTE","AL","MORBELLO","","","","MORBELLO","","13","","","1","","1","UTM WGS84 32T","4939187","462087","UTM ED50","445","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Dall'ingresso si accede ad una breve galleria inclinata, che presenta una vistosa colata sulla parete destra. La frattura originatrice si perde alta sulla volta; il pavimento è invece costituito da terriccio. Dopo pochi metri la galleria sbocca in un alto meandro, che si inoltra a sinistra in direzione della Tana di Morbello, per almeno 5-6 metri; purtroppo il tratto iniziale, molto stretto, non ne permette attualmente l'esplorazione. Il pavimento del meandro è costituito da deposito sabbioso, originato da un piccolo torrentello non presente al periodo della visita. Prendendo invece a destra, il meandro in breve si abbassa e, superata una strettoia tra belle concrezioni (una grossa stalagmite è stata recentemente asportata ... ), si giunge in una minuscola saletta ben concrezionata, ove la grotta termina su detrito. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","La grotta si apre a breve distanza dalla Tana di Morbello, una quindicina di metri alla sua destra, alla base della parete rocciosa. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2021-12-11 15:25:20","w_caves","Numero:6;Nome:Grotta ad ovest della Tana Morbello;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Morbello;Area carsica:Visone;Latitudine:462087;Longitudine:4939187;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):445;Sviluppo reale (m):13;Dislivello positivo (m):1;Dislivello totale (m):1;Note_:N.C.;","44.6050321","8.522235","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","MORBELLO","" "1","PI1","","Tana dei Saraceni","CAVERNA DELLA MAGA","","","PIEMONTE","AL","OTTIGLIO","","","","","","238","","","4","3","7","UTM WGS84 32T","4988421","449301","UTM ED50","226","","","","","","","","","","","","","Davide Barberis","","","","","","","","La cavità, prettamente artificiale, presenta un andamento piuttosto labirintico. L’ingresso originario (1) si apre alla base di una paretina rocciosa, ove spicca un cartello riportante un teschio con la scritta “pericolo di morte”. La volta del basso condotto di ingresso, tondeggiante (ricorda un canale a pressione delle condotte carsiche), evidenzia i vari piani di strato del deposito marnoso; questo assestamento è in realtà naturale, comportando la migliore stabilità statica della volta. Sulla destra, un minuscolo condotto parzialmente ostruito riporta, dopo pochi metri, a una minuscola uscita (1B). Dopo un paio di metri di strisciare, ci si può raddrizzare in piedi, in corrispondenza di una saletta (4); nei pressi si notano interessanti scritte di varia epoca, a partire dall’800. Prendendo sulla destra, un breve cunicolo porta a uno slargo, bloccato da crollo (4c). Prendendo invece a sinistra, si risale una comoda galleria dal soffitto particolarmente piatto: si tratta in realtà del giunto di strato su cui è impostata la volta di un vasto tratto di grotta. Ben presto si notano alle pareti le marcate solcature prodotte degli attrezzi di scavo. Dopo una quindicina di metri, si stacca sulla destra una bella galleria artificiale, dalla volta arcuata molto scura, che termina in uno stretto e basso meandro naturale, con sezione a chiave di serratura, chiaro indizio di scorrimento idrico in regime freatico prima, vadoso poi (4X). Il corridoio principale prosegue diritto in lieve salita, fino a un trivio (4H). Sulla destra diparte una galleria che dopo pochi metri, attraversata una pozzanghera, porta in un ambiente puntellato con travi, da cui dipartono cunicoletti intransitabili (4M). Un pozzetto circolare del diametro di una settantina di centimetri porta invece in bassi ambienti sottostanti (4N), che portano alla base di un pozzetto attrezzato con una scala metallica (8-9). Anche prendendo la galleria di sinistra, percorsi pochi metri, dopo aver attraversato in equilibrio il pozzetto grazie a due travi incastrati sulle pareti, è possibile raggiungere la medesima scala. Pochi metri prima delle travi, una galleria sulla sinistra permette di scendere in una saletta interessata da detriti e crolli (6), ove spicca un masso bloccato lateralmente da una putrella in ferro (è opportuno non appoggiarvisi!). Ancora qualche metro in una galleria irregolare, ed eccoci sbucare nuovamente nella saletta delle scritte (4). Ritornati nuovamente alla base del pozzetto (8), si percorre ora una galleria più comoda, accuratamente scavata anche sulla volta, qua e là ingombra di accumuli di materiale; si tralascia un cunicolo rettilineo che tende presto a intasarsi (10A), e dopo pochi metri, attraversato uno slargo, giungiamo nei pressi di un nicchione squadrato, (12) alla cui base sgorga una sorgente le cui acque presto scompaiono tra i detriti del pavimento. Ci troviamo ora in una galleria molto più ampia e regolare (Galleria Cirio), che dopo una quarantina di metri sbocca nuovamente all’esterno (16). Il pozzo (8) può anche venire raggiunto dalla saletta (4) infilandosi nello stretto corridoio di sinistra (3A); un paio di svolte ortogonali, impostate su fratture recenti, ben visibili sulla volta, portano in un ambiente franoso sorretto da colonnine di roccia in cattivo stato, oltre le quali (8A) si incontra la galleria che conduce alla sommità del pozzo (8). In questa area dipartono altri modesti cunicoli. L’intera zona si presenta variamente fratturata, opera di sollecitazioni tuttora in atto, per cui se ne sconsiglia la visita. (tratto da: Labirinti n. 30; testo: G.D. Cella, R. Sella)","Dal centro di Ottiglio, prendere la strada che porta alla frazione Moleto. Giunti allo spartiacque, in corrispondenza di un quadrivio, conviene parcheggiare l’auto nel piazzale antistante una cappella restaurata modernamente. Si prende la strada asfaltata che costeggia Cascina Vecchia (CTR: Cascina Riva); dopo circa 150 m, si stacca sulla sinistra una carrareccia agricola che, con un paio di curve, porta al fondo della valletta dei Guaraldi. L’ingresso della galleria Cirio si trova pochi metri più in avanti, sulla sinistra, alla base della paretina rocciosa del lato orientale; una cinquantina di metri più in avanti, sempre sulla sinistra, si apre l’ingresso principale della grotta. Entrambi gli accessi sono preceduti da una intricata boscaglia e fitti intrecci di rovi. Si rammenta che la grotta si apre in proprietà privata, per cui è opportuno richiedere al proprietario il permesso di accesso (Geom. Pierangelo Torielli – Casale Monferrato). (tratto da: Labirinti n. 30; testo: G.D. Cella, R. Sella)","","Kryptonesticus eremita (Simon, 1879)|Meta menardi (Latreille, 1804)|Tegenaria silvestris L. Koch, 1872","","Marne","","","","0001fb.JPG","Renato Sella","","","Enrico Lana","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2021-02-22 11:31:26","w_caves","Numero:1;Nome:Tana dei Saraceni;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Ottiglio;Area carsica:Pontestura - Vignale;Latitudine:449301;Longitudine:4988421;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):226;Posizione verificata su campo da curatore:Davide Barberis;Sviluppo reale (m):238;Dislivello positivo (m):2;Dislivello negativo (m):3;Dislivello totale (m):5;Note_:Proprietà Privata;","45.0474311","8.3562052","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","CC BY 4.0","CAPI1000","","","" "10","PI10","","Tana del Negrin","","","","PIEMONTE","AL","ROCCAFORTE LIGURE","","","","BORBERA","","149","","","","107","107","UTM WGS84 32T","4948789","502033","UTM WGS84","700","","","","","","","","","","","","","Davide Barberis","2019-03-16 00:00:00","","","","","","","L'accesso alla cavità avviene tramite un corto scivolo con fondo in terriccio e fogliame, molto viscido ed instabile. Occorre ancorare la corda all'albero nelle vicinanze, servendosene come mancorrente sino al primo pozzo. Da questo armo sino al fondo è possibile usare una corda unica di 160 metri di lunghezza. La cavità, data la natura della roccia, non permette armi su chiodi o spit ed è quindi completamente armata con tubi di ferro zincati incastrati nelle pareti. Controllare attentamente la posizione dell'armo prima di iniziare qualsiasi manovra! La grotta presenta altre insidie sia nella natura conglomeratica della roccia che nella particolare funzione assorbente della cavità stessa. Il distacco di ciottoli e massi, anche di dimensioni notevoli, risulta poco prevedibile ed esiste la possibilità che in caso di forte precipitazione si venga sorpresi da una violenta piena, specialmente oltre il ""Camino delle Castagne"". Infine l'abbondante fango crea problemi di progressione e può facilmente mandare in crisi gli attrezzi da risalita. Dallo scivolo descritto in precedenza si accede alla prima parte sub-verticale della cavità caratterizzata da una sequenza di brevi salti arrampicabili (è consigliabile una sicura sulla corda usata come mancorrente) e da strettoie abbastanza agevoli su roccia liscia, resa viscida da un leggero velo di acqua. L'ultimo salto di circa 2 metri immette alla sommità del p. 25. Ancorata la corda, si scende agevolmente la prima parte sino al ponte naturale che costringe a frazionare e a immettersi in una malagevole strettoia verticale, lunga pochi metri, con roccia estremamente instabile. Percorsa tale strettoia, si sbuca in un bellissimo pozzo leggermente a campana, con sezione pressochè ellittica, di comoda percorrenza. Verso la base si notano piccole colate calcitiche in corrispondenza degli sbocchi di anguste condotte impercorribili. Alla base del p. 25 un angusto e fangoso restringimento immette su un breve pozzo a sezione circolare. Porre molta attenzione all'armo piazzato nel precedente restringimento. Sul fondo sono presenti notevoli accumuli di detriti e fogliame che possono completamente ostruire, specialmente in seguito ad una piena, l'accesso alla severa strettoia, da percorrere a piedi in avanti in discesa, onde evitare un'acrobatica manovra allo sbocco della stessa in una stretta e alta diaclasi molto fangosa. Conviene piazzare in loco uno spezzone di scaletta per facilitare il passaggio in salita. Percorsa la stretta diaclasi, un pozzetto di 5 metri molto fangoso conduce ad una minuta saletta formatasi in corrispondenza di un repentino cambio di orientamento della frattura. Sul soffitto sono presenti alcune stalattiti di modeste dimensioni. Una breve risalita porta alla base della struttura verticale detta ""Camino delle Castagne"" per l'abbondante ritrovamento di tali frutti. Il camino è oggetto di forte stillicidio e presenta alcune belle colate calcitiche inglobanti detriti di ogni genere. Da qui si avanza letteralmente immersi in un mare di fango, inoltre il conglomerato risulta progressivamente sempre meno compatto man mano che aumenta la profondità. Una stretta diaclasi interrotta da un salto arrampicabile porta ad una successione di tre pozzi, dei quali il maggiore è l'ultimo, di circa 10 metri. I pozzi sono relativamente agevoli, ma occorre prestare molta attenzione nell'uscita dato che gli armi sono posizionati molto bassi. Tale situazione, purtroppo inevitabile, consiglia l'uso di staffe atte a facilitare le manovre di uscita-entrata ai pozzi, comunque sempre disagevoli ed acrobatiche per la scarsità di appigli affidabili e per il molto fango. Alla base dell'ultimo pozzo, ingombro di notevoli depositi di fango, tramite un breve salto arrampicabile si accede al cunicolo terminale. Le caratteristiche dei depositi sembrano rivelare una lenta deposizione da parte delle acque, visibile anche dai parecchi livelli presenti. Il Pozzo del Negrin termina in un angusto ambiente nei pressi di un sifone completamente ostruito da detriti e fango, a - 107 metri di profondità. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","Dalla Parrocchia di Roccaforte Ligure imboccare la carrareccia per Avi, antico centro rurale ora abbandonato. Giunti all'evidente cresta (q. IGM 801), lasciare le auto proseguendo sul sentiero di sinistra leggermente in discesa. Ai successivi bivi con altri piccoli sentieri si mantiene la sinistra sino ad uscire dal tratto boschivo (q. lGM 698). Da questo punto, su una traccia di sentiero, dirigersi in direzione sud-est, inoltrandosi nuovamente nel bosco. Percorrere tale sentiero sino ad intersecare il rio temporaneo localmente chiamato Rio del Piano, nel quale circa 100 metri a monte si apre la cavità in località Negrin, a m. 700 s.l.m. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","","","","","Nota localmente da tempo, nel 1978 fu discesa fino a quota -35 m da speleologi del gruppo “Issel” di Genova; nel 1986 gli speleologi di Acqui Terme ne raggiunsero il fondo. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 2 (2010)","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","maxtar65","2020-12-29 12:50:20","w_caves","Numero:10;Nome:Tana del Negrin;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Roccaforte Ligure;Latitudine:502033;Longitudine:4948789;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM WGS84;Quota altimetrica (m.slm):700;Fonte/Strumento:Locus Map (Samsung Galaxy X-Cover 4);Posizione verificata su campo da curatore:Davide Barberis;Data ultima verifica su campo:16/03/2019;Sviluppo reale (m):149;Dislivello negativo (m):107;Dislivello totale (m):107;Note_:N.C.;","44.6924704","9.0256576","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "22","PI22","","Grotta di Guardamonte","","","","PIEMONTE","AL","GREMIASCO","","","","","","75","","","12","3","15","UTM WGS84 32T","4962730","507209","UTM ED50","719","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","La cavità si presenta a prima vista come un basso riparo sotto roccia, nascosto tra la vegetazione e ingombro di massi sul pavimento, alla base di una parete verticale, praticamente sul sentiero di accesso. Sul lato sud-ovest un ripido scivolo con fondo in terriccio conduce dopo pochi metri al fondo che chiude subito su una piccola condotta (sez. C) in cui si è tentato di asportare il riempimento di terriccio. Purtroppo, dopo pochissimo tempo, lo scavo è stato abbandonato per l'eccessivo restringersi delle pareti. Questa parte di cavità, ad esclusione della sola condotta terminale, presenta chiari segni di crolli lungo i pochi evidenti interstrati della formazione geologica. Diversa, invece, è la morfologia della seconda parte della grotta alla quale si accede tramite un passaggio (sez. B) disostruito artificialmente mediante l'asportazione del terriccio che lo occludeva. Il passaggio immette sul pavimento di un'alta diaclasi, ma relativamente stretta che, fortunatamente, non crea grandi difficoltà di progressione. E' necessario, però, mantenersi piuttosto alti salendo su un masso (sez. D) e mantenere quella quota. Le pareti in tutta la forra sono molto levigate, segno del passaggio di acqua sotto forma di percolazione dall'esterno, tuttora presente. Tale percolazione in inverno crea suggestive stalattiti e piccoli drappeggi di ghiaccio. Verso sud-est, la diaclasi è orientata grossomodo nord-ovest sud-est, la progressione si interrompe su un grosso crollo, successivamente ricoperto di terriccio compatto che in pratica impedisce di risbucare sul sentiero antistante la grotta. Solo nella parte alta la cavità comunica ancora con l'esterno. Questo crea una notevole corrente d'aria che nel periodo dell'esplorazione veniva assorbita dall'ingresso (inverno 1993). Procedendo nella parte opposta, si giunge in breve ad un interessante incrocio di diaclasi ortogonali fra loro, purtroppo tutte impercorribili. A questo punto occorre fare alcuni metri all'indietro e nei pressi di un grosso masso, risalire in facile opposizione fino alla finestra che permette attraverso un piccolo cunicolo di pochi metri di accedere alla ""sala di Kantor"". Questa interessante struttura, peraltro insospettata in queste morfologie, presenta pareti estremamente levigate e soffitto domiforme di aspetto. Sul pavimento è presente un potente accumulo di massi di dimensioni stranamente uniformi, vicine al decimetro cubo di volume. Nella parte centrale lo spessore di questo deposito è sicuramente superiore al metro. Data la vicinanza della sala con la superficie esterna, sono visibili moltissime radici. Nella cavità non sono presenti fenomeni concrezionali. (tratto da: Labirinti n.15; testo: C. Vaselli, R. Vinotti) ","La grotta è raggiungibile da Tortona tramite la provinciale per Volpedo-San Sebastiano Curone-Caldirola. Risalendo il corso del Curone, visibile solo dopo il bivio con Castellar Guido Bono, si giunge all'abitato di San Sebastiano C. e dopo aver superato prima il ponte sul torrente e poi quello sul Curone, si svolta a destra per imboccare una stretta strada in salita che scollinando nei pressi della grotta raggiunge la valle Staffora. Raggiunta la frazione Musigliano, e svolta a sinistra, dopo meno di 1 km, si giunge in cresta. Sullo spiazzo antistante la cascina Guardamonte si possono lasciare le auto. Da questo punto, prima su una carrareccia molto fangosa in caso di pioggia, e poi su comodi sentieri si raggiunge la grotta. (tratto da: Labirinti n.15; testo: C. Vaselli, R. Vinotti)","","","","Arenarie","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-27 11:48:50","w_caves","Numero:22;Nome:Grotta di Guardamonte;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Gremiasco;Latitudine:507209;Longitudine:4962730;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):719;Sviluppo reale (m):75;Dislivello positivo (m):12;Dislivello negativo (m):3;Dislivello totale (m):15;Note_:N.C.;","44.8179381","9.0911787","2020-06-17 11:04:22","","ITA","","","","","","","","" "21","PI21","","Grotta del Pineto","","","","PIEMONTE","AL","STREVI","","","","","","34","","","","8","8","UTM WGS84 32T","4950813","460222","UTM ED50","281","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Lo stretto e malagevole ingresso, seminascosto dalla vegetazione, introduce al cunicolo iniziale caratterizzato, come del resto tutta la grotta, da numerosi massi incastrati un po' dovunque, alcuni vicino al metro cubo di volume. Occorre avanzare con cautela, tentando di lasciare ogni cosa al suo posto, specie se al loro posto si vogliono conservare le gambe o altre parti anatomiche. Purtroppo la conformazione degli ambienti non aiuta, essendo sempre molto angusti: bisogna continuamente scavalcare i massi. Dopo pochi metri si giunge sull'orlo di un breve pozzo superabile in arrampicata: sulla parete di sinistra (spalle all'ingresso) vi sono due spit per la sicura caldamente consigliabile (è sufficiente una corda di 10 m di lunghezza). Alla sommità del pozzo, ad ovest del cunicolo iniziale, si nota una piccola condotta subito impercorribile, dalla quale proveniva al momento del rilievo topografico un violento stillicidio e qualche sasso (sez. b). Da questo punto, proseguendo nel ramo A, la doccia, in quel periodo molto piovoso, era inevitabile. In questo ramo in discesa, almeno altre due condotte contribuiscono ad aumentare la venuta idrica con notevole stillicidio. Sono presenti alcune piccole colate stalattitiche, forse in fase corrosiva, e piccole vaschette sul pavimento (1, 2 sul rilievo). Proseguendo lungo il corso d'acqua, in breve si giunge al fondo ingombro di massi. L'acqua che sino a questo punto ci ha accompagnato sparisce tra il caotico accumulo. Appena prima (sez. d) una piccola condotta, oltre che a non scaricare acqua, presentava una debole corrente d'aria verso l'ingresso. Ritornati alla base del pozzo, è possibile, con qualche contorsione, inoltrarsi nel ramo B fortunatamente asciutto. Si tenga presente che la corda utilizzata in precedenza, può servire per risalire questo tratto. Il ramo B risulta essere impostato su una diaclasi ortogonale a quella del cunicolo iniziale ed al primo tratto del ramo B, compresa la condotta superiore della sezione b. Dopo pochi metri si giunge in una saletta con alcune stalattiti ed un piccolo cunicolo, non percorribile, che rappresenta il punto più basso della grotta. Dalla saletta si intravede la luce esterna (i2) ma risulta impossibile il passaggio a causa del crollo che lo ha interessato. La corrente d'aria che ci ha accompagnato per tutta la cavità, assorbita per la maggior parte dall'ingresso (al momento di queste note era inverno), trova sfogo all'esterno proprio da questo punto. (tratto da: Labirinti n.14; testo: C. Vaselli)","Dal borgo superiore di Strevi, piccolo paese sulla SS-30 Alessandria-Savona, immettersi sulla comunale per Ricaldone. Dopo circa 3 km, svoltare all'indicazione Case Pineto e proseguire per la stretta strada in salita con fondo in asfalto, sino alla chiesetta sita su una evidente cresta. Percorrere tutta la cresta sulla strada divenuta ampia, ma sterrata. Giunti a 150 m dal bivio che riporta a Strevi, nei pressi di un rilievo boschivo, lasciare le auto. L'Ingresso principale è raggiungibile tramite un comodo sentiero di accesso alle vigne ed è posto sul versante sud del suddetto rilievo boschivo, una decina di metri più basso della strada, a q. 281 m. E' doveroso riportare che il proprietario del fondo è persona, a dir poco, ""scontrosa"". A niente sono valse le penose giustificazioni della mia presenza in tal loco, sempre gridate a debita distanza, visto la pericolosa tendenza manifestata da costui nel raccogliere ogni sorta di cosa che assomigliasse ad un bastone e tentare di servirsene. (tratto da: Labirinti n.14; testo: C. Vaselli)","","","","Calcari","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-26 17:49:57","w_caves","Numero:21;Nome:Grotta del Pineto;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Strevi;Area carsica:Monferrato;Latitudine:460222;Longitudine:4950813;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):281;Sviluppo reale (m):34;Dislivello negativo (m):8;Dislivello totale (m):8;Note_:N C;","44.7095901","8.4978313","2020-06-17 11:04:22","","ITA","","","","","","","","" "9","PI9","","Sberzulera Superiore","","","","PIEMONTE","AL","CASSINELLE","","","","","","58","","","","17","17","UTM WGS84 32T","4933943","463935","UTM ED50","535","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Il sentiero descritto in ""Accesso"" porta al suggestivo ingresso, caratterizzato da un ampio portale a cielo aperto. Conseguentemente sul pavimento è presente parecchio terriccio, piuttosto compatto, caduto dal sovrastante bosco, il cui spessore supera i 50 cm. Da questo vano tramite una piccola apertura sulla sinistra all'altezza del pavimento (a), si accede alla parte profonda. Come precedentemente accennato, gli ambienti che seguono presentano numerose zone instabili e settori di difficile percorribilità; come se ciò non bastasse, e a differenza della grotta inferiore, l'elevata umidità ed un diffuso stillicidio non solo rendono la roccia molto scivolosa, ma aumentano notevolmente la preoccupante tendenza al distacco di grossi blocchi. A tutto questo, bisogna aggiungere che i passaggi descritti sono interpretazioni soggettive: le frane e la particolare morfologia permettono diversi percorsi. Ci limiteremo pertanto a segnalare i percorsi, a nostro avviso, più comodi. Passato ginocchioni il punto (a), si accede al primo tratto (sezioni 2 e 3) da superare mantenendosi alti nella frattura, aiutandosi con sporgenze e terrazzini, purtroppo taglienti come rasoi. In questo tratto le labbra della frattura, praticamente speculari, evidenziano la genesi tettonica della cavità, in questa zona ancora poco interessata da fenomeni di crollo. In pratica si passa sopra P1; per raggiungere il suo imbocco occorre discendere sopra il caotico cumulo di sassi (b) ed infilarsi in una malagevole strettoia, piuttosto umida. Qui tutto è in equilibrio precario e la visita si limita a pochi metri per l'eccessivo restringimento delle pareti. Con un po' di allenamento (alla balistica) si riesce a raggiungere, con qualche sasso, il bacino idrico presente sul fondo. Tornati al punto (b), si notano sul soffitto curiosi accrescimenti di muffe non definite, che riflettono la luce attraverso un mosaico di microscopiche goccioline di acqua condensate alla loro superficie. Una nuova strettoia (c) ci porta in ambienti più ampi; la progressione avviene quasi sempre nella parte più bassa della frattura, con morfologie simili a quelle riscontrate nella prima parte della grotta. Appena oltre la strettoia un pozzetto (P2) porta ad un ulteriore bacino d'acqua temporaneo; nel marzo 1992 questo era però del tutto scomparso. Scendendo a fatica fino alla base del pozzo, si raggiunge la massima profondità della grotta (-17 m). L' inclinata parete di destra sovrastante P2 presenta una morfologia inusuale; essa risulta completamente ricoperta da grandi ammassi di fango e detrito instabile, con grossi massi di crollo (Sez. 4). Un notevole arrivo d'acqua temporaneo (d), che perviene in grotta attraverso una frana, ha profondamente inciso questi sedimenti. Tornati alla parte bassa della frattura, si procede tra strettoie, massi incastrati e frane fino al termine della cavità. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli, G.D. Cella) ","Da Cassinelle procedere lungo la comunale per la frazione Bandita, fino a raggiungere il trivio presso la piccola chiesa rurale chiamata Madonnina; nei pressi della stele commemorativa dedicata alla lotta partigiana svoltare seguendo l'indicazione 'Valle Fredda"" prima su asfalto, poi su sterrato in salita. Raggiunta la sbarra che delimita l'accesso alla frazione Gorreta, nei pressi delle Case Vairera (IGM), seguire la campestre che si stacca in discesa sulla sinistra, generalmente in pessime condizioni, fino allo spiazzo antistante il guado del rio Meri. Lasciata l'auto sullo spiazzo e guadato il rio, proseguire sulla campestre principale per circa 250 m. Da qui le cose si complicano non poco. Infatti occorre individuare, dopo una breve salita, un pozzetto dell'acquedotto in cemento e, nelle vicinanze, imboccare sulla destra una pista che si inoltra nel bosco dapprima evidente, poi su tracce fino ad uno slargo utilizzato per il taglio della legna. Da questo punto si prosegue in direzione sud-ovest, giungendo in circa 10 minuti ad un grande sperone roccioso, alla cui base si apre la Sberzulera Inferiore. Per accedere alla grotta superiore è sufficiente portarsi al limite nord della frattura e percorrere con attenzione il sentiero in cengia (inizio evidenziato sul rilievo con una freccia in outline) che in breve tempo colma i 15 m di dislivello tra le due grotte. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli, G.D. Cella)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-25 18:59:08","w_caves","Numero:9;Nome:Sberzulera Superiore;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Cassinelle;Area carsica:Monferrato;Latitudine:463935;Longitudine:4933943;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):535;Sviluppo reale (m):58;Dislivello negativo (m):17;Dislivello totale (m):17;Note_:N.C.;","44.5579191","8.5458896","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "8","PI8","","Sberzulera Inferiore","","","","PIEMONTE","AL","CASSINELLE","","","","","","22","","","","2","2","UTM WGS84 32T","4934067","463957","UTM ED50","520","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","La grotta è in pratica un ampio riparo sotto roccia. Le uniche difficoltà che si incontrano per visitarla si trovano nella parte più bassa della frattura e nel cunicolo sud, che dopo un breve percorso ipogeo ritorna nuovamente all'esterno; difficoltà dovute più che altro alla estrema instabilità della roccia che alla obiettiva difficoltà dei passaggi. È necessario infatti muoversi con cautela evitando crolli, anche considerevoli, degli accumuli di materiale non assestato e di massi incastrati, presenti praticamente ovunque. Più interessante è la visita del riparo sotto roccia. Qui si sono cercate, indotte dalle numerose leggende che si tramandano in zona, le prove di utilizzo da parte dell'uomo, pare con risultato nullo. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli, G.D. Cella)","Da Cassinelle procedere lungo la comunale per la frazione Bandita, fino a raggiungere il trivio presso la piccola chiesa rurale chiamata Madonnina; nei pressi della stele commemorativa dedicata alla lotta partigiana svoltare seguendo l'indicazione 'Valle Fredda"" prima su asfalto, poi su sterrato in salita. Raggiunta la sbarra che delimita l'accesso alla frazione Gorreta, nei pressi delle Case Vairera (IGM), seguire la campestre che si stacca in discesa sulla sinistra, generalmente in pessime condizioni, fino allo spiazzo antistante il guado del rio Meri. Lasciata l'auto sullo spiazzo e guadato il rio, proseguire sulla campestre principale per circa 250 m. Da qui le cose si complicano non poco. Infatti occorre individuare, dopo una breve salita, un pozzetto dell'acquedotto in cemento e, nelle vicinanze, imboccare sulla destra una pista che si inoltra nel bosco dapprima evidente, poi su tracce fino ad uno slargo utilizzato per il taglio della legna. Da questo punto si prosegue in direzione sud-ovest, giungendo in circa 10 minuti ad un grande sperone roccioso, alla cui base si apre la Sberzulera Inferiore. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli, G.D. Cella)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-25 18:59:05","w_caves","Numero:8;Nome:Sberzulera Inferiore;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Cassinelle;Area carsica:Monferrato;Latitudine:463957;Longitudine:4934067;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):520;Sviluppo reale (m):22;Dislivello negativo (m):2;Dislivello totale (m):2;Note_:N.C.;","44.5590365","8.546158","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "18","PI18","","Grottino di Ma","","","","PIEMONTE","AL","PARETO","","","","","","8","","","","2","2","UTM WGS84 32T","4929864","455082","UTM ED50","410","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Attraverso l'ingresso di ridotte dimensioni ed occultato da arbusti, si accede ad una saletta con pavimento in ghiaietto fine, residuo della dissoluzione del conglomerato costituito in gran parte da elementi non carsificabili in matrice calcarea (v. bibliografia). Restano poche tracce, a parte il grande masso centrale, del probabile crollo che deve aver interessato l'ingresso e la saletta, creando l'attuale morfologia. Questo può far presupporre un utilizzo di qualche genere da parte dell'uomo (che potrebbe aver asportato l'accumulo di crollo), di cui non rimangono segni certi. Sul masso centrale si notano i resti di quelle che dovevano essere discrete stalattiti e piccoli drappeggi. L'originale condotta, sulla parete nord, è ancora integra (viste le dimensioni) e presenta alcune concrezioni, sfuggite ai vandali per le loro ridotte dimensioni, di tipica formazione subacquea; questo lascia intuire che l'eventuale risorgenza sifonasse in questo tratto, peraltro in discesa, prima di sboccare all'esterno, o formare una pozza permanente in periodi secchi. Fenomeni analoghi sono conosciuti nella stessa formazione e relativamente vicini, tra cui è degna di nota la pozza del 'Balin', tuttora usata per l'irrigazione di orti. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli)","Da Acqui Bagni, percorrere la SS 334 nella Valle Erro in direzione Sassello. Giunti al ponte sul torrente Erro soprannominato delle 'due provincie', che di fatto segna il confine tra le provincie di Alessandria e Savona, svoltare seguendo le indicazioni Mioglia-Miogliola. Oltrepassata Miogliola di circa 1 km si lascia l'asfalto immettendosi, a destra, sullo sterrato che conduce alla località Brovi (IGM) indicata sul bivio con segnaletica poco evidente. Percorso 1,5 km circa, si giunge nelle vicinanze di un costone roccioso, con vegetazione prevalentemente arbustiva, posto sulla destra del senso di marcia. Lasciate le auto in uno slargo poco distante, risalire il suddetto costone facilitati dalla conformazione a comodi gradoni, partendo dal limite SW a livello della sede stradale. La cavità si apre sul versante sud, seminascosta da arbusti, a q. 410 slm. (tratto da: Labirinti n.12; testo: C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-25 18:34:37","w_caves","Numero:18;Nome:Grottino di Ma;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Pareto;Latitudine:455082;Longitudine:4929864;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):410;Sviluppo reale (m):8;Dislivello negativo (m):2;Dislivello totale (m):2;Note_:N C;","44.5207014","8.4347779","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "15","PI15","","Grotta 3 alla Cava di Visone","","","","PIEMONTE","AL","VISONE","","","","VISONE","","12","","","","5","5","UTM WGS84 32T","4945415","459990","UTM ED50","183","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Superato l'ingresso in prossimità di alcuni massi di frana, si prosegue tenendosi alti in corrispondenza di una condotta freatica approfondita gravitazionalmente in regime di bassissima portata. Dopo 8 m ci si deve fermare in corrispondenza di un riempimento che occupa l'intero condotto nella parte piu' larga; la grotta prosegue strettissima ed impercorribile fino a sfociare nuovamente all' esterno dopo pochi metri. La grotta si apre in un livello di calcari organogeni di colore biancastro appartenenti alla formazione miocenica di Visone (Calcari di Acqui auct.). La cavità segue una vistosa frattura ben visibile all' altezza del soffitto; l' intercapedine risulta completamente riempita da grossi cristalli di calcite a sfaldatura romboedrica di colore nocciola. Sulla volta si notano una serie di bellissime cupolette, sulla cui origine non si è indagato, mentre le pareti si presentano lisce ma incise da numerose conchette. Nel corso della visita la grotta era attraversata da una forte corrente di aria, che la rendeva particolarmente asciutta. Il sedimento che occupa la parte alta della grotta risulta costituito da vari livelli di argille, separate da livelletti spesso discordanti di sabbia e ghiaia. (tratto da: Labirinti n.10; testo: G.D. Cella)","Raggiunta la cava di Visone, portarsi nel vasto anfiteatro di scavo sito a meridione, scavo sottostante la strada che si stacca dal passaggio a livello. L'ingresso della grotta, un foro di una settantina di centimetri di diametro a livello del terreno, si apre alla base della paretina rocciosa di settentrione. L' ingresso della grotta è ben visibile anche dalla strada sopra descritta. (tratto da: Labirinti n.10; testo: G.D. Cella)","","","","Calcari","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 21:55:07","w_caves","Numero:15;Nome:Grotta 3 alla Cava di Visone;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Visone;Area carsica:Visone;Latitudine:459990;Longitudine:4945415;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):183;Sviluppo reale (m):12;Dislivello negativo (m):5;Dislivello totale (m):5;Note_:N.C.;","44.660984","8.4953247","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "17","PI17","","Tana della Volpe di Roccaforte L.","","","","PIEMONTE","AL","ROCCAFORTE LIGURE","","","","BORBERA","","7","","","","0","0","UTM WGS84 32T","4950136","502646","UTM ED50","680","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Contrariamente alle cavità conosciute nella stessa formazione la Tana della Volpe, oltre ad uno sviluppo minore, al limite del catastabile, presenta un andamento pressoché orizzontale. Inoltre la struttura non è stata ancora intaccata da crolli importanti che abbiano alterato la condotta iniziale. L'ambiente è stretto e disagevole: la visita si riduce al solo infilarsi per pochi metri, ritornando sui propri passi a marcia indietro. L'aspetto delle pareti è estremamente levigato : sul pavimento sono presenti numerosi ciottoli di diversa grandezza derivati dal disfacimento del conglomerato e parecchio terriccio sabbioso. Al momento della visita non era presente nessun tipo di stillicidio, ma le pareti risultavano egualmente molto umide. La cavità termina su strettoia priva di corrente d'aria. Evidenti tracce di utilizzo non recente da parte di una o più volpi: erano presenti avanzi di pasto, probabilmente ossa di piccoli roditori. (tratto da: Labirinti n.9; testo: C. Vaselli)","Giunti ad Avi, antico centro rurale ora abbandonato, oltrepassare la chiesa e nei pressi di un rudere imboccare la traccia di sentiero che in leggera salita conduce al Costone la Ripa. Non appena intersecato il primo rio, affluente del Rio Avi, risalire tenendo alla destra un grande calanco, nel letto di un poco evidente rigagnolo per circa 150 metri, in direzione N-E. La cavità si apre su un terrazzino a quota 680 s.l.m. (tratto da: Labirinti n.9; testo: C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 21:02:13","w_caves","Numero:17;Nome:Tana della Volpe di Roccaforte L.;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Roccaforte Ligure;Area carsica: ;Latitudine:502646;Longitudine:4950136;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):680;Sviluppo reale (m):7;Note_:N.C.;","44.7045946","9.033401","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "12","PI12","","Tana del Tesoro","","","","PIEMONTE","AL","ROCCHETTA LIGURE","","","","BORBERA","","22","8","","","17","17","UTM WGS84 32T","4949766","503372","UTM ED50","640","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","La cavità si sviluppa entro una frattura poco evidente all'esterno. L'imbocco è costituito da un breve e malsicuro scivolo con fondo in terriccio e piccoli ciottoli. Al termine di questi si notano alcuni interessanti gradoni, forse di origine artificiale allo scopo di facilitare l'ingresso. Questo tratto è estremamente instabile sia per la natura stessa della roccia conglomeratica, sia per il notevole accumulo di detriti che occupa i suddetti gradoni. Da qui la cavità prende andamento verticale. A pochi metri dal fondo sono presenti forme di gradinamento analoghe a quelle descritte in precedenza. Il fondo si presenta ingombro di detriti e non è presente corrente d'aria. Da notare nel punto più profondo (-17,50) una bella colata stalagmitica ricoperta in più punti da fango. Degne di nota sono alcune piccole stalattiti, lungo il pozzo, sul lato nord della frattura. La visita della cavità richiede una corda di 25 metri. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","Dalla Parrocchia di Roccaforte Ligure imboccare la carrareccia per Avi, antico centro rurale ora abbandonato. Presso un'evidente cresta (q. IGM 801) lasciare le auto e proseguire sul sentiero di destra. In località Pianetta (q. IGM 732) lasciare il sentiero per Avi, dirigendosi al Poggio (q. IGM 853) dove, recentemente, ad opera di locali, è stato costruito un capanno che può rivelarsi utile in caso di improvviso maltempo. Da questo punto si prosegue sul suggestivo e panoramico Costone la Ripa, passando dal M. Cravasana. Al successivo rilievo, indicato q. IGM 861, abbandonare il Costone, scendendo in direzione sud-est per circa 350 m. La Tana del Tesoro si apre in località Colaighi in una piccola frattura di difficile identificazione a q. 640 slm. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 20:03:50","w_caves","Numero:12;Nome:Tana del Tesoro;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Rocchetta Ligure;Area carsica: ;Latitudine:503372;Longitudine:4949766;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):640;Sviluppo reale (m):22;Dislivello negativo (m):17;Dislivello totale (m):17;Note_:N.C.;","44.7012607","9.042563","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "16","PI16","","Grotte di Campazi","","","","PIEMONTE","AL","MORBELLO","","","","MORBELLO","","20","","","1","","1","UTM WGS84 32T","4939381","462730","UTM ED50","364","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","La cavità si apre in un livello di conglomerato a cemento calcareo di colore grigio-verdognolo, contenente circa il 60% di rocce carbonatiche. Gli elementi del conglomerato misurano mediamente 3-5 mm, sono molto arrotondati e costituiti da rocce non carsogene. Questo livello calcareo poggia su un piano di conglomerati a matrice marnosa contenente elementi molto grossolani, di ordine decimetrico, mentre più in alto troviamo potenti depositi marnosi. Pertanto con tutta probabilità è da attribuire alla parte superiore della formazione di Molare, trovandosi proprio alla base della formazione di Rigoroso. Per accedere alla grotta si risale una ripida china fangosa, collocata sotto una cascatella che ha depositato una estesa colata calcitica presso l'ingresso. Prendendo il cunicolo di sinistra, alto ma stretto, si perviene ad un minuscolo slargo in prossimità di una evidente diaclasi: seguendola verso sud, uno stretto condotto riporta nuovamente all'esterno su di una paretina sovrastante l'ingresso; verso nord invece, dopo aver superato una strettoia si giunge ad una minuscola saletta, dove la galleria si biforca, ma diviene intransitabile. Dall'ingresso, aiutandosi con un chiodo, è possibile accedere ai cunicoli di destra, costituiti da un insieme di brevi gallerie intersecantisi a vicenda, alcune delle quali riportano nuovamente all'esterno. ln prossimità dell'unico slargo, sono rinvenibili sulle pareti grossi crostoni di calcite cristallina, molto fragili. Il caratteristico aspetto delle pareti, molto ruvido, è dovuto agli elementi insolubili del conglomerato. Il pavimento è in genere coperto da polvere molto fine e da ghiaietto. Nel corso delle visite la grotta è sempre risultata asciutta. Pochi metri sotto l'ingresso sbuca da uno smottamento del terreno una tubazione metallica che alimenta una vicina fontana: è probabile che essa provenga da una sottostante sorgente, non visitabile a causa della frana. La grotta, scavata principalmente in regime vadoso, è impostata su di un reticolo di diaclasi orientate NNW-SSE e E-W, ben evidenziate dalle gallerie; con molte probabilità rappresenta vecchi percorsi di acque ora sgorganti ad un livello più basso. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","Seguire la strada che dalla frazione Campazi conduce ad Ovada, fino alla prima marcata curva dopo i tornanti sottostanti il paese. Prendere sulla destra il sentiero che in cinque minuti porta sotto la curva medesima, ove in prossimità di una paretina rocciosa occhieggiano le numerose aperture della cavità. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 19:30:22","w_caves","Numero:16;Nome:Grotte di Campazi;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Morbello;Area carsica:Visone;Latitudine:462730;Longitudine:4939381;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):364;Sviluppo reale (m):20;Dislivello positivo (m):1;Dislivello totale (m):1;Note_:N.C.;","44.6068122","8.5303235","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "2","PI2","","Tana di Spigno inf.","Tana di Gilardo","PI3","","PIEMONTE","AL","SPIGNO MONFERRATO","","","","","","58","","","2","","2","Geografiche WGS84","44.5409","8.3287","","250","","","","","","","","","","","","","Giacomo Gola","2020-12-20 00:00:00","","","","","","","L'ingresso inferiore, di ampie dimensioni, dopo pochi metri prende la configurazione di una larga e bassa galleria, che al fondo si suddivide in una serie di stretti condotti. Uno di questi, percorribile per una decina di metri, nella parte finale risulta inagibile a causa di un grosso riempimento di argilla, che ne riduce notevolmente la sezione. In questa zona si ritrovano alcuni ossi di vertebrati di piccole dimensioni, probabilmente felidi. Superando una strettoia sul lato sinistro dell'ingresso, oppure attraverso un piccolo varco sul lato orientale della galleria descritta precedentemente, si accede ad una minuscola saletta. La parte di fondo è forata da due cunicoli, non ancora esplorati per l'instabilità della volta: sul pavimento è infatti visibile una frana recentissima. Se si striscia in una bassa galleria che si apre sulla sinistra di questa prima saletta, è possibile raggiungerne una seconda colma di argilla, da cui si staccano varie gallerie anguste. La galleria principale prosegue in direzione N-E; a destra, invece, diparte un cunicolo, colmo di massi di frana. Superato un caratteristico masso di crollo, la galleria aumenta progressivamente di dimensioni per sbucare poi all'esterno. Poco prima dell'uscita, sulla destra si stacca un altro stretto ramo, occluso da frana poco prima di sbucare all'esterno, a pochi metri dall'ingresso superiore. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","La cavità, che presenta due ingressi, si apre a fianco della statale in direzione di Savona, poco fuori l'abitato di Spigno, trecento metri dopo il bivio per Montaldo. (tratto da: Labirinti n.8; testo: G.D. Cella, M. Calcagno, C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 19:14:41","w_caves","Numero:2;Nome:Tana di Spigno inf.;Altra denominazione:Tana di Gilardo;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Spigno Monferrato;Area carsica:Monferrato;Latitudine:446513;Longitudine:4932212;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):250;Sviluppo reale (m):58;Dislivello positivo (m):2;Dislivello totale (m):2;Note_:N.C.;","44.5409","8.3287","2020-12-21 22:16:03","","ITA","","","","","","","","" "14","PI14","","Grotta dell'Inganno","","","","PIEMONTE","AL","VISONE","","","","VISONE","","23","21","","1","","1","UTM WGS84 32T","4945723","460058","UTM ED50","168","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Si accede attraverso un condotto tondeggiante, il cui ingresso è parzialmente occluso da detriti di cava, giungendo in una saletta ricoperta da un cumulo di argilla. Sulla sinistra una fessura permette di accedere ad un comodo meandro, ove un piccolo condotto, impercorribile, da' di nuovo all'esterno. Il meandro prosegue invece in direzione ovest, con belle cristallizzazioni di calcite e resti di echinidi sulle pareti, divenendo presto disagevole a causa di un riempimento di ghiaie cementate, che ne riduce la sezione. In questo tratto la volta è ricoperta da un tappeto di stalattiti vermicolari di argilla. Dopo alcuni metri di penoso strisciare, si giunge in un meandro più ampio. Il lato est chiude immediatamente su argilla, mentre ad ovest il meandro prosegue adornato da belle concrezioni ed occluso in più punti da sedimento fino ad uno slargo ostruito da massi, argilla e concrezione. La grotta è impostata su un fascio di diaclasi SSE-ONO. In passato essa è stata riempita completamente da sedimenti, di cui restano abbondanti tracce fino al soffitto delle gallerie; una sezione caratteristica, rilevata presso il punto C, mostra pur con una certa alternanza, una variazione dimensionale progressiva, che fa pensare ad un unico ciclo di sedimentazione. Nel sedimento si rinvengono pure stalattiti e ossa di grossi vertebrati sicuramente fluitate; rimane da verificare se il trasporto è avvenuto contemporaneamente o successivamente alla sedimentazione. Sulle pareti del meandro iniziale si osservano inoltre grosse fratture nella roccia riempite da argilla frammista a calcite spatica in grossi cristalli, la cui genesi non è stata chiarita. Le superfici dei meandri presentano ondulazioni legate alla diversa composizione degli strati e piccole conche che parrebbero indicare un passato flusso di acque in direzione dell'uscita. L'attività idrica della grotta al momento della visita (14.6.1987), si limitava ad una discreta percolazione parietale presente in più punti; si rilevava inoltre una leggera corrente di aria. (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","L'ingresso si trova dieci metri ad ovest rispetto la PI3, leggermente più in basso. (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 17:39:02","w_caves","Numero:14;Nome:Grotta dell'Inganno;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Visone;Area carsica:Visone;Latitudine:460058;Longitudine:4945723;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):168;Sviluppo reale (m):23;Dislivello positivo (m):1;Dislivello totale (m):1;Note_:N.C.;","44.6637604","8.4961584","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "13","PI13","","Grotta presso la Cava di Visone","","","","PIEMONTE","AL","VISONE","","","","VISONE","","8","7","","2","","2","UTM WGS84 32T","4945723","460058","UTM ED50","169","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","La grotta costituisce il relitto di una più ampia cavità intercettata sia a monte sia a valle dalla cava; l'ingresso occidentale è pressoché totalmente riempito da detriti. La cavità è costituita da un alto meandro impostato lungo una delle tante diaclasi orientate SSE-ONO. La volta, che conserva l'antico condotto freatico, è riempita da argilla molto compatta, mentre il pavimento è ricoperto da un fine sedimento polveroso. Lungo le pareti del meandro sono presenti numerose evorsioni decimetriche, che indicherebbero un antico percorso delle acque in direzione ONO; in più punti emergono resti fossili di echinodermi e pectinidi. A causa delle due aperture, la grotta è percorsa quasi costantemente da forti correnti di aria, che determinano la totale assenza di zone umide. (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","La grotta attraversa lo sperone roccioso presente al centro della cava Montedison di Visone. (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli)","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 17:31:28","w_caves","Numero:13;Nome:Grotta presso la Cava di Visone;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Visone;Area carsica:Visone;Latitudine:460058;Longitudine:4945723;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):169;Sviluppo reale (m):8;Dislivello positivo (m):2;Dislivello totale (m):2;Note_:N.C.;","44.6637604","8.4961584","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "11","PI11","","I Bogg di Babò","","","","PIEMONTE","AL","VISONE","","","","VISONE","","23","20","","","8","8","UTM WGS84 32T","4944766","460052","UTM ED50","205","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","Il paesaggio tipico dell'acquese risulta qui profondamente alterato dai lavori delle cave, oramai chiuse, atte a sfruttare gli affioramenti calcarei che, sotto uno strato di marne e arenarie di spessore variabile, presentano litotipi calcarei in banchi di potenza consistente, in più punti interessati da un intenso fenomeno carsico. I Bogg di Babò rappresentano quanto si è potuto esplorare di una fitta rete di cunicoli e condotte a genesi freatica, con caratteristiche odierne marcatamente senili, messi alla luce dagli sbancarnenti operati dalle cave e sviluppatisi in fratture poco profonde, rispetto alla superficie esterna (mediamente circa 2 metri), talvolta negli interstrati di diversi litotipi. Sono del 1960 notizie riguardanti una grotta in posizione più bassa delle attuali che, secondo gli abitanti locali, presentava un notevole sviluppo pianeggiante con gallerie abbastanza agevoli, adorne di belle concrezioni. Tale informazione non è naturalmente controllabile ed è stata riportata solo per completezza. In ogni caso, alla chiusura della cava, al fine di ricoprire parte dello scavo e successivamente utilizzare lo spiazzo così ottenuto, si fece opera di riempimento, celando probabilmente l'eventuale accesso alla cavità. La visita della grotta richiede doti da ""strettoista"", data l'estrema ristrettezza degli ambienti e dei passaggi, sempre molto disagevoli: una manovra non studiata con attenzione significa il rimanere incastrati in posizioni poco piacevoli, con scarse possibilità d'aiuto da parte dei compagni. La visita è altresì sconsigliata a squadre molto numerose, specie se si fa uso dell'illuminazione ad acetilene che, in tali ambienti, pone problemi dovuto allo scarso ricambio d'aria. L'ingresso della cavità, posto a circa 1,50 metri dal terreno è frutto degli sbancamenti operati dalla cava che in tal punto hanno intersecato il cunicolo in prossimità di una leggera svolta, rendendo possibile l'accesso alla grotta. Il cunicolo è percorribile solo nel troncone di destra, mentre quello di sinistra risulta ostruito da terriccio (sez. f). Anche il cunicolo di destra presenta un riempimento di terriccio che lo ha praticamente diviso in due (sez. A). Si noti la chiara genesi in regime freatico con successivo approfondimento vadoso. La condotta va percorsa nella parte alta, con molta calma specie alla brusca svolta a sinistra che immette nella parte più interessante della cavità. Dalla svolta le dimensioni aumentano leggermente in altezza (sez. b) ed in breve si giunge al quadrivio dove è possibile sostare in posizione relativamente comoda. Da questo punto è possibile inoltrarsi nei tre rami principali e ammirare le concrezioni del rametto in salita, punto più alto della cavità (+1 m.). RAMO DELLA SEZIONE e E' il ramo più agevole dell'intera grotta. Da notare le belle erosioni presenti sulle pareti. Il fondo fangoso in alcuni punti lascia intravedere crostoni stalagmitici alternati a strati di ciottoli e terriccio. Non sono presenti concrezioni al soffitto ed è pressoché assente lo stillicidio. Il ramo termina su frana; non sono presenti correnti d'aria. RAMO DELLA SEZIONE c Il ramo è stretto e malagevole, anche se relativamente alto. Degne di nota le erosioni sulle pareti. Totalmente assenti concrezioni e stillicidio. Il ramo termina su fessura impraticabile, senza correnti d'aria, nel punto più basso della grotta (-1,50 m.). RAMO DELLA SEZIONE d E' sicuramente il ramo più interessante della cavità. Nel primo tratto, dove non sono presenti concrezioni, si notano gli unici scallops trovati che testimoniano un antico flusso idrico avente direzione SE-NO. Tale direzione è tuttora mantenuta dalle acque di stillicidio che defluiscono verso il ramo della sezione 5, alimentando i depositi di fango. Notevole il concrezionamento sottoforma di stalattiti ed esili drappeggi, mentre sul pavimento si sono notati almeno tre livelli di crostoni stalagmitici alternati a ciottoli e terriccio di pochi centimetri di spessore. Dove affiorano i crostoni si notano alcune belle stalagmiti. Il ramo termina su fessura impraticabile priva di correnti di aria. (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli) ","Dal paese di Visone seguire le indicazioni stradali per Grognardo-Morbello. Superare il passaggio a livello della linea ferroviaria Acqui-Genova, situato ancora nell'abitato di Visone e poche decine di metri, dopo svoltare a destra, immettendosi sulla comunale per la località Scaragli. I Bogg di Babò sono ubicati circa 300 metri oltre, su di uno spiazzo alla sinistra, visibile dalla strada. Le cavità si aprono su una parete di circa 5 metri, a fronte di una piccola cava. (tratto da: Labirinti n.7; testo: G.D. Cella, C. Vaselli) ","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-24 17:24:53","w_caves","Numero:11;Nome:I Bogg di Babò;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Visone;Area carsica:Visone;Latitudine:460052;Longitudine:4944766;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):205;Sviluppo reale (m):23;Dislivello negativo (m):8;Dislivello totale (m):8;Note_:N.C.;","44.655145","8.4961573","2020-06-17 11:04:21","","ITA","","","","","","","","" "3","PI3","","Cunicolo di Spigno sup.","","PI2","","PIEMONTE","AL","SPIGNO MONFERRATO","","","","","","15","","","1","1","2","Geografiche WGS84","44.5408","8.3288","","251","","","","","","","","","","","","","Giacomo Gola","2020-12-20 00:00:00","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","","2020-06-03 11:15:34","","davide","2020-12-21 22:19:14","w_caves","Numero:3;Nome:Cunicolo di Spigno sup.;Regione:Piemonte;Provincia:AL;Comune:Spigno Monferrato;Area carsica:Monferrato;Latitudine:446491;Longitudine:4932212;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):251;Sviluppo reale (m):15;Dislivello positivo (m):1;Dislivello negativo (m):1;Dislivello totale (m):2;Note_:N.C.;","44.5408","8.3288","2020-12-21 22:17:18","","ITA","","","","","","","",""