"Id","Nome comune","Nome scientifico","Ordine","Famiglia","Descrizione","Immagine","Data inserimento","Data ultimo aggiornamento","Limita la visualizzazione del contenuto a questi gruppi","Inserita da","Classe","Genere","Aggiornata da","Immagine","Categoria","Phylum","Sinonimi","Autore foto","Autore foto","Limita la modifica del contenuto a questi gruppi","Autore","Grotte","Cavità artificiali","caves","codegenus","Ordine filogenetico" "53","","Dugesia liguriensis De Vries, 1988","TRICLADIDA","PLANARIIDAE","È una planaria con un certo grado di adattamento alla vita nelle acque sotterranee, come testimoniato dalla parziale depigmentazione e dagli occhi ridotti. Descritta di sorgenti liguri, in Piemonte ne è stata per ora trovata una sola popolazione nella Tana di Morbello (PI4) nel lontano 1992 (Lana, 2001), poi studiata e determinata dalla dott.ssa Giacinta Stocchino dell'Università di Sassari.","Dugesia.jpg","2020-11-14 16:37:26","2022-01-20 13:46:28","","enricolana","TURBELLARIA","Dugesia","davide","","STIGOFILO","PLATYHELMINTHES","","Valentina Balestra","","w_fauna","Elizabeth J. De Vries ","","","","","452" "52","","Atrioplanaria morisii Benazzi & Gourbault, 1977","TRICLADIDA","PLANARIIDAE","Specie dedicata al compianto naturalista cuneese Angelo Morisi, recentemente scomparso. Si tratta di un verme piatto con spiccati adattamenti alla vita ipogea nelle acque sotterranee. Descritto originariamente della Tana di San Luigi (PI112) è poi stato citato, forse impropriamente, anche della Grotta di Bossea (PI108) dove da decenni non si trova ed è invece presente un Dendrocoelum ugualmente specializzato alla vita sotterranea nei laghetti ipogei della cavità. Dimensioni reali: circa 10 mm. In Lana (2001) è riportata erroneamente una foto del Dendrocoelum di Bossea sotto la voce «Atrioplanaria morisii». ","Atrioplanaria morisii.jpg","2020-11-14 16:10:32","2022-01-20 13:46:24","","enricolana","TURBELLARIA","Atrioplanaria","davide","","STIGOBIO","PLATYHELMINTHES","","Enrico Lana","","w_fauna","Mario Benazzi, Nicole Gourbault ","","","","","450" "207","","Dendrocoelum spp.","TRICLADIDA","DENDROCOELIDAE","I vermi piatti del genere Dendrocoelum annoverano specie depigmentate e con occhi ridotti o assenti. Popolano le sorgenti e spesso sono presenti nei torrenti ipogei; si nutrono di piccoli organismi acquatici che catturano agglutinandoli con il loro secreto colloso. Hanno solitamente dimensioni intorno al centimetro o poco più.","Dendrocoelum.jpg","2021-01-16 08:30:50","2022-01-20 13:46:21","","enricolana","TURBELLARIA","Dendrocoelum","davide","","STIGOBIO","PLATYHELMINTHES","","Enrico Lana","","w_fauna","","PI2505","","","","448" "189","","Iglica pezzolii Boeters, 1971","LITTORINIMORPHA","HYDROBIIDAE","Gli idrobidi sono una vasta famiglia di piccoli o piccolissimi molluschi acquatici con nicchi di pochi millimetri e carni depigmentate; sono diffusi in tutto il mondo nelle acque sotterranee di sorgente e quindi si ritrovano talvolta anche nei corsi d'acqua in ambiente ipogeo. Si nutrono di alghe, diatomee e detriti. Iglica pezzolii Boeters, 1971 è presente nelle sorgenti del Monte Fenera in Valsesia.","Iglica.jpg","2021-01-15 21:24:08","2022-01-20 13:46:16","","enricolana","GASTROPODA","Iglica ","davide","","STIGOBIO","MOLLUSCA","","Marco Bodon","","w_fauna"," Hans D. Boeters ","","","","","446" "188","","Graziana alpestris (Frauenfeld, 1863)","LITTORINIMORPHA","HYDROBIIDAE","Gli idrobidi sono una vasta famiglia di piccoli o piccolissimi molluschi acquatici con nicchi di pochi millimetri e carni depigmentate; sono diffusi in tutto il mondo nelle acque sotterranee di sorgente e quindi si ritrovano talvolta anche nei corsi d'acqua in ambiente ipogeo. Si nutrono di alghe, diatomee e detriti. Graziana alpestris (Frauenfeld, 1863) in Italia è presente nella porzione centrale delle Prealpi calcaree: dal veronese al Ticino-Verbano; presente inoltre nelle Alpi Liguri e Marittime fino alla Provenza.","Graziana.jpg","2021-01-15 21:14:50","2022-01-20 13:46:13","","enricolana","GASTROPODA","Graziana ","davide","","STIGOBIO","MOLLUSCA","","Marco Bodon","","w_fauna","Georg Ritter von Frauenfeld (1807-1873)","","","","","444" "190","","Pseudavenionia pedemontana Bodon & Giusti, 1982","LITTORINIMORPHA","HYDROBIIDAE","Gli idrobidi sono una vasta famiglia di piccoli o piccolissimi molluschi acquatici con nicchi di pochi millimetri e carni depigmentate; sono diffusi in tutto il mondo nelle acque sotterranee di sorgente e quindi si ritrovano talvolta anche nei corsi d'acqua in ambiente ipogeo. Si nutrono di alghe, diatomee e detriti. Pseudavenionia pedemontana Bodon & Giusti, 1982 è presente nelle sorgenti del Piemonte meridionale e Liguria occidentale.","Pseudavenionia_pedemontana.jpg","2021-01-15 21:36:51","2022-01-20 13:46:09","","enricolana","GASTROPODA","Pseudavenionia ","davide","","STIGOBIO","MOLLUSCA","","Marco Bodon","","w_fauna","Marco Bodon, Folco Giusti ","","","","","442" "191","","Moitessieria simoniana (De Charpentier, 1848)","LITTORINIMORPHA","MOITESSIERIIDAE","Si tratta di piccoli o piccolissimi molluschi acquatici con nicchi millimetrici e carni depigmentate diffusi nelle acque sotterranee di sorgente e che quindi si ritrovano talvolta anche nei corsi d'acqua in ambiente ipogeo. Si nutrono di alghe, diatomee e detriti. Moitessieria simoniana (De Charpentier, 1848) è diffusa in Spagna, Francia e sorgenti delle Alpi Marittime e Liguri.","Moitessieria.jpg","2021-01-15 21:46:23","2022-01-20 13:45:29","","enricolana","GASTROPODA","Moitessieria ","davide","","STIGOBIO","MOLLUSCA","","Marco Bodon","","w_fauna","Jean de Charpentier o Johann von Charpentier (1786-1855)","","","","","440" "187","","Bythinella schmidtii (Küster, 1852)","LITTORINIMORPHA","BYTHINELLIDAE","Si tratta di piccoli o piccolissimi molluschi acquatici con nicchi millimetrici e carni depigmentate diffusi nelle acque sotterranee di sorgente e che quindi si ritrovano talvolta anche nei corsi d'acqua in ambiente ipogeo. Si nutrono di alghe, diatomee e detriti. Bythinella schmidtii (Küster, 1852) in Italia è presente in tutto l’Arco Alpino e Prealpino spingendosi nell’Appennino sino in Puglia. ","Bythinella.jpg","2021-01-15 21:01:13","2022-01-20 13:45:25","","enricolana","GASTROPODA","Bythinella ","davide","","STIGOBIO","MOLLUSCA","","Marco Bodon","","w_fauna","Heinrich Carl Küster (1807-1876)","","","","","438" "184","","Argna biplicata (Michaud, 1831)","STYLOMMATOPHORA","ARGNIDAE","Le chioccioline del genere Argna presentano un certo grado di adattamento alla vita in ambiente sotterraneo; hanno carni in gran parte depigmentate, bianco-azzurre e sono frequenti nelle cavità ipogee superficiali anche in zona buia. Si nutrono principalmente di detriti vegetali. Argna biplicata (Michaud, 1831) è diffusa nell'Europa centro-meridionale e in Piemonte è presente in cavità della zona meridionale.","Argna_biplicata.jpg","2021-01-15 19:44:20","2022-01-20 13:45:21","","enricolana","GASTROPODA","Argna ","davide","","TROGLOFILO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","Louis Gaspard André Michaud (1795-1880) ","","","","","436" "185","","Argna ferrarii (Porro, 1838)","STYLOMMATOPHORA","ARGNIDAE","Le chioccioline del genere Argna presentano un certo grado di adattamento alla vita in ambiente sotterraneo; hanno carni in gran parte depigmentate, bianco-azzurre e sono frequenti nelle cavità ipogee superficiali anche in zona buia. Si nutrono principalmente di detriti vegetali. Argna ferrarii (Porro, 1838) è diffusa nell'Europa centro-meridionale e in Piemonte è presente in cavità delle Alpi Pennine.","Argna_ferrarii.jpg","2021-01-15 20:03:22","2022-01-20 13:45:17","","enricolana","GASTROPODA","Argna","davide","","SUBTROGLOFILO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Porro (1813-1848) ","","","","","434" "186","","Discus rotundatus (O.F. Müller, 1774)","STYLOMMATOPHORA","DISCIDAE","Queste chioccioline con nicchio di 6-7 mm sono frequenti nei sottoboschi ombrosi e umidi e penetrano di frequente nelle cavità sotterranee insieme alla lettiera. Si nutrono di detriti vegetali. Discus rotundatus (O.F. Müller, 1774) è diffuso in Europa centro-occidentale e risulta importato in america settentrionale; in Piemonte è presente su tutto il territorio.","Discus_rotundatus.jpg","2021-01-15 20:40:46","2022-01-20 13:51:34","","enricolana","GASTROPODA","Discus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Otto Friedrich Müller (1730-1784) ","","","","","432" "92","","Oxychilus draparnaudi (Beck, 1837)","STYLOMMATOPHORA","ZONITIDAE","Le chioccioline del genere Oxychilus presentano un certo grado di adattamento alla vita in ambiente sotterraneo; hanno carni in gran parte depigmentate, talvolta bluastre e sono frequenti agli ingressi delle cavità ipogee. Uno degli adattamenti all'ambiente sotterraneo è il cambiamento del regime alimentare da vegetariano a onnivoro e carnivoro e possono ""predare"" artropodi morenti o in difficoltà. Oxychilus draparnaudi (Beck, 1837) è presente nella zona centro-meridionale del Piemonte. ","Oxychilus draparnaudi (Beck, 1837).jpg","2020-12-12 18:09:27","2022-01-20 13:45:09","","enricolana","GASTROPODA","Oxychilus ","davide","","TROGLOFILO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","Henrik Henriksen Beck (1799-1863) ","","","","","430" "93","","Oxychilus glaber (Rossmässler, 1835) ","STYLOMMATOPHORA","ZONITIDAE","Le chioccioline del genere Oxychilus presentano un certo grado di adattamento alla vita in ambiente sotterraneo; hanno carni in gran parte depigmentate, talvolta bluastre e sono frequenti agli ingressi delle cavità ipogee. Uno degli adattamenti all'ambiente sotterraneo è il cambiamento del regime alimentare da vegetariano a onnivoro e carnivoro e possono ""predare"" artropodi morenti o in difficoltà. Oxychilus glaber (Rossmässler, 1835) è diffuso in Piemonte. ","Oxychilus glaber (Rossmässler, 1835).jpg","2020-12-12 18:12:03","2022-01-20 13:45:06","","enricolana","GASTROPODA","Oxychilus","davide","","TROGLOFILO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","Emil Adolf Rossmässler (1806-1867) ","","","","","428" "182","","Oxychilus mortilleti (Pfeiffer, 1859)","STYLOMMATOPHORA","ZONITIDAE","Le chioccioline del genere Oxychilus presentano un certo grado di adattamento alla vita in ambiente sotterraneo; hanno carni in gran parte depigmentate, talvolta bluastre e sono frequenti agli ingressi delle cavità ipogee. Uno degli adattamenti all'ambiente sotterraneo è il cambiamento del regime alimentare da vegetariano a onnivoro e carnivoro e possono ""predare"" artropodi morenti o in difficoltà. Oxychilus mortilleti (Pfeiffer, 1859) è presente nella zona settentrionale del Piemonte. ","Oxychilus_mortilleti.jpg","2021-01-15 16:49:35","2022-01-20 13:45:02","","enricolana","GASTROPODA","Oxychilus","davide","","TROGLOFILO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","Ludwig Karl Georg Pfeiffer o Louis Pfeiffer (1805-1877) ","","","","","426" "183","","Oxychilus polygyrus (Pollonera, 1885)","STYLOMMATOPHORA","ZONITIDAE","Le chioccioline del genere Oxychilus presentano un certo grado di adattamento alla vita in ambiente sotterraneo; hanno carni in gran parte depigmentate, talvolta bluastre e sono frequenti agli ingressi delle cavità ipogee. Uno degli adattamenti all'ambiente sotterraneo è il cambiamento del regime alimentare da vegetariano a onnivoro e carnivoro e possono ""predare"" artropodi morenti o in difficoltà. Oxychilus polygyrus (Pollonera, 1885) è presente nella zona settentrionale del Piemonte. ","Oxychilus_polygyrus.jpg","2021-01-15 17:01:59","2022-01-20 13:44:58","","enricolana","GASTROPODA","Oxychilus","davide","","TROGLOFILO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Pollonera (1849-1923) ","","","","","424" "209","","Helicodonta obvoluta (O.F. Müller, 1774)","STYLOMMATOPHORA","HELICODONTIDAE","Chiocciola caratteristica della lettiera delle foreste decidue e miste; ha una conchiglia del diametro di 10-15 mm con presenza di setole relativamente lunghe; le carni sono scure. Avendo abitudini sciafile e igrofile è molto frequente agli ingressi delle cavità sotterranee, praticamente onnipresente. Helicodonta obvoluta (O.F. Müller, 1774) è presente in tutta Europa.","Helicodonta_obvoluta.jpg","2021-01-16 08:49:08","2022-01-20 13:44:55","","enricolana","GASTROPODA","Helicodonta ","davide","","SUBTROGLOFILO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","Otto Friedrich Müller (1730-1784)","","","","","422" "270","","Chilostoma spp.","STYLOMMATOPHORA","HELICIDAE","I Chilostoma sono chiocciole relativamente grandi, con nicchi appiattiti di diametro anche oltre 3 cm, che sono relativamente frequenti nelle parti iniziali delle cavità sotterranee dove si rifugiano, come molti altri gasteropodi, per cercare riparo dalla siccità dei mesi caldi e dove spesso svernano anche numerosi per sfuggire ai rigori della stagione fredda. Appartengono a questo genere alcune specie di dimensioni simili che sono state rinvenute in cavità sotterranee delle nostre regioni: Chilostoma cingulatum (Studer, 1820) Chilostoma glaciale (Férussac, 1832) Chilostoma padanum (Stabile, 1864) Chilostoma zonatum (Studer, 1820) e altre indeterminate. ","Chilostoma.jpg","2021-01-23 13:26:51","2022-01-20 13:44:52","","enricolana","GASTROPODA","Chilostoma ","davide","","TROGLOSSENO","MOLLUSCA","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","420" "60","","Euscorpius carpathicus (Linnaeus, 1767)","SCORPIONES","EUSCORPIIDAE","È una delle specie che talvolta si trovano presso gli ingressi delle cavità sotterranee o all'interno nelle immediate vicinanze (parte liminare); questi artropodi si rifugiano in queste zone con condizioni di temperatura costanti influenzate dalle correnti d'aria profonde per proteggersi dalle condizioni epigee avverse (es. in inverno). Inoltre, avendo abitudini notturne, si rifugiano in ambiente sotterraneo per rifuggire la luce diretta del sole. Per lo stesso motivo qui sono anche presenti altri artropodi poco adattati alla vita sotterranea che diventano prede degli scorpioni che li cacciano attivamente con le loro robuste pinze (pedipalpi). La puntura dell'aculeo posto al termine della ""coda"" chiamata tecnicamente ""telson"", è dolorosa, ma non più di una puntura di ape e l'animale usa il pungiglione per tramortire le prede più grandi. La specie E. carpathicus è solitamente presente in cavità della zona meridionale delle Alpi occidentali, mentre in altre zone sono presenti altre specie. Le dimensioni del corpo arrivano a 20-25 mm. ","Euscorpius_carpathicus.jpg","2020-11-18 16:22:01","2022-01-20 13:43:56","","enricolana","ARACHNIDA ","Euscorpius","davide","","TROGLOSSENO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carl Nilsson Linnaeus o Carl von Linné (1707-1778) ","","","","","418" "121","","Eukoenenia bonadonai Condé, 1979","PALPIGRADI","EUKOENENIIDAE","Le specie appartenenti al genere Eukoenenia hanno piccole dimensioni (corpo lungo intorno ai 2 mm); posseggono un caratteristico e lungo flagello caudale munito di verticilli di setole con funzione tattile; sono anoftalmi (privi di occhi) e predano piccoli artropodi (in genere collemboli). Eukoenenia bonadonai Condé, 1979 è stata descritta di una grotta della Francia meridionale e in Piemonte è stata rinvenuta a partire dal 2003 in alcune grotte delle Alpi Marittime e Liguri.","euk_bonadonai.jpg","2020-12-28 09:25:10","2022-01-25 08:32:03","","enricolana","ARACHNIDA ","Eukoenenia","enricolana","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Bruno Condé (1920-2004) ","PI121,PI122,PI1214","","","","416" "216","","Eukoenenia lanai Christian 2014","PALPIGRADI","EUKOENENIIDAE","Le specie appartenenti al genere Eukoenenia hanno piccole dimensioni (corpo lungo intorno ai 2 mm); posseggono un caratteristico e lungo flagello caudale munito di verticilli di setole con funzione tattile; sono anoftalmi (privi di occhi) e predano piccoli artropodi (in genere collemboli). Eukoenenia lanai Christian 2014 è presente in alta Valle Stura di Demonte.","Eukoenenia_lanai.jpg","2021-01-16 10:59:27","2022-01-25 08:35:33","","enricolana","ARACHNIDA ","Eukoenenia ","enricolana","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Erhard Christian (Vienna) ","","","","","414" "215","","Eukoenenia roscia Christian, 2014","PALPIGRADI","EUKOENENIIDAE","Le specie appartenenti al genere Eukoenenia hanno piccole dimensioni (corpo lungo intorno ai 2 mm); posseggono un caratteristico e lungo flagello caudale munito di verticilli di setole con funzione tattile; sono anoftalmi (privi di occhi) e predano piccoli artropodi (in genere collemboli). Eukoenenia roscia Christian, 2014 è presente in bassa Valle Varaita.","Eukoenenia_roscia.jpg","2021-01-16 10:39:19","2022-01-25 08:36:34","","enricolana","ARACHNIDA ","Eukoenenia ","enricolana","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Erhard Christian (Vienna) ","","","","","412" "67","","Eukoenenia spelaea (Peyerimhoff, 1902)","PALPIGRADI","EUKOENENIIDAE","Le specie appartenenti al genere Eukoenenia hanno piccole dimensioni (corpo lungo intorno ai 2 mm); posseggono un caratteristico e lungo flagello caudale munito di verticilli di setole con funzione tattile; sono anoftalmi (privi di occhi) e predano piccoli artropodi (in genere collemboli). Eukoenenia spelaea (Peyerimhoff, 1902) venne descritta all'inizio del secolo scorso di due grotte a nord di Digne-les-Bains in Provenza (Francia) e fu il primo palpigrado descritto in ambiente sotterraneo.In Piemonte la prima citazione di Eukoenenia venne dubitativamente attribuita a E. spelaea da Brignoli (1976), anche perché l'esemplare era rovinato e incompleto (raccolto da Augusto Vigna Taglianti nel 1959 nella Grotta occidentale del Bandito, PI1003). In Lana (2001) e nel sito correlato, la Grotta del Bandito viene citata erroneamente come località tipica (locus typicus) di E. spelaea per una errata interpretazione di Brignoli (1976). I primi esemplari certi di E. spelaea in Piemonte sono stati trovati da E. Lana nella Grotta del Partigiano (PI1315) in Valle Maira nel 2011 e 2012 (Christian et al., 2014). Bibliografia: BRIGNOLI P. M., 1976 - Su di un Palpigrado di una grotta piemontese. Fragmenta entomologica, 12: 63-67. CHRISTIAN E., ISAIA M., PASCHETTA M., BRUCKNER A., 2014 - Differentiation among cave populations of the Eukoenenia spelaea species-complex (Arachnida: Palpigradi) in the southwestern Alps. Zootaxa 3794 (1): 52-86. LANA E., 2001 - Biospeleologia del Piemonte. Atlante fotografico sistematico. Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi, Regione Piemonte, Ed. “La Grafica Nuova”, Torino: V+264 pp. ","Eukoenenia spelaea.jpg","2020-11-25 06:16:27","2022-01-25 08:38:32","","enricolana","ARACHNIDA ","Eukoenenia","enricolana","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paul-Marie de Peyerimhoff de Fontenelle (1873-1957) ","","","","","410" "122","","Eukoenenia strinatii Condé, 1977","PALPIGRADI","EUKOENENIIDAE","Le specie appartenenti al genere Eukoenenia hanno piccole dimensioni (corpo lungo intorno ai 2 mm); posseggono un caratteristico e lungo flagello caudale munito di verticilli di setole con funzione tattile; sono anoftalmi (privi di occhi) e predano piccoli artropodi (in genere collemboli). Eukoenenia strinatii Condé, 1977 è stata descritta su un solo individuo della Grotta di Bossea (PI108) più di 40 anni fa e considerata rarissima fino al 2009. Da allora ne abbiamo trovati molte decine di esemplari e nuove stazioni in grotte delle Alpi Liguri (valli Ellero, Mongia e Tanaro).","euk_strinatii_1.jpg","2020-12-28 09:32:32","2022-01-25 08:37:29","","enricolana","ARACHNIDA ","Eukoenenia","enricolana","euk_strinatii_2.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Valentina Balestra","w_fauna","Bruno Condé (1920-2004)","","","","","408" "62","","Holoscotolemon oreophilum Martens, 1978","OPILIONES","CLADONYCHIIDAE","Questa specie troglofila è stata descritta della Tana del Forno o Grotta dell'Orso di Pamparato (PI114); ha abitudini sciafile ed è ben adattata alla vita nella lettiera profonda dei boschi. A differenza di altri opilioni, gli Holoscotolemon hanno zampe relativamente corte, ma l'apparato boccale e i grandi cheliceri trasformati in strutture adatte a ghermire le prede ci dicono che sono predatori come la maggior parte degli appartenenti a quest'ordine di aracnidi. Talvolta si rinvengono in parti interne delle cavità sotterranee, ma mai troppo lontani dall'ingresso. Quando sono giovani sono bianchi e crescendo acquisiscono il caratteristico colore arancio degli adulti il cui corpo è lungo fino a 4-5 mm.","Holoscotolemon_oreophilum.jpg","2020-11-18 17:47:59","2022-01-20 13:43:33","","enricolana","ARACHNIDA ","Holoscotolemon","davide","Holoscotolemon_oreophilum_giovane.jpg","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Valentina balestra","w_fauna","Jochen Martens ","","","","","406" "66","","Ischyropsalis alpinula Martens, 1978","OPILIONES","ISCHYROPSALIDIDAE","Gli Ischyropsalis sono opilioni criofili (amanti del freddo) e la loro distribuzione geografica è stata fortemente influenzata dalle glaciazioni del Quaternario, quando vivevano ai margini dei ghiacciai. I cheliceri sono enormi e trasformati in pinze molto robuste che ne fanno dei feroci predatori di qualunque specie di artropode capiti loro a tiro. La specie I. alpinula è diffusa nella parte centro-meridionale del territorio piemontese (Alpi Graie e Cozie) ed è decisamente criofila e adattata all'ambiente sotterraneo, come I. dentipalpis, che lo sostituisce nella parte settentrionale (Alpi Graie, Pennine e Lepontine). La specie è stata descritta della Grotta di Rio Martino (PI1001) come sottospecie di I. pyrenaea, affine, ma diffusa nei Pirenei. ","Ischyropsalis alpinula_1.jpg","2020-11-23 16:15:29","2022-01-20 13:43:30","","enricolana","ARACHNIDA ","Ischyropsalis","davide","Ischyropsalis alpinula_2.jpg","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Jochen Martens ","PI1001,PI1009","","","","404" "63","","Ischyropsalis carli Lessert, 1905","OPILIONES","ISCHYROPSALIDIDAE","Gli Ischyropsalis sono opilioni criofili la cui distribuzione è stata influenzata dalle glaciazioni quaternarie. I cheliceri sono enormi e trasformati in pinze molto robuste che sono un chiaro indizio del fatto che sono degli attivi e feroci predatori. La specie I. carli è diffusa nella parte settentrionale del territorio piemontese e presenta adattamenti meno spiccati all'ambiente sotterraneo rispetto alle altre specie piemontesi e valdostane, come le zampe meno allungate; questi opilioni sono comunque sciafili e igrofili e si trovano sia in ambiente sotterraneo nei boschi montani che nelle parti vicine all'ingresso delle cavità ipogee dove predano gli artropodi presenti. Le dimensioni del corpo arrivano a 5-6 mm. ","Ischyropsalis_carli.jpg","2020-11-19 13:57:13","2022-01-20 13:43:26","","enricolana","ARACHNIDA ","Ischyropsalis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Roger de Lessert (1878-1945)","","","","","402" "65","","Ischyropsalis dentipalpis Canestrini, 1872","OPILIONES","ISCHYROPSALIDIDAE","Gli Ischyropsalis sono opilioni criofili (amanti del freddo) e la loro distribuzione geografica è stata fortemente influenzata dalle glaciazioni del Quaternario, quando vivevano ai margini dei ghiacciai. I cheliceri sono enormi e trasformati in pinze molto robuste che ne fanno dei feroci predatori di qualunque specie di artropode capiti loro a tiro. La specie I. dentipalpis è diffusa in Valle d'Aosta e nella parte settentrionale del territorio piemontese ed è decisamente criofila e adattata all'ambiente sotterraneo, tanto che è normalmente presente in pozzi e cavità in cui il ghiaccio si conserva per la maggior parte dell'anno; ha le zampe decisamente più lunghe rispetto a entità meno specializzate come I. carli. Descritta nella seconda metà del secolo XIX, è una delle specie sotterranee di più antica data nelle Alpi occidentali. Il ""tipo"" (l'esemplare su cui era stata descritta la specie) è andato distrutto in un incendio del Museo di Genova, dov'era conservato, a metà del secolo scorso. La specie era stata descritta di ambiente sotterraneo superficiale nella zona di Gressoney in valle d'Aosta. Una dozzina di anni or sono ne abbiamo trovato un esemplare in quella zona nel Pozzo 1 di Punta Jolanda (VA2075), per cui si è potuto descrivere un ""neotipo"" della specie per sostituire quello andato perduto (Schönhofer & Martens, 2010).. ","Ischyropsalis dentipalpis_1.jpg","2020-11-21 18:30:50","2022-01-20 13:43:22","","enricolana","ARACHNIDA ","Ischyropsalis","davide","Ischyropsalis dentipalpis_2.jpg","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Giovanni Canestrini (1835-1900) ","VA2001,VA2075","","","","400" "245","","Sabacon simoni Dresco, 1952","OPILIONES","SABACONIDAE","La famiglia dei sabaconidi annovera specie di opilioni caratteristiche delle lettiere umide dei boschi dove cacciano piccoli artropodi intorno ai sassi ricoperti dalle foglie morte. Di conseguenza, a volte si rinvengono anche nelle parti iniziali delle cavità sotterranee presso gli ingressi.","Sabacon_simoni.jpg","2021-01-16 22:06:12","2022-01-20 13:42:29","","enricolana","ARACHNIDA ","Sabacon","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Èdouard Dresco (1907-2001) ","","","","","398" "118","","Amilenus aurantiacus (Simon, 1881)","OPILIONES","PHALANGIIDAE","Si tratta di una delle specie di opilioni con lunghe zampe che si rinvengono frequentemente nelle cavità sotterranee nella stagione fredda, quando usano l'ambiente sotterraneo per svernare. Amilenus aurantiacus (Simon, 1881) ha una distribuzione che va dalle Alpi occidentali verso est lungo l'arco alpino e scendendo lungo i Balcani fino alla Grecia. A volte se ne trovano popolazioni svernanti di centinaia di individui.","Amilenus_m.jpg","2020-12-25 12:33:19","2022-01-20 13:42:25","","enricolana","ARACHNIDA ","Amilenus ","davide","Amilenus_f.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Valentina Balestra","Enrico Lana","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924) ","","","","","396" "120","","Leiobunum limbatum L. Koch, 1861","OPILIONES","SCLEROSOMATIDAE","Specie di opilione dalle lunghe zampe e corpo piccolo (fino a 5-6 mm) che sverna regolarmente in ambiente sotterraneo, anche se ne sono presenti esemplari meno frequenti anche nelle altre stagioni. Leiobunum limbatum L. Koch, 1861 è presente lungo l'arco alpino e in paesi dell'Europa centro-settentrionale.","Leiobunum_limbatum_f.jpg","2020-12-27 12:51:14","2022-01-20 13:42:21","","enricolana","ARACHNIDA ","Leiobunum","davide","Leiobunum_limbatum_m.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Ludwig Carl Christian Koch (1825-1908) ","","","","","394" "119","","Leiobunum religiosum Simon, 1879","OPILIONES","SCLEROSOMATIDAE","Una delle specie di opilioni dalle lunghe zampe che sverna regolarmente nelle cavità sotterranee, ma è presente talvolta anche in altri periodi dell'anno. Leiobunum religiosum Simon, 1879 ha diffusione incentrata sulle Alpi occidentali, ma se ne hanno segnalazioni anche nell'Europa centrale.","Leiobunum_religiosum_m.jpg","2020-12-26 12:53:10","2022-01-20 13:42:17","","enricolana","ARACHNIDA ","Leiobunum","davide","Leiobunum_religiosum_f.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924) ","","","","","392" "252","","Chthonius delmastroi Gardini, 2009","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. Chthonius delmastroi Gardini, 2009 è diffuso nel Piemonte in ambiente forestale.","Chthonius delmastroi.jpg","2021-01-17 10:48:18","2022-01-20 13:42:13","","enricolana","ARACHNIDA ","Chthonius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Giulio Gardini (Genova) ","","","","","390" "125","","Chthonius globifer Simon, 1879","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. Chthonius globifer Simon, 1879 è endemico delle Alpi centro-occidentali.","Chtonius_globifer.jpg","2020-12-30 13:46:28","2022-01-20 13:42:08","","enricolana","ARACHNIDA ","Chthonius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924) ","PI2580","","","","388" "123","","Chthonius horridus Beier, 1934","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. C. horridus è stato recentemente elevato a buona specia da Gardini (2021) mentre precedentemente era considerato una sottospecie di C. doderoi Beier, 1930.","chthonius_horridus_1.jpg","2020-12-29 14:19:00","2022-01-20 13:42:05","","enricolana","ARACHNIDA ","Chthonius","davide","chthonius_horridus_2.jpg","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Max Walter Peter Beier (1903-1979) ","PI2503,PI1759","","","","386" "273","","Cthonius italicus Beier, 1930","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. Molto probabilmente C. horridus è una specie a sé stante e non una sottospecie di C. doderoi.Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. C. italicus Beier, 1930, è affine a C. lanai Gardini, 2021, recentemente scoperto, e sono entrambi notevolmente adattati alla vita sotterranea.","Chthonius italicus.jpg","2021-08-23 09:57:27","2022-01-20 13:42:00","","enricolana","ARACHNIDA ","Chthonius","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Max Walter Peter Beier (1903-1979)","PI1346","","","","384" "272","","Chthonius lanai Gardini, 2021","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. Molto probabilmente C. horridus è una specie a sé stante e non una sottospecie di C. doderoi.Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. C. lanai Gardini, 2021, recente scoperta della biospeleologia piemontese, è affine a C. italicus Beier, 1930 e sono entrambi notevolmente adattati alla vita sotterranea. ","Chthonius_lanai_2021c.jpg","2021-08-22 20:34:48","2022-01-20 13:41:56","","davide","ARACHNIDA ","Chthonius","davide","Chthonius_lanai_2021b.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","","Giulio Gardini","PI1323","","","","382" "126","","Chthonius tenuis L. Koch, 1873","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. Ludwig Carl Christian Koch (1825-1908) è presente nella zona euro-maghrebina.","chthonius_tenuis.jpg","2021-01-01 15:56:44","2022-01-20 13:41:53","","enricolana","ARACHNIDA ","Chthonius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Ludwig Carl Christian Koch (1825-1908)","PI2690","","","","380" "124","","Chthonius troglophilus Beier, 1930","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. Chthonius troglophilus Beier, 1930 è endemico delle Alpi Liguri.","Chtonius_troglophilus.jpg","2020-12-30 13:41:56","2022-01-20 13:41:50","","enricolana","ARACHNIDA ","Chthonius","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Max Walter Peter Beier (1903-1979) ","PI120","","","","378" "267","","Chthonius spp. ","PSEUDOSCORPIONIDA","CHTHONIIDAE","Il genere Chthonius annovera specie di pseudoscorpioni con ecologia legata alla lettiera delle foreste, sebbene se ne trovino frequentemente individui all'ingresso e nelle prime parti delle cavità sotterranee. Sono in genere piccoli, con corpo di 3-4 mm e tipiche pinze molto fini e subrettilinee. Anche l'aspetto sistematico è da revisionare e ci sono specialisti che attualmente se ne stanno occupando per tutto il genere. Nelle caverne piemontesi sono storicamente state identificate alcune specie: Chthonius delmastroi Gardini, 2009 (vedi scheda) Chthonius doderoi horridus Beier, 1934 (vedi scheda) Chthonius italicus Beier, 1930 Chthonius ischnocheles (Hermann, 1804) Chthonius orthodactilus (Leach, 1817) Chthonius tenuis L. Koch, 1873 vedi scheda) Chthonius globifer E. Simon, 1879 (vedi scheda) Chthonius tetrachelatus (Preyssler, 1790) Chthonius troglophilus Beier, 1930 (vedi scheda) I reperti non identificati potrebbero riferirsi a queste o ad altre da determinare. ","chthonius_spp.jpg","2021-01-22 11:48:30","2022-01-20 13:40:43","","enricolana","ARACHNIDA ","Chthonius ","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","376" "251","","Roncus troglophilus Beier, 1931 ","PSEUDOSCORPIONIDA","NEOBISIIDAE","I Roncus sono pseudoscorpioni, cioè ""falsi"" scorpioni e difatti non hanno l'apparato caudale con il pungiglione tipico degli scorpioni. I rappresentanti di questo genere sono caratteristici della fauna delle lettiere boschive, il loro ambiente naturale; alla base dei pozzi e nelle cavità con ingresso a scivolo frequentemente si raccoglie la lettiera dei boschi circostanti e qui si trovano questi pseudoscorpioni che a volte penetrano anche in zone più profonde per cacciare altri artropodi di dimensioni adeguate alle loro (corpo di 4-5 mm). Le loro abitudini lucifughe e notturne favoriscono la loro presenza in ambiente sotterraneo. Il genere Roncus è sistematicamente difficile e ne sarebbe necessaria una revisione, per cui la maggior parte delle nostre raccolte piemontesi sono ancora indeterminate. Roncus troglophilus Beier, 1931 è diffuso nell'area mediterranea.","Roncus_troglophilus.jpg","2021-01-17 10:41:35","2022-01-20 13:40:39","","enricolana","ARACHNIDA ","Roncus ","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Max Walter Peter Beier (1903-1979)","","","","","374" "61","","Roncus spp. ","PSEUDOSCORPIONIDA","NEOBISIIDAE","I Roncus sono pseudoscorpioni, cioè ""falsi"" scorpioni e difatti non hanno l'apparato caudale con il pungiglione tipico degli scorpioni. I rappresentanti di questo genere sono caratteristici della fauna delle lettiere boschive, il loro ambiente naturale; alla base dei pozzi e nelle cavità con ingresso a scivolo frequentemente si raccoglie la lettiera dei boschi circostanti e qui si trovano questi pseudoscorpioni che a volte penetrano anche in zone più profonde per cacciare altri artropodi di dimensioni adeguate alle loro (corpo di 4-5 mm). Le loro abitudini lucifughe e notturne favoriscono la loro presenza in ambiente sotterraneo. Il genere Roncus è sistematicamente difficile e ne sarebbe necessaria una revisione, per cui la maggior parte delle nostre raccolte piemontesi sono ancora indeterminate. Nelle caverne piemontesi sono storicamente state identificate alcune specie: Roncus alpinus L. Koch, 1873 Roncus lubricus L. Koch, 1873 Roncus ligusticus Beier, 1930 Roncus troglophilus Beier, 1931 (vedi scheda) Roncus tuberculatus Gardini, 1991 I reperti non identificati potrebbero riferirsi a queste o ad altre da determinare. ","Roncus_sp.jpg","2020-11-18 16:45:25","2022-01-20 13:40:34","","enricolana","ARACHNIDA ","Roncus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","372" "127","","Neobisium carcinoides (Hermann, 1804)","PSEUDOSCORPIONIDA","NEOBISIIDAE","Questo genere annovera specie con notevole specializzazione alla vita sotterranea presenti nelle Alpi orientali, nei Balcani e nelle isole mediterranee. In Piemonte solo Neobisium zoiai Gardini & Rizziero, 1986 ha un certo grado di specializzazione, mentre sono presenti altre specie meno adattate come N. delphinaticum, N. doderoi, N. carcinoides. Quest'ultimo ha un vasto areale che spazia dall'Europa all'Africa settentrionale.","Neobisium carcinoides.jpg","2021-01-02 17:48:42","2022-01-20 13:40:30","","enricolana","ARACHNIDA ","Neobisium ","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Johann o Jean Hermann o Herrmann (1738-1800)","PI2568","","","","370" "230","","Neobisium delphinaticum Beier, 1954","PSEUDOSCORPIONIDA","NEOBISIIDAE","Questo genere annovera specie con notevole specializzazione alla vita sotterranea presenti nelle Alpi orientali, nei Balcani e nelle isole mediterranee. In Piemonte solo Neobisium zoiai Gardini & Rizziero, 1986 ha un certo grado di specializzazione, mentre sono presenti altre specie meno adattate come N. delphinaticum, N. doderoi, N. carcinoides. Quest'ultimo ha un vasto areale che spazia dall'Europa all'Africa settentrionale.","Neobisium_delphinaticum.jpg","2021-01-16 14:16:22","2022-01-20 13:40:26","","enricolana","ARACHNIDA ","Neobisium","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Max Walter Peter Beier (1903-1979) ","","","","","368" "229","","Neobisium doderoi (E. Simon, 1896)","PSEUDOSCORPIONIDA","NEOBISIIDAE","Questo genere annovera specie con notevole specializzazione alla vita sotterranea presenti nelle Alpi orientali, nei Balcani e nelle isole mediterranee. In Piemonte solo Neobisium zoiai Gardini & Rizziero, 1986 ha un certo grado di specializzazione, mentre sono presenti altre specie meno adattate come N. delphinaticum, N. doderoi, N. carcinoides. Quest'ultimo ha un vasto areale che spazia dall'Europa all'Africa settentrionale.","Neobisium_doderoi.jpg","2021-01-16 13:42:55","2022-01-20 13:51:41","","enricolana","ARACHNIDA ","Neobisium","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugène Simon (1848-1924)","","","","","366" "59","","Pseudoblothrus peyerimhoffi (Simon, 1905)","PSEUDOSCORPIONIDA","SYARINIDAE","Si tratta di uno pseudoscorpione molto adattato alla vita ipogea, come testimoniato dalle sue appendici allungate e sottili; anche il corpo (lungo 4-5 mm) ha un aspetto decisamente slanciato e appiattito, adatto alla vita nel reticolo di fratture della roccia madre. È completamente anoftalmo e depigmentato. Recentemente Gardini (2015) ha effettuato una revisione della specie, che prima si chiamava P. ellingseni (Beier, 1929), avendo rilevato che il primo descrittore era stato il francese Simon nel 1905. Questo lavoro è stato possibile sulla base delle numerose popolazioni inedite che abbiamo trovato sul territorio piemontese. ","Pseudoblothrus.jpg","2020-11-17 16:09:15","2022-01-20 13:40:19","","enricolana","ARACHNIDA ","Pseudoblothrus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924)","","","","","364" "96","","Leptoneta crypticola Simon, 1907","ARANEAE","LEPTONETIDAE","Si tratta di un ragno di piccole dimensioni con corpo che arriva al massimo intorno ai 3 mm; tesse sottili tele a drappo generalmente tra i sassi al suolo con le quali insidia piccoli ditteri e collemboli. Il tegumento presenta tipiche iridescenze alla luce dei flash. Nella zona delle Alpi Cozie, Marittime e Liguri è presente la sottospecie franciscoloi Caporiacco, 1950. ","Leptoneta_crypticola.jpg","2020-12-14 18:23:45","2022-01-20 13:39:26","","enricolana","ARACHNIDA ","Leptoneta","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924)","","","","","362" "100","","Pholcus phalangioides (Fuesslin, 1775)","ARANEAE","PHOLCIDAE","Si tratta di una specie sciafila spesso presente nelle abitazioni e diffusa in tutta Italia. Di origine euro-mediterranea, questo ragno è stato diffuso in tutto il mondo dalle attività antropiche. ","Pholcus_phalangioides_0.jpg","2020-12-15 09:06:46","2022-01-20 13:39:22","","enricolana","ARACHNIDA ","Pholcus","davide","Pholcus_phalangioides_2.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Johann Kaspar Füssli o Johann Caspar Fuesslins or Fuessly (1743-1786) ","","","","","360" "271","","Harpactea hombergi (Scopoli, 1763)","ARANEAE","DYSDERIDAE","Harpactea hombergi (Scopoli, 1763) è un ragno frequente nella lettiera dei boschi e nelle macchie di arbusti anche in alta quota. Saltuariamente lo si rinviene agli ingressi delle cavità sotterranee. Ha distribuzione euro-mediterranea.","Harpactea_hombergi.jpg","2021-01-23 13:26:53","2022-01-20 13:39:19","","enricolana","ARACHNIDA ","Harpactea","davide","","TROGLOSSENO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Giovanni Antonio Scopoli (1723-1788) ","","","","","358" "99","","Nesticus cellulanus (Clerck, 1757)","ARANEAE","NESTICIDAE","A lungo confuso con Kryptonesticus eremita (Simon, 1879), questo ragno ha una diffusione limitata al settore alpino. La tela è simile a quella degli altri nesticidi con fili singoli incrociati a formare una trama e le femmine portano l'ovisacco attaccato alla parte posteriore dell'addome.","Nesticus cellulanus.jpg","2020-12-15 08:58:52","2022-01-20 13:39:14","","enricolana","ARACHNIDA ","Nesticus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carl Alexander Clerk (1709-1765) ","","","","","356" "68","","Kryptonesticus eremita (Simon, 1879)","ARANEAE","NESTICIDAE","I nesticidi sono presenti in buona parte dell'Europa con specie sotterranee; tessono tele costituite da filamenti singoli incrociati tra loro a formare una fitta trama con le quali insidiano principalmente ditteri e altri piccoli artropodi presenti in ambiente ipogeo. Le dimensioni del corpo delle specie del Piemonte e Valle d'Aosta arrivano ai 5-6 mm; la femmina porta l'ovisacco attaccato alla parte posteriore dell'addome. Nelle Alpi occidentali sono rappresentati da due specie mediamente adattate alla vita sotterranea: Kryptonesticus eremita e Nesticus cellulanus con pigmentazione parziale e occhi evidenti; il solo rappresentante ""troglobio"", depigmentato e cieco è Typhlonesticus morisii. ","kry_ere_m.jpg","2020-11-25 09:20:55","2022-01-20 13:39:10","","enricolana","ARACHNIDA ","Kryptonesticus","davide","kry_ere_f.jpg","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924) ","","","","","354" "73","","Typhlonesticus morisii (Brignoli, 1975)","ARANEAE","NESTICIDAE","I nesticidi sono presenti in buona parte dell'Europa con specie sotterranee; tessono tele costituite da filamenti singoli incrociati tra loro a formare una fitta trama con le quali insidiano principalmente ditteri e altri piccoli artropodi presenti in ambiente ipogeo. Le dimensioni del corpo delle specie del Piemonte e Valle d'Aosta arrivano ai 5-6 mm; la femmina porta l'ovisacco attaccato alla parte posteriore dell'addome. Nelle Alpi occidentali sono rappresentati da due specie mediamente adattate alla vita sotterranea: Kryptonesticus eremita e Nesticus cellulanus con pigmentazione parziale e occhi evidenti; il solo rappresentante ""troglobio"", depigmentato e cieco è Typhlonesticus morisii. Typhlonesticus morisii (Brignoli, 1975) è presente nelle Valli Vermenagna, Pesio, Ellero. ","Typhlonesticus_morisii.jpg","2020-11-30 18:02:28","2022-01-20 13:50:18","","enricolana","ARACHNIDA ","Typhlonesticus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Marcello Brignoli (1942-1986) ","","","","","352" "98","","Pimoa delphinica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016","ARANEAE","PIMOIDAE","Il genere Pimoa è stato assegnato successivamente alle famiglie Metidae, Tetragnathidae, Linyphiidae e infine a una famiglia a sé stante: ""Pimoidae"". I ragni appartenenti a questo genere si rinvengono spesso nelle parti delle cavità sotterranee prossime agli ingressi (zona liminare), ma anche in spaccature della roccia in faggete fitte e nelle cantine delle case di montagna. Pimoa rupicola, che si riteneva diffusa dalle Alpi Graie fino alle Alpi Marittime (anche in Francia), è stata scissa in tre specie differenti: Pimoa rupicola (Simon, 1884) (Alpi Marittime e Liguri), Pimoa graphitica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016 (Alpi Graie e Cozie) e Pimoa delphinica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016 (stazioni in quota delle Alpi Cozie).","Pimoa_delphinica.jpg","2020-12-15 08:47:40","2022-01-20 13:39:03","","enricolana","ARACHNIDA ","Pimoa","davide","Pimoa_delphinica_2.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Stefano Mammola, Gustavo Hormiga, Marco Isaia ","","","","","350" "97","","Pimoa graphitica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016","ARANEAE","PIMOIDAE","Il genere Pimoa è stato assegnato successivamente alle famiglie Metidae, Tetragnathidae, Linyphiidae e infine a una famiglia a sé stante: ""Pimoidae"". I ragni appartenenti a questo genere si rinvengono spesso nelle parti delle cavità sotterranee prossime agli ingressi (zona liminare), ma anche in spaccature della roccia in faggete fitte e nelle cantine delle case di montagna. Pimoa rupicola, che si riteneva diffusa dalle Alpi Graie fino alle Alpi Marittime (anche in Francia), è stata scissa in tre specie differenti: Pimoa rupicola (Simon, 1884) (Alpi Marittime e Liguri), Pimoa graphitica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016 (Alpi Graie e Cozie) e Pimoa delphinica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016 (stazioni in quota delle Alpi Cozie).","Pimoa_graphitica.jpg","2020-12-15 08:34:45","2022-01-20 13:39:00","","enricolana","ARACHNIDA ","Pimoa","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Stefano Mammola, Gustavo Hormiga, Marco Isaia ","","","","","348" "46","","Pimoa rupicola (Simon, 1884)","ARANEAE","PIMOIDAE","Questo ragno è stato per lungo tempo di collocazione sistematica incerta, essendo stato assegnato successivamente alle famiglie Metidae, Tetragnathidae, Linyphiidae e infine a una famiglia a sé stante: ""Pimoidae"". Lo si rinviene spesso nelle parti delle cavità sotterranee prossime agli ingressi (zona liminare), ma anche in spaccature della roccia in faggete fitte e nelle cantine delle case di montagna. Recentemente questa entità, che si riteneva diffusa dalle Alpi Graie fino alle Alpi Marittime (anche in Francia), è stata scissa in tre specie differenti: Pimoa rupicola (Simon, 1884) (Alpi Marittime e Liguri), Pimoa graphitica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016 (Alpi Graie e Cozie) e Pimoa delphinica Mammola, Hormiga & Isaia, 2016 (stazioni in quota delle Alpi Cozie). ","Pimoa_rupicola.jpg","2020-09-23 14:21:11","2022-01-20 13:38:56","","enrico","ARACHNIDA ","Pimoa ","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924) ","","","","","346" "101","","Centromerus pasquinii Brignoli, 1971","ARANEAE","LINYPHIIDAE","Specie diffusa dalle Alpi centro-occidentali all'Appennino presente presente nelle lettiere dei boschi montani da cui penetra nelle cavità sotterranee.","Centromerus_pasquinii.jpg","2020-12-18 14:20:17","2022-01-20 13:38:53","","enricolana","ARACHNIDA ","Centromerus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Marcello Brignoli (1942-1986)","PI120","","","","344" "269","","Lepthyphantes s.l. ","AMPHIPODA","LINYPHIIDAE","Sono ragnetti simili ai Troglohyphantes, ma con dimensioni più piccole (corpo di 2-3 mm) e diffusione nelle lettiere dei boschi anche in quota. Essendo sciafili e igrofili, sono relativamente frequenti nelle zone più superficiali delle cavità sotterranee. Con Lepthyphantes s.l. si intendono tutta una serie di specie appartenenti sia a questo genere sia a generi che ne sono stati separati e descritti con altro nome (es. Mansuphantes, Palliduphantes, ecc.) e che si possono determinare solo mediante preparazioni anatomiche.","Lepthyphantes.jpg","2021-01-23 13:26:51","2022-01-20 13:38:50","","enricolana","ARACHNIDA ","Lepthyphantes","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","342" "102","","Palliduphantes pallidus (O. P.-Cambridge, 1871)","ARANEAE","LINYPHIIDAE","Specie con vasta distribuzione diffusa nelle lettiere dei boschi montani, presente in molte grotte dell'italia centro-settentrionale, dell'Europa e Nord Africa.","Palliduphantes_pallidus.jpg","2020-12-18 14:27:28","2022-01-20 13:35:45","","enricolana","ARACHNIDA ","Palliduphantes ","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Frederick Octavius Pickard-Cambridge (1860-1905) ","","","","","340" "103","","Porrhomma convexum (Westring, 1851)","ARANEAE","LINYPHIIDAE","Ragno diffuso nelle cavità sotterranee, ma anche nella lettiera dei boschi di media e alta quota in tutta l'Europa centro-settentrionale.","Porrhomma_convexum.jpg","2020-12-18 14:35:31","2022-01-20 13:35:41","","enricolana","ARACHNIDA ","Porrhomma","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Niklas Westring (1797-1882)","","","","","338" "104","","Troglohyphantes bornensis Isaia & Pantini, 2008","ARANEAE","LIMONIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes bornensis Isaia & Pantini, 2008 è presente nella basse Valli di Lanzo.","Troglohyphantes_bornensis_.jpg","2020-12-18 14:45:44","2022-01-20 13:35:37","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Marco Isaia, Paolo Pantini","PI1501","","","","336" "105","","Troglohyphantes iulianae Brignoli, 1971","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes iulianae Brignoli, 1971 è presente nel Piemonte sud-orientale.","Troglohyphantes_iulianae.jpg","2020-12-18 14:49:06","2022-01-20 13:35:34","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Marcello Brignoli (1942-1986)","","","","","332" "106","","Troglohyphantes konradi Brignoli, 1975","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes konradi Brignoli, 1975 è presente nella Valli Vermenagna e Gesso. ","Troglohyphantes_konradi.jpg","2020-12-18 14:55:04","2022-01-20 13:35:30","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Marcello Brignoli (1942-1986)","","","","","330" "107","","Troglohyphantes lanai Isaia & Pantini, 2010","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes lanai Isaia & Pantini, 2010 è presente sul Monte Fenera. ","Troglohyphantes_lanai_m.jpg","2020-12-18 14:58:57","2022-01-20 13:35:27","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","Troglohyphantes_lanai_f.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Marco Isaia, Paolo Pantini","PI2505","","","","328" "111","","Troglohyphantes lucifer Isaia, Mammola & Pantini, 2017","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes lucifer Isaia, Mammola & Pantini, 2017 è presente nelle Alpi Cozie e Graie. ","Troglohyphantes lucifer.jpg","2020-12-18 15:17:17","2022-01-20 13:35:24","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Marco Isaia, Stefano Mammola, Paolo Pantini","PI1502,PI1591","","","","326" "108","","Troglohyphantes lucifuga Simon, 1884","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes lucifuga Simon, 1884 ha un vasto areale dalle Alpi Pennine alla Svizzera.","Troglohyphantes lucifuga_1.jpg","2020-12-18 15:03:54","2022-01-20 13:35:21","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","Troglohyphantes_lucifuga_maschio.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924)","","","","","324" "109","","Troglohyphantes nigraerosae Brignoli, 1971","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes nigraerosae Brignoli, 1971 è presente nelle Valli di Lanzo e Locana.","Troglohyphantes nigraerosae.jpg","2020-12-18 15:07:42","2022-01-20 13:35:17","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Marcello Brignoli (1942-1986)","","","","","322" "69","","Troglohyphantes pedemontanus (Gozo, 1908) ","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes pedemontanus (Gozo, 1908) ha stazioni isolate nelle Valli Corsaglia, Roburentello e Tanaro,","Troglohyphantes_pedemontanus_m.jpg","2020-11-26 15:46:42","2022-01-20 13:35:14","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Angela Gozo","","","","","320" "70","","Troglohyphantes pluto Caporiacco,1938","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes pluto Caporiacco,1938 è presente nelle valli occidentali delle Alpi Liguri. ","Troglohyphantes_pluto_m.jpg","2020-11-26 20:28:30","2022-01-20 13:35:10","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Ludovico Di Caporiacco (1900-1951)","","","","","318" "110","","Troglohyphantes vignai Brignoli, 1971","ARANEAE","LINYPHIIDAE","I ragni della famiglia Linyphiidae appartenenti al genere Troglohyphantes annoverano in Italia una quarantina di specie e hanno un'area di distribuzione centrata sul Mediterraneo dove abitano le zone montane fino a quote superiori ai 2200-2400 m, con eccezioni fin oltre i 2700 m (T. lucifuga nel Trou du Diable VA2002). In Piemonte, la massiccia influenza dei periodi glaciali ha svolto un ruolo determinante nella distribuzione e differenziazione di questi ragni che spesso appartengono a specie con area di distribuzione molto ridotta (endemiti geografici). Sono predatori attivi che costruiscono tele a drappo orizzontale con una trama finissima tra i clasti al suolo e le concrezioni, che si rivelano efficaci per catturare principalmente ditteri, ma anche qualunque artropode di dimensioni adatte dovesse cadere su di esse (per esempio, abbiamo documentato catture di Crostacei Isopodi, Diplopodi e persino Carabidi Trechini). Questo genere annovera 3 delle 4 specie di ragni ipogei che si possono veramente definire ""troglobi"" nelle Alpi occidentali: T. pedemontanus, T. konradi, T. lanai, insieme al nesticide Typhlonesticus morisii. Troglohyphantes vignai Brignoli, 1971 ha un vasto areale dalle Alpi Cozie alle Liguri.","Troglohyphantes vignai.jpg","2020-12-18 15:10:48","2022-01-20 13:35:07","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglohyphantes","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Marcello Brignoli (1942-1986)","","","","","316" "112","","Turinyphia clairi (Simon, 1884)","ARANEAE","LINYPHIIDAE","Specie endemica delle Alpi Cozie e Marittime, anche sul versante francese; essendo sciafilo è frequente nelle faggete e agli ingressi delle cavità sotterranee. ","Turinyphia clairi.jpg","2020-12-18 15:22:42","2022-01-20 13:34:10","","enricolana","ARACHNIDA ","Turinyphia","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924)","","","","","314" "113","","Meta bourneti (Simon, 1922)","ARANEAE","TETRAGNATHIDAE","Specie presente in buona parte de''Europa meridionale e Nord Africa; presente in grotte dell'Italia centro-meridionale e in poche stazioni piemontesi della Valle Susa e Valle Stura di Demonte. Forse è la più adattata alla vita ipogea fra le Meta. ","Meta_bourneti.jpg","2020-12-23 08:43:21","2022-01-20 13:34:06","","enricolana","ARACHNIDA ","Meta","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugène Louis Simon (1848-1924)","PI1102,PI1569","","","","312" "48","","Meta menardi (Latreille, 1804)","ARANEAE","TETRAGNATHIDAE","È il ragno ""troglofilo"" per eccellenza, ad ampia in tutta Italia e buona parte dell'Europa, a parte le isole e le zone più calde. È possibile trovarlo nelle parti delle grotte prossime all'ingresso, ma anche in tutti quei luoghi, per esempio di origine antropica, che presentino caratteristiche di oscurità, umidità e temperatura adatti alle sue esigenze ecologiche. Si tratta di ragni di dimensioni notevoli (anche 3-4 cm di estensione delle zampe), che predano in prevalenza ditteri, ma anche qualunque insetto volante vada ad incappare nelle loro tele poste in luoghi strategici degli ingressi delle grotte. Molto caratteristico è l'ovisacco, dalla forma a pendaglio del diametro di ca 2 cm, di colore candido e solitamente attaccato alla volta delle grotte mediante un peduncolo di seta. All'interno di questa struttura è presente il vero sacco delle uova di forma sferica e di colore giallastro. Insieme a Metellina merianae (Scopoli, 1763), altro tetragnatide, è uno dei più diffusi. ","Meta_ovisacco.jpg","2020-11-10 10:51:22","2022-01-20 13:34:03","","enricolana","ARACHNIDA ","Meta","davide","Meta_Vale.jpg","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Valentina Balestra","w_fauna","Pierre André Latreille (1762-1833) ","","","","","310" "71","","Metellina merianae (Scopoli, 1763)","ARANEAE","TETRAGNATHIDAE","Specie meno legata all'ambiente ipogeo rispetto a Meta menardi (Latreille, 1804), è relativamente comune all'ingresso delle grotte di cui colonizza la zona liminare e dintorni; presente anche in luoghi epigei riparati ed ombrosi. Assai frequente in cavità artificiali, non è certamente; le sue tele orbicolari spiralate sono spesso presenti agli angoli degli ingressi e risaltano controluce. Sono noti reperti in sede ipogea di praticamente tutte le regioni italiane; distribuzione extraitaliana: areale più vasto di quello di M. menardi, esteso a quasi tutta la regione paleartica (Europa, Asia minore e Nord Africa); citata del Nordamerica dove è stata probabilmente introdotta tramite gli scambi commerciali; è comunissima nelle grotte di quasi tutta Europa, Nordafrica e Turchia. ","Metellina_merianae_f.jpg","2020-11-27 16:22:55","2022-01-20 13:50:24","","enricolana","ARACHNIDA ","Metellina","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Valentina Balestra","","w_fauna","Giovanni Antonio Scopoli (1723-1788) ","","","","","308" "248","","Tegenaria parietina (Fourcroy, 1785)","ARANEAE","AGELENIDAE","Si tratta di un grosso ragno sciafilo che costruisce caratteristiche tele sulle pareti delle parti iniziali delle cavità sotterranee e degli anfratti semibui; queste tele sono a drappo suborizzontale con tunnel di fuga verso le fessure profonde della roccia. Il corpo può raggiungere i 20 mm di lunghezza e l'estensione delle zampe fino a 10 cm. Tegenaria parietina (Fourcroy, 1785) è diffuso nella zona mediterranea, compresi il Nordafrica e il Vicino Oriente, ma è presente anche in Sudafrica, Asia Centrale e Sudamerica. ","Tegenaria_parietina.jpg","2021-01-16 22:42:13","2022-01-20 13:33:56","","enricolana","ARACHNIDA ","Tegenaria","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Antoine-François de Fourcroy (1755-1809) ","","","","","306" "114","","Tegenaria silvestris L. Koch, 1872","ARANEAE","AGELENIDAE","Presente frequentemente nelle parti iniziali delle cavità sotterranee, ma anche nei boschi sotto sassi e detriti dei boschi ombrosi. Diffuso nell'Italia settentrionale e in Europa centrale e sudorientale.","Tegenaria_silvestris.jpg","2020-12-23 08:54:34","2022-01-20 13:33:53","","enricolana","ARACHNIDA ","Tegenaria","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Ludwig Carl Christian Koch (1825-1908) ","","","","","304" "115","","Cybaeus vignai Brignoli, 1977","ARANEAE","CYBAEIDAE","Specie con abitudini detritico-lapidicole descritta su esemplari provenienti dai Sotterranei della Certosa di Pesio, ma presente anche in grotte e faggete ombrose delle Alpi Marittime, nel Cuneese e sul versante francese.","cybaeus_vignai.jpg","2020-12-23 09:01:23","2022-01-20 13:33:00","","enricolana","ARACHNIDA ","Cybaeus","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Marcello Brignoli (1942-1986)","PI1166","","","","302" "116","","Amaurobius ferox (Walckenaer, 1825)","ARANEAE","AMAUROBIIDAE","Specie spesso presente in cavità artificiali, nella zona liminare delle grotte e nella lettiera delle foreste ombrose. Molto comune in Italia e presente anche in Europa settentrionale.","Amaurobius_ferox.jpg","2020-12-23 09:15:06","2022-01-20 13:32:56","","enricolana","ARACHNIDA ","Amaurobius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Charles Athanase Walckenaer (1771-1852)","","","","","300" "117","","Liocranum rupicola (Walckenaer, 1825)","ARANEAE","LIOCRANIDAE","Specie a distribuzione europea largamente diffusa in Italia; per le sue abitudini detriticolo-lapidicole è frequentemente presente nella zona liminare delle cavità sotterranee e nella lettiera dei boschi ombrosi.","liocranum_rupicola.jpg","2020-12-23 09:19:21","2022-01-20 13:32:52","","enricolana","ARACHNIDA ","Liocranum","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Charles Athanase Walckenaer (1771-1852) ","","","","","298" "237","","Ixodes vespertilionis C.L. Koch, 1844","ACARI IXODIDA","IXODIDAE","Si tratta di una zecca che parassita i chirotteri appartenenti alle famiglie dei rinolofidi e vespertilionidi. Le femmine e i giovani si trovano sui chirotteri in primavera, mentre i maschi sono frequentemente presenti sulle pareti delle cavità ipogee in inverno. Ixodes vespertilionis C.L. Koch, 1844 è presente in Europa, Asia e Africa","Ixodes_vespertilionis.jpg","2021-01-16 16:03:27","2022-01-20 13:32:48","","enricolana","ARACHNIDA ","Ixodes ","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carl Ludwig Koch (1778-1857) ","","","","","296" "221","","Foveacheles proxima Zacharda, 2000","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Foveacheles proxima Zacharda, 2000 è presente in Valle Tanaro.","Foveacheles_proxima.jpg","2021-01-16 12:16:11","2022-01-20 13:32:44","","enricolana","ARACHNIDA ","Foveacheles","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Miloslav Zacharda (Praga) ","","","","","294" "222","","Foveacheles thaleri Zacharda 2010","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Foveacheles thaleri Zacharda 2010 è presente nelle Alpi Cozie.","Foveacheles_thaleri.jpg","2021-01-16 12:18:58","2022-01-20 13:32:40","","enricolana","ARACHNIDA ","Foveacheles","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Miloslav Zacharda (Praga) ","","","","","292" "226","","Poecilophysis pratensis (Koch, 1835)","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Poecilophysis pratensis (Koch, 1835) ha diffusione europea.","Poecilophysis_pratensis.jpg","2021-01-16 12:52:16","2022-01-20 13:32:37","","enricolana","ARACHNIDA ","Poecilophysis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna"," Carl Ludwig Koch (1778-1857) ","","","","","290" "227","","Poecilophysis pseudoreflexa Zacharda 1980","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Poecilophysis pseudoreflexa Zacharda 1980 ha diffusione europea.","Poecilophysis_pseudoreflexa.jpg","2021-01-16 13:00:37","2022-01-20 13:32:33","","enricolana","ARACHNIDA ","Poecilophysis","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Miloslav Zacharda (Praga) ","","","","","288" "228","","Poecilophysis spelaea (Wankel, 1861)","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Poecilophysis spelaea (Wankel, 1861) ha diffusione europea.","Poecilophysis_spelaea.jpg","2021-01-16 13:18:15","2022-01-20 13:32:29","","enricolana","ARACHNIDA ","Poecilophysis","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Heinrich Wankel (1821-1897) ","","","","","286" "224","","Rhagidia diversicolor (Koch, 1838)","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Rhagidia diversicolor (Koch, 1838) ha diffusione europea.","Rhagidia_diversicolor.jpg","2021-01-16 12:31:10","2022-01-20 13:32:25","","enricolana","ARACHNIDA ","Rhagidia","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carl Ludwig Koch (1778-1857)","","","","","284" "225","","Rhagidia gigas (Canestrini, 1886)","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Rhagidia gigas (Canestrini, 1886) ha diffusione europea.","Rhagidia_gigas.jpg","2021-01-16 12:47:15","2022-01-20 13:32:22","","enricolana","ARACHNIDA ","Rhagidia","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Giovanni Canestrini (1835-1900)","","","","","282" "223","","Traegaardhia subterranea Zacharda, 2010","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Traegaardhia subterranea Zacharda, 2010 è diffusa sull'arco alpino, in particolare nella zona prealpina orientale.","Traegaardhia_subterranea.jpg","2021-01-16 12:24:06","2022-01-20 13:31:21","","enricolana","ARACHNIDA ","Traegaardhia ","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Miloslav Zacharda (Praga)","","","","","280" "72","","Troglocheles lanai Zacharda, 2011","ACARI TROMBIDIFORMES","RHAGIDIIDAE","Gli Acari della famiglia dei Rhagidiidae sono molto interessanti per la loro distribuzione geografica in quanto si tratta di relitti glaciali criofili che hanno una diffusione e una diversificazione specifica notevole, soprattutto sulle montagne. Essi sono sopravvissuti alla periferia delle zone interessate delle ultime glaciazioni e hanno trovato nel sottosuolo il loro habitat ideale negli interglaciali restando intorno ai ghiacci che sono rimasti imprigionati nel sottosuolo. Sono aracnidi predatori di piccole dimensioni (corpo di 1,5÷2 mm) e la loro andatura velocissima e di direzione variabile permette loro di esplorare efficacemente l'ambiente circostante alla ricerca di prede. Troglocheles lanai Zacharda, 2011 è stato descritto su esemplari della grotta ""Baron Litron"" (PI1214, Valdieri, Cuneo), ma ne erano stati trovati precedentemente esemplari nell'Abisso Bacardi (PI873) e nella Grotta di Bossea (PI108); si tratta di un acaro predatore che cammina velocemente sul terreno, ma sovente lo si ritrova sulle pozze d'acqua ipogee dove rimane in una caratteristica posizione con le zampe anteriori protese in alto e in avanti. Tra gli acari della famiglia Rhagidiidae, i Troglocheles annoverano le specie maggiormente adattate alla vita sotterranea. Avendo un bell'aspetto specializzato, era finito sulla copertina dell'Atlante fotografico del 2001, dieci anni prima che fosse descritto. ","Troglocheles lanai.jpg","2020-11-28 13:43:33","2022-01-20 13:31:17","","enricolana","ARACHNIDA ","Troglocheles","davide","Troglocheles lanai_2_2.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Miloslav Zacharda (Praga)","","","","","278" "54","","Proasellus franciscoloi (Chappuis, 1955)","ISOPODA","ASELLIDAE","Crostacei stigobi frequenti nei fiumi sotterranei e nelle pozze di stillicidio delle grotte del Piemonte meridionale; questa specie, presente in torrenti e sorgenti ipogee, normalmente è presente sopra detriti organici vegetali in decomposizione. La femmina porta le uova tipicamente appese in un grappolo sotto l'addome. In questo genere le antenne sono normalmente di lunghezza diversa tra di loro ed il profilo è caratteristicamente appiattito. (Dim. reali del corpo: 6-7 mm). ","Proasellus franciscoloi.jpg","2020-11-14 21:25:54","2022-01-20 17:04:42","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Proasellus","davide","","STIGOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Pierre-Alfred Chappuis (1891-1960)","","","","","276" "57","","Alpioniscus feneriensis (Parona, 1880)","ISOPODA","TRICHONISCIDAE","Crostaceo terrestre che predilige ambienti decisamente umidi e vive su detriti vegetali. Descritto alla fine del XIX° secolo del del Buco della Bondaccia (PI2505) sul Monte Fenera (Valsesia), popola l'ambiente sotterraneo di gran parte del Piemonte Settentrionale e ne esistono anche popolazioni isolate nel Cuneese e in Liguria. Dimensioni reali: 7-8 mm. Fonte: Lana (2001).","Alpioniscus feneriensis.jpg","2020-11-14 22:08:17","2022-01-20 17:05:24","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Alpioniscus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Corrado Parona (1848-1922) ","","","","","274" "145","","Androniscus spp.","ISOPODA","TRICHONISCIDAE","Imparentato strettamente con altri generi di isopodi terrestri con appresentanti più adattati alla vita sotterranea come Alpioniscus e Trichoniscus, questo genere presenta occhi atrofici e colorazione dell'esoscheletro che va dal bianco latteo al giallo e al rosa acceso. In Piemonte ve ne sono popolazioni legate a sotterranei artificiali e a cavità della zona sud-orientale. In lombardia e verso le Venezie la specie più rappresentativa è Androniscus dentiger Verhoeff, 1908. ","Androniscus.jpg","2021-01-13 07:44:08","2022-01-20 17:05:29","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Androniscus","davide","Androniscus_2.jpg","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Valentina Balestra","w_fauna","","","","","","272" "56","","Trichoniscus voltai Arcangeli, 1948","ISOPODA","TRICHONISCIDAE","Crostaceo terrestre ben adattato alla vita in ambiente ipogeo. È un fitosaprofago elettivo e si trova su detriti di origine vegetale in decomposizione. Descritto a metà del secolo scorso della Grotta di Bossea (PI108), si spinge dalle parti prossime all'ingresso fino a oltre 1000 metri all'interno della cavità, sui residui delle vecchie scale di legno che erano state portate nei rami alti della cavità. È presente in numerose cavità del Piemonte meridionale. Dimensioni reali: 3-3,5 mm. Fonte: Lana (2001)","Trichoniscus_voltai.jpg","2020-11-14 21:51:32","2022-01-20 17:05:34","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Trichoniscus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Alceste Arcangeli (1880-1965)","","","","","270" "193","","Buddelundiella armata Silvestri, 1897","ISOPODA","BUDDELUNDIELLIDAE","Le Buddelundiella sono piccoli isopodi terrestri delle dimensioni di 3-4 mm che vivono in luoghi umidi e oscuri come la lettiera profonda delle foreste e quindi sono preadattati all'ambiente ipogeo. Essenzialmente fitosaprofagi, questi crostacei conservano ancora la capacità di appallottolarsi (volvazione) e portano sul dorso una serie di carenature molto caratteristiche con funzione difensiva, dato che presentano questa parte al predatore quando sono in volvazione, proteggendo le parti delicate ventrali. Buddelundiella armata Silvestri, 1897 è presente in Valle Tanaro.","Buddelundiella armata.jpg","2021-01-15 22:34:17","2022-01-20 17:05:40","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Buddelundiella","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Filippo Silvestri (1873-1949) ","","","","","268" "194","","Buddelundiella insubrica Verhoeff, 1938","ISOPODA","BUDDELUNDIELLIDAE","Le Buddelundiella sono piccoli isopodi terrestri delle dimensioni di 3-4 mm che vivono in luoghi umidi e oscuri come la lettiera profonda delle foreste e quindi sono preadattati all'ambiente ipogeo. Essenzialmente fitosaprofagi, questi crostacei conservano ancora la capacità di appallottolarsi (volvazione) e portano sul dorso una serie di carenature molto caratteristiche con funzione difensiva, dato che presentano questa parte al predatore quando sono in volvazione, proteggendo le parti delicate ventrali. Buddelundiella insubrica Verhoeff, 1938 è diffusa nell'arco alpino e presente nel Piemonte settentrionale.","Buddelundiella_insubrica.jpg","2021-01-15 22:36:42","2022-01-20 17:05:46","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Buddelundiella","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Karl Wilhelm Verhoeff (1867-1944) ","","","","","266" "55","","Buddelundiella zimmeri Verhoeff, 1930","ISOPODA","BUDDELUNDIELLIDAE","Le Buddelundiella sono piccoli isopodi terrestri delle dimensioni di 3-4 mm che vivono in luoghi umidi e oscuri come la lettiera profonda delle foreste e quindi sono preadattati all'ambiente ipogeo. Essenzialmente fitosaprofagi, questi crostacei conservano ancora la capacità di appallottolarsi (volvazione) e portano sul dorso una serie di carenature molto caratteristiche con funzione difensiva, dato che presentano questa parte al predatore quando sono in volvazione, proteggendo le parti delicate ventrali. Buddelundiella zimmeri Verhoeff, 1930 è presente nelle Alpi Liguri.","Buddelundiella zimmeri.jpg","2020-11-14 21:38:54","2022-01-20 17:05:52","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Buddelundiella","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Karl Wilhelm Verhoeff (1867-1944) ","","","","","264" "58","","Niphargus spp. ","AMPHIPODA","NIPHARGIDAE","Il genere Niphargus Schiødte, 1849 annovera piccoli crostacei (3-20 mm), solitamente ipogei, che vivono nelle falde acquifere sotterranee. Hanno il tipico aspetto dei gamberetti e sono diffusi in Eurasia, dalla Penisola Iberica a ovest e dalla Gran Bretagna a nord, sino all'Asia Minore e al Medio Oriente. L'Italia è per questo genere uno dei centri di maggiore biodiversità e Piemonte e Valle d'Aosta in particolare (e in generale le Alpi occidentali), con le loro numerose valli intensamente e variamente interessate dalle ultime glaciazioni, presentano una peculiare differenziazione delle specie per aspetto e specializzazione alla vita ipogea. Le popolazioni che abbiamo documentato nelle cavità sotterranee piemontesi e valdostane, variano da una pigmentazione più o meno accentuata con macule oculari evidenti fino a elementi molto specializzati depigmentati e anoftalmi con habitus slanciato e appendici molto allungate. Tutti questi reperti sono attualmente in studio da parte degli specialisti in quanto è necessaria una revisione del genere Niphargus su basi molecolari. Per altre foto che testimoniano la variabilità dell'aspetto di questi gamberetti, collegarsi al seguente indirizzo: https://www.facebook.com/biologiasotterraneapiemonte/posts/731839173835001","Niphargus sp.jpg","2020-11-17 15:42:56","2022-01-20 17:05:58","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Niphargus","davide","","STIGOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","262" "247","","Salentinella franciscoloi Ruffo, 1953","AMPHIPODA","SALENTINELLIDAE","Si tratta di piccoli crostacei (dim. 2 mm) che vivono nei tratti freatici delle sorgenti e da qui possono penetrare negli invasi ipogei che scorrono nelle cavità sotterranee, anche se il loro reale ambiente è il reticolo di fratture sommerse della roccia madre. Come altri anfipodi, sono detritivori. Salentinella franciscoloi Ruffo, 1953 è presente in Valle Tanaro.","Salentinella_franciscoloi.jpg","2021-01-16 22:30:36","2022-01-20 17:06:04","","enricolana","CRUSTACEA - MALACOSTRACA","Salentinella","davide","","STIGOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Sandro Ruffo (1915-2010)","","","","","260" "217","","Eupolybothrus fasciatus (Newport, 1845)","LITHOBIOMORPHA","LITHOBIIDAE","I Chilopoda, comunemente chiamati ""centopiedi"", annoverano un gran numero di specie con abitudini endogee, che vivono nella frazione più superficiale del suolo in ambiente forestale, specialmente in presenza di clasti (frammenti di roccia e sassi spigolosi) dove svolgono una importante funzione di controllo sulla popolazione di artropodi, essendo degli attivi predatori. Sono molti i chilopodi che si possono rinvenire nelle cavità sotterranee delle Alpi occidentali e numerose le specie appartenenti al genere Lithobius che preferiscono gli ambienti prossimi agli ingressi fra i sassi al suolo, adatti alla loro biologia, essendo sciafili e igrofili (amanti degli ambienti oscuri e umidi). Mentre i rappresentanti del genere Lithobius hanno dimensioni intorno ai 15-20 mm, gli Eupolybothrus possono arrivare ai 30-40 mm. Eupolybothrus fasciatus (Newport, 1845) è presente nelle Alpi Liguri e negli Appennini.","Eupolybothrus_fasciatus.jpg","2021-01-16 11:15:07","2022-01-20 12:55:15","","enricolana","CHILOPODA","Eupolybothrus ","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","George Newport (1803-1854)","","","","","258" "218","","Eupolybothrus longicornis (Risso, 1826)","LITHOBIOMORPHA","LITHOBIIDAE","I Chilopoda, comunemente chiamati ""centopiedi"", annoverano un gran numero di specie con abitudini endogee, che vivono nella frazione più superficiale del suolo in ambiente forestale, specialmente in presenza di clasti (frammenti di roccia e sassi spigolosi) dove svolgono una importante funzione di controllo sulla popolazione di artropodi, essendo degli attivi predatori. Sono molti i chilopodi che si possono rinvenire nelle cavità sotterranee delle Alpi occidentali e numerose le specie appartenenti al genere Lithobius che preferiscono gli ambienti prossimi agli ingressi fra i sassi al suolo, adatti alla loro biologia, essendo sciafili e igrofili (amanti degli ambienti oscuri e umidi). Mentre i rappresentanti del genere Lithobius hanno dimensioni intorno ai 15-20 mm, gli Eupolybothrus possono arrivare ai 30-40 mm. Eupolybothrus longicornis (Risso, 1826) è diffuso in Francia e Italia.","Eupolybothrus_longicornis.jpg","2021-01-16 11:29:59","2022-01-20 12:55:11","","enricolana","CHILOPODA","Eupolybothrus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Giuseppe Antonio Risso (1777-1845)","","","","","256" "219","","Eupolybothrus tridentinus (Fanzago, 1874)","LITHOBIOMORPHA","LITHOBIIDAE","I Chilopoda, comunemente chiamati ""centopiedi"", annoverano un gran numero di specie con abitudini endogee, che vivono nella frazione più superficiale del suolo in ambiente forestale, specialmente in presenza di clasti (frammenti di roccia e sassi spigolosi) dove svolgono una importante funzione di controllo sulla popolazione di artropodi, essendo degli attivi predatori. Sono molti i chilopodi che si possono rinvenire nelle cavità sotterranee delle Alpi occidentali e numerose le specie appartenenti al genere Lithobius che preferiscono gli ambienti prossimi agli ingressi fra i sassi al suolo, adatti alla loro biologia, essendo sciafili e igrofili (amanti degli ambienti oscuri e umidi). Mentre i rappresentanti del genere Lithobius hanno dimensioni intorno ai 15-20 mm, gli Eupolybothrus possono arrivare ai 30-40 mm. Eupolybothrus tridentinus (Fanzago, 1874) è diffuso lungo l'arco alpino dal Piemonte alle Venezie.","Eupolybothrus_tridentinus.jpg","2021-01-16 11:41:32","2022-01-20 12:55:08","","enricolana","CHILOPODA","Eupolybothrus ","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Filippo Fanzago (1852-1889) ","","","","","254" "268","","Eupolybothrus spp.","LITHOBIOMORPHA","LITHOBIIDAE","I Chilopoda, comunemente chiamati ""centopiedi"", annoverano un gran numero di specie con abitudini endogee, che vivono nella frazione più superficiale del suolo in ambiente forestale, specialmente in presenza di clasti (frammenti di roccia e sassi spigolosi) dove svolgono una importante funzione di controllo sulla popolazione di artropodi, essendo degli attivi predatori. Sono molti i chilopodi che si possono rinvenire nelle cavità sotterranee delle Alpi occidentali e numerose le specie appartenenti al genere Lithobius che preferiscono gli ambienti prossimi agli ingressi fra i sassi al suolo, adatti alla loro biologia, essendo sciafili e igrofili (amanti degli ambienti oscuri e umidi). Mentre i rappresentanti del genere Lithobius hanno dimensioni intorno ai 15-20 mm, gli Eupolybothrus possono arrivare ai 30-40 mm. Nelle caverne piemontesi sono storicamente state identificate alcune specie: Eupolybothrus fasciatus (Newport, 1845) (vedi scheda) Eupolybothrus excellens (Silvestri, 1894) Eupolybothrus grossipes (C.L. Koch, 1847) Eupolybothrus longicornis (Risso, 1826) (vedi scheda) Eupolybothrus tridentinus (Fanzago, 1874) (vedi scheda) I reperti non identificati potrebbero riferirsi a queste o ad altre da determinare.","Eupolybothrus_spp.jpg","2021-01-22 12:39:18","2022-01-20 12:55:04","","enricolana","CHILOPODA","Eupolybothrus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","252" "75","","Lithobius scotophilus Latzel, 1887","LITHOBIOMORPHA","LITHOBIIDAE","I Chilopoda, comunemente chiamati ""centopiedi"", annoverano un gran numero di specie con abitudini endogee, che vivono nella frazione più superficiale del suolo in ambiente forestale, specialmente in presenza di clasti (frammenti di roccia e sassi spigolosi) dove svolgono una importante funzione di controllo sulla popolazione di artropodi, essendo degli attivi predatori. Sono molti i chilopodi che si possono rinvenire nelle cavità sotterranee delle Alpi occidentali e numerose le specie appartenenti al genere Lithobius che preferiscono gli ambienti prossimi agli ingressi fra i sassi al suolo, adatti alla loro biologia, essendo sciafili e igrofili (amanti degli ambienti oscuri e umidi). Mentre i rappresentanti del genere Lithobius hanno dimensioni intorno ai 15-20 mm, gli Eupolybothrus possono arrivare ai 30-40 mm. Lithobius scotophilus Latzel, 1887 è una specie di chilopode fra le più adattate alla vita sotterranea nelle nostre regioni; presenta tipicamente 15 paia di zampe (come tutti i litobiomorfi), è cieco e depigmentato, ha antenne relativamente lunghe e si rinviene solitamente in zone profonde. Venne descritto da Robert Latzel nel 1885 in un'appendice a un articolo di Raffaello Gestro sui trechini delle Alpi Liguri; gli esemplari su cui è stato descritto provenivano dalla Grotta dell'Orso di Ponte di Nava o Caverna del Poggio (PI118). ","Lithobius_scotophilus.jpg","2020-12-02 20:35:18","2022-01-20 12:54:59","","enricolana","CHILOPODA","Lithobius","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Robert Latzel (1845-1919) ","PI108,PI118","","","","250" "220","","Lithobius spp. ","LITHOBIOMORPHA","LITHOBIIDAE","I Chilopoda, comunemente chiamati ""centopiedi"", annoverano un gran numero di specie con abitudini endogee, che vivono nella frazione più superficiale del suolo in ambiente forestale, specialmente in presenza di clasti (frammenti di roccia e sassi spigolosi) dove svolgono una importante funzione di controllo sulla popolazione di artropodi, essendo degli attivi predatori. Sono molti i chilopodi che si possono rinvenire nelle cavità sotterranee delle Alpi occidentali e numerose le specie appartenenti al genere Lithobius che preferiscono gli ambienti prossimi agli ingressi fra i sassi al suolo, adatti alla loro biologia, essendo sciafili e igrofili (amanti degli ambienti oscuri e umidi). I rappresentanti del genere Lithobius hanno dimensioni intorno ai 15-20 mm. Specie di Lithobius segnalate nelle cavità piemontesi: Lithobius agilis C.L. Koch, 1847: Lithobius forficatus (Linnaeus, 1758): Lithobius lucifugus L. Koch, 1862: Lithobius macilentus L. Koch, 1862: Lithobius microps Meinert, 1868: Lithobius pellicensis Verhoeff, 1935: Lithobius piceus L. Koch, 1862: Lithobius piceus verhoeffi Demange, 1958. Lithobius pilicornis Newport, 1844: Lithobius punctulatus C.L. Koch, 1847 Lithobius scotophilus Latzel, 1887 (vedi scheda) Lithobius tricuspis Meinert, 1872. Lithobius troglodytes Latzel, 1886. Lithobius tylopus Latzel, 1882.","Lithobius.jpg","2021-01-16 11:55:53","2022-01-20 12:54:56","","enricolana","CHILOPODA","Lithobius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","248" "239","","Lophoproctus spp. ","POLYXENIDA","POLYXENIDAE","I polixenidi sono diplopodi arcaici che presentano un aspetto peculiare, ornati da verticilli di setole di cui quello caudale è più grande e fitto. Sono abitanti caratteristici delle lettiere umide. È stato verificato che le setole sono labilmente fissate al corpo e munite di uncini e costituiscono una valida difesa contro i predatori. Fitosaprofagi elettivi, in ambiente ipogeo sono relativamente rari.","Lophoproctus_1.jpg","2021-01-16 16:29:37","2022-01-20 12:54:51","","enricolana","DIPLOPODA","Lophoproctus","davide","Lophoproctus_2.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","","","","","","246" "231","","Glomeris inferorum Latzel, 1889","GLOMERIDA","GLOMERIDAE","I diplopodi della famiglia dei glomeridi hanno un corpo compatto, piuttosto corto e hanno sviluppato in massimo grado l'atteggiamento difensivo della volvazione, in modo da esporre ai predatori solo la parte dorsale chitinizzata e resistente e proteggere la parte ventrale. In Piemonte sono presenti specie con notevoli adattamenti alla vita sotterranea, piuttosto rare, con occhi atrofici e depigmentate come Glomeris inferorum e numerose altre specie legate alla lettiera delle foreste con pochi adattamenti esteriori, vivacemente pigmentate, ma igrofile e sciafile che si ritrovano solitamente all'ingresso delle cavità ipogee dove penetrano con la lettiera. Glomeris inferorum Latzel, 1889 è localizzato nelle Alpi Liguri.","Glomeris_inferorum.jpg","2021-01-16 14:36:08","2022-01-20 12:54:47","","enricolana","DIPLOPODA","Glomeris","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Robert Latzel (1845-1919) ","","","","","244" "232","","Glomeris spp.","GLOMERIDA","GLOMERIDAE","I diplopodi della famiglia dei glomeridi hanno un corpo compatto, piuttosto corto e hanno sviluppato in massimo grado l'atteggiamento difensivo della volvazione, in modo da esporre ai predatori solo la parte dorsale chitinizzata e resistente e proteggere la parte ventrale. In Piemonte sono presenti specie con notevoli adattamenti alla vita sotterranea, piuttosto rare, con occhi atrofici e depigmentate come Glomeris inferorum e numerose altre specie legate alla lettiera delle foreste con pochi adattamenti esteriori, vivacemente pigmentate, ma igrofile e sciafile che si ritrovano solitamente all'ingresso delle cavità ipogee dove penetrano con la lettiera. Molte specie di Glomeris hanno distribuzione Europea.","Glomeris_pigm.jpg","2021-01-16 14:40:39","2022-01-20 12:54:42","","enricolana","DIPLOPODA","Glomeris","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","242" "249","","Trachysphaera spp. ","GLOMERIDA","TRACHYSPHAERIDAE","Sono piccoli diplopodi di 4-5 mm di lunghezza di colore candido con caratteristiche bande trasversali. Sono praticamente ciechi, igrofili, sciafili e detritivori, vivono nella lettiera profonda delle foreste da cui penetrano nelle parti iniziali delle cavità sotterranee, specialmente quelle con l'ingresso conformato a pozzo in cui cade la lettiera dei boschi soprastanti. Come altri glomeridi si possono appallottolare per difendersi dai predatori (volvazione). ","Trachysphaera.jpg","2021-01-16 22:49:39","2022-01-20 12:54:39","","enricolana","DIPLOPODA","Trachysphaera ","davide","trachy_app.jpg","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","","","","","","240" "206","","Callipus foetidissimus (Savi, 1819)","CALLIPODIDA","CALLIPODIDAE","Si tratta di un diplopode di notevoli dimensioni, anche superiori ai 50 mm. Detritivoro e saprofago, è spesso presente in ambiente sotterraneo e, se disturbato, emette dalle giunture dei segmenti corporei un liquido lattiginoso dall'odore nauseabondo con funzione repellente. Callipus foetidissimus (Savi, 1819) è diffuso nell'Italia centro-settentrionale.","Callipus foetidissimus.jpg","2021-01-16 00:26:06","2022-01-20 12:54:35","","enricolana","DIPLOPODA","Callipus ","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paolo Savi (1798-1871) ","","","","","238" "200","","Crossosoma casalei Strasser, 1979","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Crossosoma casalei Strasser, 1979 è presente in Valle Grana.","Crossosoma_casalei.jpg","2021-01-15 23:30:37","2022-01-20 12:53:24","","enricolana","DIPLOPODA","Crossosoma ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Strasser (1903-1981) ","","","","","236" "78","","Crossosoma cavernicola (Manfredi, 1951)","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Crossosoma cavernicola (Manfredi, 1951) è presente sul massiccio del Marguareis e zone limitrofe.","Crossosoma_cavernicola.jpg","2020-12-08 15:16:23","2022-01-20 12:53:21","","enricolana","DIPLOPODA","Crossosoma ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paola Manfredi (1889-1989) ","","","","","234" "199","","Crossosoma fossum Strasser, 1979","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Crossosoma fossum Strasser, 1979 è presente in Valle Pellice.","Crossosoma_fossum.jpg","2021-01-15 23:27:35","2022-01-20 12:53:17","","enricolana","DIPLOPODA","Crossosoma ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Strasser (1903-1981) ","","","","","232" "198","","Crossosoma mauriesi Strasser, 1970","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Crossosoma mauriesi Strasser, 1970 è presente in Valle Grana.","Crossosoma_mauriesi.jpg","2021-01-15 23:23:43","2022-01-20 12:53:13","","enricolana","DIPLOPODA","Crossosoma ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Strasser (1903-1981) ","","","","","230" "197","","Crossosoma phantasma Strasser, 1970","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Crossosoma phantasma Strasser, 1970 è presente in Valle Stura di Demonte.","Crossosoma_phantasma.jpg","2021-01-15 23:21:10","2022-01-20 12:53:10","","enricolana","DIPLOPODA","Crossosoma ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Strasser (1903-1981) ","","","","","228" "79","","Crossosoma semipes Strasser, 1958","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Crossosoma semipes Strasser, 1958 è presente in Valle Po.","Crossosoma_semipes.jpg","2020-12-08 15:29:58","2022-01-20 12:53:07","","enricolana","ARACHNIDA ","Crossosoma","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Strasser (1903-1981) ","","","","","226" "208","","Oroposoma emiliae Manfredi, 1953","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Oroposoma emiliae Manfredi, 1953 è presente in Valsesia.","Oroposoma_emiliae.jpg","2021-01-16 08:35:16","2022-01-20 12:53:03","","enricolana","DIPLOPODA","Oroposoma ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Paola Manfredi (1889-1989) ","","","","","224" "77","","Plectogona angustum (Latzel, 1887)","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Plectogona angustum (Latzel, 1887 è presente nella Valle Tanaro.","Plectogona_angustum.jpg","2020-12-06 14:25:22","2022-01-20 12:52:59","","enricolana","DIPLOPODA","Plectogona","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Robert Latzel (1845-1919) ","","","","","222" "196","","Plectogona morisii (Strasser, 1975)","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Plectogona morisii (Strasser, 1975) è presente in Valle Casotto.","Plectogona_morisii.jpg","2021-01-15 23:16:59","2022-01-20 12:52:56","","enricolana","DIPLOPODA","Plectogona ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","","","w_fauna","Carlo Strasser (1903-1981) ","","","","","220" "76","","Plectogona sanfilippoi (Manfredi, 1956)","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Di Plectogona sanfilippoi (Manfredi, 1956) sono state descritte tre sottospecie oltre a quella tipica: P. s. bosseae, P. s. dronerae, P. s. digheae. Plectogona sanfilippoi è stato dichiarato ""Animale di grotta dell'Anno 2020"" per l'Italia, a seguito di una iniziativa creata dalla Federazione Speleologica Tedesca, a cui ha aderito anche la Società Speleologica Italiana (SSI). L'associazione ""Biologia Sotterranea Piemonte – Gruppo di Ricerca"" è stata coinvolta nell'iniziativa e ha prodotto testi, materiali e una serie di webinar online sull'argomento che sono visionabili ai seguenti indirizzi: https://animalidigrotta.speleo.it/plectogona-sanfilippoi/ https://www.youtube.com/watch?v=vlmO3mgGXto&feature=youtu.be&fbclid=IwAR28GBQTiqzHQ0toXB60Nb0JfYg_dOcJxQWO_815jRDbVelygWoL-GMX-Rk ","Plectogona sanfilippoi.jpg","2020-12-03 18:31:19","2022-01-20 12:52:52","","enricolana","DIPLOPODA","Plectogona","davide","adg_2020.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Valentina Balestra","w_fauna","Paola Manfredi (1889-1989) ","","","","","218" "195","","Plectogona vignai (Strasser, 1970)","CHORDEUMATIDA","CRASPEDOSOMATIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Chordeumatida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati dai generi Crossosoma, Plectogona e Litogona. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Craspedosomatidae sono saprofaghe ad ampio spettro e si nutrono di detriti di origine vegetale e animale in decomposizione; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Plectogona vignai (Strasser, 1970) è presente nelle Valli Gesso, Vermenagna, Pesio fino al Marguareis. ","Plectogona_vignai.jpg","2021-01-15 23:13:53","2022-01-20 12:52:48","","enricolana","DIPLOPODA","Plectogona ","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carlo Strasser (1903-1981) ","","","","","216" "80","","Polydesmus troglobius Latzel, 1889","POLYDESMIDA","POLYDESMIDAE","I Diplopoda sono una delle classi di artropodi più antiche, fra i primi colonizzatori della terraferma e sono comunemente conosciuti come ""millepiedi"". Sono caratterizzati da un corpo allungato con alcune decine di segmenti ognuno dei quali è munito di due paia di zampe. Annoverano rappresentanti fra i meglio adattati alla vita in ambiente sotterraneo profondo; i Polydesmida sono fra questi e nelle Alpi occidentali sono rappresentati essenzialmente dal genere Polydesmus. Una caratteristica di questi diplopodi è il movimento ""metacronale"" delle zampe che si muovono secondo onde di impulsi progressivi dal capo verso la parte posteriore o viceversa, a seconda del senso di marcia. Tutte le specie della famiglia Polydesmidae sono saprofaghe e si nutrono principalmente di detriti di origine vegetale in decomposizione, ma anche animale; possono arrivare a più di 20 mm di lunghezza. Polydesmus troglobius Latzel, 1889 è presente in cavità delle Alpi Liguri.","Polydesmus troglobius.jpg","2020-12-09 13:49:55","2022-01-20 12:52:45","","enricolana","DIPLOPODA","Polydesmus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Robert Latzel (1845-1919) ","","","","","214" "243","","Polydesmus spp. ","POLYDESMIDA","POLYDESMIDAE","Indichiamo con Polydesmus spp. tutta una serie di diplopodi polidesmidi di medio-bassa specializzazione all'ambiente sotterraneo: di colore rosa-rosso testaceo, sono relativamente frequenti nella lettiera dei boschi e di conseguenza sono spesso presenti nelle parti iniziali delle cavità sotterranee. Sono igrofili, sciafili e detritivori, hanno occhi ridotti e dimensioni fino a 20-30 mm. La sistematica di queste specie è in via di definizione.","Polydesmus_sp.jpg","2021-01-16 21:30:50","2022-01-20 13:51:46","","enricolana","DIPLOPODA","Polydesmus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","212" "254","","Arrhopalites spp. ","COLLEMBOLA","ARRHOPALITIDAE","I collemboli sono esapodi primitivi legati alla lettiera delle foreste che sono diffusi in tutto il mondo e sono saprofagi detritivori; alcune famiglie, come gli entomobridi e i tomoceridi hanno nella parte posteriore del corpo un apparato (furca), ripiegato a riposo sotto l'addome, che permette loro di spiccare salti notevoli per sfuggire ai predatori. La loro natura sciafila e igrofila permette loro di esser presenti nelle cavità sotterranee in presenza di sostanze organiche in decomposizione, talvolta anche a relativa profondità, ma solitamente nelle zone prossime agli ingressi. Alcune specie presentano anche un certo grado di adattamento alla vita sotterranea, come gli entomobridi Pseudosinella alpina Gisin & Gama, 1970 e Pseudosinella feneriensis Gisin, 1962 o l'onichiuride Argonychiurus lenticularius (Gisin, 1962) presenti sul territorio piemontese. Il genere Arrhopalites raggruppa specie con corpo globoso e di colore solitamente giallo o aranciato con andatura lenta e con apparato adatto al salto; sono di solito presenti su legno fradicio e sulle raccolte d'acqua ipogee dove si nutrono dei resti di artropodi annegati.","arrhopalites.jpg","2021-01-17 11:17:04","2022-01-20 17:06:48","","enricolana","HEXAPODA - ENTOGNATHA","Arrhopalites","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","210" "253","","Onychiurus spp. ","COLLEMBOLA","ONYCHIURYDAE","I collemboli sono esapodi primitivi legati alla lettiera delle foreste che sono diffusi in tutto il mondo e sono saprofagi detritivori; alcune famiglie, come gli entomobridi e i tomoceridi hanno nella parte posteriore del corpo un apparato (furca), ripiegato a riposo sotto l'addome, che permette loro di spiccare salti notevoli per sfuggire ai predatori. La loro natura sciafila e igrofila permette loro di esser presenti nelle cavità sotterranee in presenza di sostanze organiche in decomposizione, talvolta anche a relativa profondità, ma solitamente nelle zone prossime agli ingressi. Alcune specie presentano anche un certo grado di adattamento alla vita sotterranea, come gli entomobridi Pseudosinella alpina Gisin & Gama, 1970 e Pseudosinella feneriensis Gisin, 1962 o l'onichiuride Argonychiurus lenticularius (Gisin, 1962) presenti sul territorio piemontese. Il genere Onychiurus raggruppa specie di colore bianco o chiaro con andatura lenta e senza apparato adatto al salto; sono di solito presenti su legno fradicio e sulle raccolte d'acqua ipogee dove si nutrono dei resti di artropodi annegati.","onychiuridae.jpg","2021-01-17 11:10:27","2022-01-20 17:07:18","","enricolana","HEXAPODA - ENTOGNATHA","Onychiurus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","208" "256","","Pseudosinella alpina Gisin, 1950","COLLEMBOLA","ENTOMOBRYIDAE","I collemboli sono esapodi primitivi legati alla lettiera delle foreste che sono diffusi in tutto il mondo e sono saprofagi detritivori; alcune famiglie, come gli entomobridi e i tomoceridi hanno nella parte posteriore del corpo un apparato (furca), ripiegato a riposo sotto l'addome, che permette loro di spiccare salti notevoli per sfuggire ai predatori. La loro natura sciafila e igrofila permette loro di esser presenti nelle cavità sotterranee in presenza di sostanze organiche in decomposizione, talvolta anche a relativa profondità, ma solitamente nelle zone prossime agli ingressi. Alcune specie presentano anche un certo grado di adattamento alla vita sotterranea, come gli entomobridi Pseudosinella alpina Gisin, 1950 e Pseudosinella feneriensis Gisin, 1962 o l'onichiuride Argonychiurus lenticularius (Gisin, 1962) presenti sul territorio piemontese. La famiglia Entomobryidae raggruppa specie con corpo allungato e di colore vario dal bruno scuro al bianco con andatura veloce e con apparato adatto al salto; di solito sono presenti su legno fradicio, sul terreno e sulle raccolte d'acqua ipogee dove si nutrono dei resti di artropodi annegati. Pseudosinella alpina Gisin, 1950 è presente nelle Alpi Liguri.","Pseudosinella_alpina.jpg","2021-01-17 11:31:51","2022-01-20 17:07:23","","enricolana","HEXAPODA - ENTOGNATHA","Pseudosinella","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Hermann Gisin (1917-1967) ","","","","","206" "255","","Tomocerus spp. ","COLLEMBOLA","TOMOCERIDAE","I collemboli sono esapodi primitivi legati alla lettiera delle foreste che sono diffusi in tutto il mondo e sono saprofagi detritivori; alcune famiglie, come gli entomobridi e i tomoceridi hanno nella parte posteriore del corpo un apparato (furca), ripiegato a riposo sotto l'addome, che permette loro di spiccare salti notevoli per sfuggire ai predatori. La loro natura sciafila e igrofila permette loro di esser presenti nelle cavità sotterranee in presenza di sostanze organiche in decomposizione, talvolta anche a relativa profondità, ma solitamente nelle zone prossime agli ingressi. Alcune specie presentano anche un certo grado di adattamento alla vita sotterranea, come gli entomobridi Pseudosinella alpina Gisin & Gama, 1970 e Pseudosinella feneriensis Gisin, 1962 o l'onichiuride Argonychiurus lenticularius (Gisin, 1962) presenti sul territorio piemontese. Il genere Tomocerus raggruppa specie con corpo allungato e di colore solitamente grigio metallico con andatura veloce e con apparato adatto al salto; sono di solito presenti su legno fradicio o sul terreno. La specie più comune è Tomocerus minor (Lubbock, 1862).","Tomocerus.jpg","2021-01-17 11:25:36","2022-01-20 17:07:28","","enricolana","HEXAPODA - ENTOGNATHA","Tomocerus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","204" "210","","Campodea spp. ","DIPLURA","CAMPODEIDAE","I dipluri sono caratterizzati da antenne più o meno lunghe e da un paio di cerci caudali muniti di setole e di lunghezza variabile; nei japigidi è presente una pinza caudale. I campodeidi sono una famiglia di dipluri diffusa in tutto il mondo con abitudini sciafile e igrofile, molto comuni nella lettiera profonda delle foreste dove si trattengono sulla superficie di sassi interrati. Vi sono specie con differente grado di adattamento alla vita sotterranea, generalmente con occhi atrofici o assenti e colorazioni variabili dal rosa al giallino e al bianco; la lunghezza di antenne e cerci caudali è maggiore nelle specie più adattate all'ambiente ipogeo che sono presenti con relativa frequenza nelle cavità sotterranee. La lunghezza del corpo è di solito inferiore ai 10 mm.","Campodea.jpg","2021-01-16 08:57:48","2022-01-20 17:07:33","","enricolana","HEXAPODA - ENTOGNATHA","Campodea","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","202" "211","","Metajapyx spp. ","DIPLURA","JAPYGIDAE","I japigidi sono una famiglia di dipluri diffusa in tutto il mondo con abitudini sciafile e igrofile, che a differenza dei campodeidi, hanno una robusta pinza al posto dei cerci caudali. Vivono nella lettiera delle foreste; gli occhi sono atrofici o assenti, il colore bianco latteo con pinze bruno-rossastre; le antenne sono solitamente relativamente lunghe e questi esapodi si rinvengono talvolta nelle cavità sotterranee. La lunghezza del corpo è intorno al centimetro o poco più.","Metajapyx.jpg","2021-01-16 09:20:27","2022-01-20 17:07:39","","enricolana","HEXAPODA - ENTOGNATHA","Metajapyx","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","200" "240","","Machilis spp. ","MICROCORYPHIA","MACHILIDAE","I machilidi sono un gruppo di insetti primitivi che vivono nella lettiera di boschi e nelle crepe delle rocce superficiali; igrofili e lucifugi, cercano riparo in ambiente sotterraneo per superare la stagione fredda e le condizioni metereologiche avverse. Tra i loro meccanismi di difesa vi è la possibilità di spiccare dei salti per sfuggire ai predatori. ","Machilis.jpg","2021-01-16 20:43:51","2022-01-20 17:18:05","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Machilis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","198" "50","","Dolichopoda azami Saulcy, 1893","ORTHOPTERA","RHAPHIDOPHORIDAE","Si tratta forse della specie più conosciuta da chi frequenta le cavità sotterranee della nostra regione: difatti, le cavallette troglofile frequentano con regolarità gli ambienti ipogei dove trascorro le ore diurne e la brutta stagione. Oltre alla riduzione degli occhi e all'allungamento delle appendici (a fronte di un corpo lungo circa 2 cm le antenne possono arrivare a circa 10 cm nei maschi) uno degli adattamenti alla vita ipogea è il cambiamento del regime alimentare: a differenza delle cavallette erbivore epigee, le Dolichopoda sono diventate carnivore predatrici. Nelle ore notturne escono dai sotterranei a sciami e predano attivamente qualunque artropode incontrino. Le popolazioni di cavallette troglofile del genere Dolichopoda del Piemonte sono state recentemente oggetto di una revisione cui abbiamo contribuito direttamente in collaborazione con l'Università ""La Sapienza"" di Roma. Una registrazione risalente agli anni '50 del secolo scorso segnalava la presenza di D. azami in una grotta della Valle Grana (Alpi Cozie) mentre su tutto il resto del territorio sarebbe stata presente solo D. ligustica. Indagini genetiche condotte su popolazioni provenienti da tutto il territorio regionale e dal locus typicus di D. azami (Grotte des Chauve-souris, Chateaudouble, Francia), hanno permesso di stabilire che in Piemonte esiste solo D. azami con tre sottospecie ben differenziate (D. azami azami, Saulcy, 1893, D. a. ligustica Baccetti & Capra, 1959 e D. a. septentrionalis D. a. ligustica Baccetti & Capra, 1959). ","Dolichopoda_vale.jpg","2020-11-13 08:44:08","2022-01-20 17:18:10","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Dolichopoda","davide","Dolichopoda2.jpg","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Valentina Balestra","Enrico Lana (maschio in forte sotterraneo)","w_fauna","Félicien Henry Caignart de Saulcy (1832-1912) ","","","","","196" "233","","Gryllomorpha dalmatina (Ocskay, 1832)","ORTHOPTERA","GRYLLIDAE","Questi grilli sono adattati a vivere nella lettiera dei boschi e nelle fratture delle rocce superficiali; sono abituati a vivere al buio e hanno occhi relativamente piccoli e antenne allungate. Queste caratteristiche permettono loro di vivere nelle zone prossime agli ingressi delle cavità sotterranee. Gryllomorpha dalmatina (Ocskay, 1832) ha una distribuzione mediterranea, incluso il Medio Oriente e il Nordafrica.","Gryllomorpha_dalmatina.jpg","2021-01-16 14:49:45","2022-01-20 17:18:16","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Gryllomorpha","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Franz Ocskay von Ocskö (1775-1851) ","","","","","194" "81","","Petaloptila andreinii Capra, 1937","ORTHOPTERA","GRYLLIDAE","Come le cavallette del genere Dolichopoda i grilli sotterranei hanno abitudini notturne e si possono trovare di giorno e durante lo svernamento nelle cavità sotterranee; frequentemente sono visibili le tane che questi insetti scavano nel depositi di argilla.","Petaloptila andreinii.jpg","2020-12-09 13:55:09","2022-01-20 17:18:20","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Petaloptila","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Felice Capra (1896-1991)","","","","","192" "250","","Trechus lepontinus Ganglbauer, 1891","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","Si tratta di un caratteristico carabide trechino presente nella lettiera profonda dei boschi del Piemonte settentrionale dove trova le condizioni di umidità e temperatura adatte alla sua biologia. Questo insetto è molto frequente agli ingressi delle cavità sotterranee dove caccia i piccoli artropodi che costituiscono le sue prede; ha dimensioni intorno ai 4 mm, presenta occhi ridotti e un certo grado di depigmentazione. Trechus lepontinus Ganglbauer, 1891 è presente in cavità delle Alpi Pennine, dove vicaria la presenza dei trechini più specializzati del genere Duvalius che sono presenti nel Piemonte meridionale e nella contigua Lombardia nord-occidentale.","Trechus_lepontinus.jpg","2021-01-16 23:02:04","2022-01-20 17:18:26","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Trechus","davide","Trechus_lepontinus_2.jpg","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Ludwig Ganglbauer (1856-1912) ","","","","","190" "201","","Doderotrechus casalei Vigna Taglianti, 1969","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Doderotrechus sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 5 mm. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. casalei, D. crissolensi, D. ghilianii ghilianii, D. ghilianii valpellicis, D. ghilianii sampoi, D. ghilianii isaiai. Doderotrechus casalei Vigna Taglianti, 1969 è presente in Valle Varaita e Valle Maira.","Doderotrechus_casalei1.jpg","2021-01-15 23:40:03","2022-01-20 17:18:47","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Doderotrechus","davide","Doderotrechus_casalei2.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna","Augusto Vigna Taglianti (1943-2019)","","","","","188" "205","","Doderotrechus crissolensis (Dodero, 1924) ","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Doderotrechus sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 5 mm. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. casalei, D. crissolensi, D. ghilianii ghilianii, D. ghilianii valpellicis, D. ghilianii sampoi, D. ghilianii isaiai. Doderotrechus crissolensis (Dodero, 1924) è presente nelle Alpi Cozie.","Doderotrechus_crissolensis.jpg","2021-01-16 00:08:09","2022-01-20 17:18:52","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Doderotrechus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna"," Agostino Dodero (1864-1937)","","","","","186" "204","","Doderotrechus ghilianii ghilianii (Fairmaire, 1859)","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Doderotrechus sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 5 mm. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. casalei, D. crissolensi, D. ghilianii ghilianii, D. ghilianii valpellicis, D. ghilianii sampoi, D. ghilianii isaiai. Doderotrechus ghilianii ghilianii (Fairmaire, 1859) è presente in Valle Po.","Doderotrechus_ghilianii_ghilianii.jpg","2021-01-15 23:55:17","2022-01-20 17:18:57","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Doderotrechus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Léon Marc Herminie Fairmaire (1820-1906) ","","","","","184" "202","","Doderotrechus ghilianii isaiai Casale & Giachino, 2008","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Doderotrechus sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 5 mm. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. casalei, D. crissolensi, D. ghilianii ghilianii, D. ghilianii valpellicis, D. ghilianii sampoi, D. ghilianii isaiai. Doderotrechus ghilianii isaiai Casale & Giachino, 2008 è presente in Valle Chisone e Valle Germanasca.","Doderotrechus_ghilianii_isaiai.jpg","2021-01-15 23:48:30","2022-01-20 17:19:02","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Doderotrechus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille Casale, Pier Mauro Giachino ","","","","","182" "203","","Doderotrechus ghilianii valpellicis Casale, 1980","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Doderotrechus sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 5 mm. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. casalei, D. crissolensi, D. ghilianii ghilianii, D. ghilianii valpellicis, D. ghilianii sampoi, D. ghilianii isaiai. Doderotrechus ghilianii valpellicis Casale, 1980 è presente in Valle Pellice.","Doderotrechus_ghilianii_valpelllicis.jpg","2021-01-15 23:51:46","2022-01-20 17:19:07","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Doderotrechus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille Casale ","","","","","180" "45","","Duvalius carantii (Sella, 1874)","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. chestai, D. gestroi cristianae, D. alexandrinus. Duvalius carantii (Sella, 1874) è diffuso in una vasta zona del Piemonte meridionale, dalla Valle Grana alla Valle Corsaglia. ","Duvalius carantii (Sella 1874).jpg","2020-09-23 09:48:23","2022-01-20 17:19:14","","enrico","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugenio Sella (1820-1882) ","PI105,PI121,PI122","","","","178" "128","","Duvalius chestai Casale, Giachino & Lana, 2019","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius chestai Casale, Giachino & Lana, 2019 è presente nella zona di Lisio (Valle Mongia).","Duvalius chestai.jpg","2021-01-05 09:38:00","2022-01-20 17:19:19","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille Casale, Pier Mauro Giachino, Enrico Lana ","PI599","","","","176" "49","","Duvalius gentilei (Gestro, 1885)","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius gentilei (Gestro, 1885) è presente in Valle Tanaro nel Piemonte meridionale.","Duvalius gentilei.jpg","2020-11-11 20:43:30","2022-01-20 17:21:33","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Lugi Ignazio Benedetto Raffaele Gestro (1845-1936) ","PI120","","","","174" "129","","Duvalius gestroi cristianae Casale, Giachino & Lana, 2019","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius gestroi cristianae Casale, Giachino & Lana, 2019 è presente nel Parco delle Capanne di Marcarolo, nell'Alessandrino.","Duvalius_gestroi_cristianae.jpg","2021-01-05 09:42:56","2022-01-20 17:21:29","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille Casale, Pier Mauro Giachino, Enrico Lana ","","","","","172" "130","","Duvalius lanai Casale & Giachino, 2010","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius lanai Casale & Giachino, 2010 è presente in Val Corsaglia nel Piemonte meridionale.","Duvalius lanai.jpg","2021-01-05 10:10:41","2022-01-20 17:21:41","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille casale, Pier Mauro Giachino ","PI3015","","","","170" "132","","Duvalius morisii Vigna Taglianti & Casale, 1973","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius morisii Vigna Taglianti & Casale, 1973 è presente in Valle Casotto nel Piemonte meridionale.","Duvalius morisii.jpg","2021-01-05 10:25:03","2022-01-20 17:21:46","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Augusto Vigna Taglianti (1943-2019), Achille Casale ","PI114","","","","168" "131","","Duvalius occitanus Casale & Vigna Taglianti, 1993","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius occitanus Casale & Vigna Taglianti, 1993 è presente in Valle Grana nel Piemonte centro-meridionale.","Duvalius_occitanus.jpg","2021-01-05 10:15:21","2022-01-20 17:21:51","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille Casale, Augusto Vigna Taglianti (1943-2019) ","","","","","166" "133","","Duvalius pecoudi Jeannel, 1937","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius pecoudi Jeannel, 1937 è presente dalla Valle Vermenagna alla Valle Tanaro nel Piemonte meridionale.","Duvalius_pecoudi.jpg","2021-01-05 10:35:04","2022-01-20 17:21:55","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","René Gabriel Jeannel (1879-1965) ","","","","","164" "134","","Duvalius vaccae (Gestro, 1885)","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","I coleotteri carabidi trechini appartenenti al genere Duvalius sono predatori abituali di piccoli artropodi in ambiente sotterraneo. Sono tutti depigmentati e ciechi e le dimensioni del loro corpo variano da 4 a 7 mm nelle Alpi occidentali. Le specie e sottospecie conosciute attualmente in Piemonte sono le seguenti: D. carantii, D. gentilei, D. pecoudi, D. iulianae, D. morisii, D. occitanus, D. clairi, D. vaccae, D. lanai, D. alexandrinus, D. chestai, D. gestroi cristianae. Duvalius vaccae (Gestro, 1885) è presente in Valle Vermenagna nel Piemonte meridionale.","Duvalius_vaccae.jpg","2021-01-05 10:38:26","2022-01-20 17:22:00","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Duvalius Delarouzée, 1859","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Luigi Ignazio Benedetto Raffaele Gestro (1845-1936)","","","","","162" "47","","Agostinia launi (Gestro, 1892)","COLEOPTERA","CARABIDAE - TRECHINAE - TRECHINI","Agostinia launi (Gestro, 1892) è il carabide trechino più specializzato alla vita ipogea nella nostra Regione. Scoperto nel 1892 dal Gestro nella Grotta delle Camoscere, presso la Certosa di Pesio, la specie venne da questi dedicata alla guida alpina Antonio Launo che l'accompagnò all'ingresso della grotta. È un endemita delle Alpi Marittime e Liguri con un'area di distribuzione limitata alla Valle Pesio e Massiccio del Monte Marguareis. ","Agostinia.jpg","2020-11-10 10:16:48","2022-01-20 17:22:04","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Agostinia","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Luigi Ignazio Benedetto Raffaele Gestro (1845-1936) ","","","","","160" "51","","Sphodropsis ghilianii (Schaum, 1858)","COLEOPTERA","CARABIDAE - PLATYNINAE - SPHODRINI","Sphodropsis ghilianii (Schaum, 1858) è un classico eutroglofilo, diffuso in tutto l'arco alpino occidentale, sia nelle cavità ipogee che in ambiente sotterraneo superficiale. Depigmentato, come i Trechini più specializzati (il colore bruno-rossiccio è quello naturale della chitina non pigmentata). Fin dagli stadi larvali è un predatore molto attivo e si trova all'apice della piramide ecologica insieme a pochi altri Artropodi, per quanto riguarda la parte non molto profonda delle cavità sotterranee. Come tutti gli insetti ipogei, quando sfarfalla dalla pupa, ha un colore molto chiaro che poi, gradualmente, si scurirà col passare del tempo. Dimensioni reali del corpo: ca. 15-18 mm. ","Sphodropsis_Vale.jpg","2020-11-14 13:22:03","2022-01-20 17:22:10","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Sphodropsis","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Valentina Balestra","","w_fauna","Hermann Rudolph Schaum (1819-1865) ","","","","","158" "64","","Laemostenus ginellae (Morisi, 1973)","COLEOPTERA","CARABIDAE - PLATYNINAE - SPHODRINI","Insetto carabide affine e parente prossimo di Sphodropsis ghilianii (Schaum, 1858), ma con adattamenti più blandi alla vita ipogea. Rispetto a Sphodropsis è pigmentato, come dimostrato dal colore scuro dell'esoscheletro, le antenne sono in proporzione leggermente più corte e anche gli occhi sono un po' più grandi. L. ginellae venne descritto dal biologo e speleologo Angelo Morisi di Cuneo, recentemente scomparso, su esemplari provenienti dall'ambiente sotterraneo delle faggete di Valmala (Valle Varaita, Alpi Cozie); è poi stato trovato in alcune cavità naturali nelle zone prossime all'ingresso sia verso l'esterno che verso l'interno. Le dimensioni del corpo arrivano a 15-16 mm.","Laemostenus_ginellae.jpg","2020-11-19 14:35:27","2022-01-20 17:22:15","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Laemostenus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Angelo Morisi (1943-2016) ","","","","","156" "238","","Laemostenus obtusus (Chaudoir, 1861)","COLEOPTERA","CARABIDAE - PLATYNINAE - SPHODRINI","Insetto carabide affine e parente prossimo di Sphodropsis ghilianii (Schaum, 1858), ma con adattamenti più blandi alla vita ipogea. Rispetto a Sphodropsis è pigmentato, come dimostrato dal colore scuro dell'esoscheletro, le antenne sono in proporzione leggermente più corte e anche gli occhi sono un po' più grandi. Laemostenus obtusus (Chaudoir, 1861) ha dimensioni del corpo che arrivano a 18 mm ed è presente nelle Alpi Marittime e Liguri.","Laemostenus_obtusus.jpg","2021-01-16 16:13:15","2022-01-20 17:22:20","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Laemostenus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Maximilien, baron de Chaudoir (1816-1881) ","","","","","154" "156","","Bathysciola casalei Giachino, 1988","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Bathysciola casalei Giachino, 1988 è presente nell'alta Valle Vermenagna.","Bathysciola casalei.jpg","2021-01-13 20:21:53","2022-01-20 17:22:24","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bathysciola","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Pier Mauro Giachino ","","","","","152" "155","","Bathysciola guedeli Jeannel, 1910","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Bathysciola guedeli Jeannel, 1910 è presente nella Valle Po.","Bathysciola guedeli.jpg","2021-01-13 20:20:39","2022-01-20 17:19:52","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bathysciola","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","René Gabriel Jeannel (1879-1965) ","PI1009","","","","150" "154","","Bathysciola monregalensis Giachino, 1988","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Bathysciola monregalensis Giachino, 1988 è presente nella Valle Casotto.","Bathysciola monregalensis.jpg","2021-01-13 20:17:09","2022-01-20 17:19:57","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bathysciola","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Pier Mauro Giachino ","PI114","","","","148" "149","","Reitteriola pumilio (Reitter, 1884) ","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Reitteriola pumilio (Reitter, 1884) è presente dalle Alpi Pennine alle Alpi Liguri e nell'Appennino settentrionale.","Reitteriola pumilio.jpg","2021-01-13 17:52:03","2022-01-20 17:20:01","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Reitteriola Giachino & Vailati, 2019","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Edmund Reitter (1845-1920)","","","","","146" "150","","Baudiola tarsalis (Kiesenwetter, 1861)","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Baudiola tarsalis (Kiesenwetter, 1861) è presente nelle Alpi Pennine.","Baudiola tarsalis.jpg","2021-01-13 17:55:23","2022-01-20 17:20:05","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Baudiola Giachino & Vailati, 2019","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Ernst August Hellmuth von Kiesenwetter (1820-1880) ","","","","","144" "153","","Canapiciella angeli (Jeannel, 1924)","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Canapiciella angeli (Jeannel, 1924) è presente nella bassa Valle Locana.","Canapiciella angeli.jpg","2021-01-13 17:59:19","2022-01-20 17:20:10","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Canapiciella Giachino & Vailati, 2019","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","René Gabriel Jeannel (1879-1965) ","","","","","142" "151","","Doderiola agostini (Jeannel, 1924) ","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Doderiola agostini (Jeannel, 1924) è presente nella zona di Oropa.","Doderiola agostini.jpg","2021-01-13 17:56:33","2022-01-20 17:20:14","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Doderiola Giachino & Vailati, 2019","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","René Gabriel Jeannel (1879-1965)","","","","","140" "152","","Rondolinia adelinae (Jeannel, 1934)","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Rondolinia adelinae (Jeannel, 1934) è presente nella Valsesia e bassa Valle Sessera.","Rondolinia adelinae.jpg","2021-01-13 17:57:35","2022-01-20 17:20:20","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Rondolinia Giachino & Vailati, 2019","davide","Rondolinia_adelinae.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Enrico Lana","w_fauna"," René Gabriel Jeannel (1879-1965) ","PI2503","","","","138" "241","","Parabathyscia dematteisi casalei Zoia, 1986","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Parabathyscia dematteisi casalei Zoia, 1986 è presente nella media Valle Varaita.","Parabathyscia_dematteisi_casalei.jpg","2021-01-16 21:13:57","2022-01-20 17:20:25","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Parabathyscia","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Stefano Zoia ","","","","","136" "87","","Parabathyscia dematteisi dematteisi Ronchetti & Pavan, 1953","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Parabathyscia dematteisi dematteisi Ronchetti & Pavan, 1953 è presente nella Valle Maria e bassa Valle Varaita.","Parabathyscia dematteisi dematteisi.jpg","2020-12-11 16:37:01","2022-01-20 17:20:30","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Parabathyscia","davide","Parabathyscia dematteisi_Vale.jpg","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","Valentina Balestra","w_fauna","Giovanni Ronchetti, Mario Pavan (1918-2003) ","","","","","134" "242","","Parabathyscia oodes (Jeannel, 1934)","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Parabathyscia oodes (Jeannel, 1934) è presente in Valle Po.","Parabathyscia_oodes.jpg","2021-01-16 21:21:40","2022-01-20 17:20:36","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Parabathyscia","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","René Gabriel Jeannel (1879-1965) ","","","","","132" "89","","Dellabeffaella olmii Casale, 1980","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali anno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Dellabeffaella olmii Casale, 1980 è diffusa nelle Valli Chisone, Pellice e Germanasca.","Dellabeffaella_olmii.jpg","2020-12-11 18:10:47","2022-01-20 17:20:45","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Dellabeffaella","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille Casale ","","","","","130" "88","","Dellabeffaella roccae (Capra, 1924)","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali anno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Dellabeffaella roccae (Capra, 1924) è presente nelle Valli di Lanzo, presso le Grotte del Pugnetto.","Dellabeffaella_roccae.jpg","2020-12-11 18:00:55","2022-01-20 17:20:49","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Dellabeffaella","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Felice Capra (1896-1991) ","","","","","128" "90","","Canavesiella lanai Giachino, 1993","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali anno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Canavesiella lanai Giachino, 1993 è presente in grotte della Valle Locana.","Canavesiella lanai.jpg","2020-12-11 18:19:19","2022-01-20 17:23:48","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Canavesiella","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Pier Mauro Giachino ","PI1593,PI1596","","","","126" "146","","Archeoboldoria doderona (Jeannel, 1924)","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Archeoboldoria doderona (Jeannel, 1924) è presente nella Valsesia, Valle Sessera e zona di Oropa.","Archeoboldoria doderona.jpg","2021-01-13 08:15:05","2022-01-20 17:23:53","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Archeoboldoria","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","René Gabriel Jeannel (1879-1965) ","","","","","124" "91","","Archeoboldoria lanai Giachino & Vailati, 1997","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Archeoboldoria lanai Giachino & Vailati, 1997 è presente nella bassa Valle della Dora Baltea (Valle d'Aosta).","Archeoboldoria_lanai.jpg","2020-12-11 18:25:56","2022-01-20 17:23:58","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Archeoboldoria","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Pier Mauro Giachino, Dante Vailati ","PI1605","","","","122" "147","","Archeoboldoria pascuttoi Giachino, Lana & Vailati, 2001","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Archeoboldoria pascuttoi Giachino, Lana & Vailati, 2001 è presente nella Valle Cervo.","Archeoboldoria pascuttoi.jpg","2021-01-13 08:44:15","2022-01-20 17:24:02","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Archeoboldoria","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Pier Mauro Giachino, Enrico Lana, Dante Vailati ","","","","","120" "148","","Archeoboldoria sturanii Casale & Giachino, 2010","COLEOPTERA","LEIODIDAE - CHOLEVINAE - LEPTODIRINI","I coleotteri leiodidi leptodirini sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei ciechi e depigmentati, a partire dal Leptodirus hochenwartii Schmidt, 1832 che venne descritto su esemplari della Grotta di Postumia ed è stato il primo insetto ""troglobio"" della storia. Hanno tutti un regime alimentare da saprofagi e si nutrono di sostanze organiche in decomposizione; sono le prede abituali dei carabidi trechini. Le specie delle Alpi occidentali hanno piccole dimensioni variabili da poco più di 1 mm a oltre 4 mm e hanno il corpo ricoperto di fini setole dorate. Nelle Alpi occidentali hanno numerosi rappresentanti appartenenti ai generi Bathysciola, Parabathyscia, Archeoboldoria, Dellabeffaella, Canavesiella e al nuovo genere Reitteriola, recentemente codificato insieme ad altri 6 nuovi generi, di cui 5 sono presenti in Piemonte (Reitteriola, Baudiola, Doderiola, Rondolinia, Canapiciella). Archeoboldoria sturanii Casale & Giachino, 2010 è presente nella Valle Chiusella.","Archeoboldoria sturanii.jpg","2021-01-13 09:03:00","2022-01-20 17:24:07","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Archeoboldoria","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Achille Casale, Pier Mauro Giachino ","","","","","118" "178","","Tropidamaurops carinatus (Baudi, 1875)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Tropidamaurops carinatus (Baudi, 1875) è un endemita piemontese presente nelle Alpi Graie. ","Tropidamaurops_carinatus.jpg","2021-01-15 13:23:22","2022-01-20 17:24:11","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Tropidamaurops","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Flaminio Baudi di Selve (1821-1901) ","","","","","116" "179","","Paramaurops alpinus (Dodero, 1900)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Paramaurops alpinus (Dodero, 1900) è un endemita piemontese presente nelle Alpi Cozie. ","Paramaurops_alpinus.jpg","2021-01-15 13:28:32","2022-01-20 17:11:33","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Paramaurops","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Agostino Dodero (1864-1937) ","","","","","114" "181","","Paramaurops lanai Poggi, 2014","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Paramaurops lanai Poggi, 2014 è un endemita piemontese presente nelle Valli di Lanzo. ","Paramaurops_lanai.jpg","2021-01-15 13:44:13","2022-01-20 17:12:42","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Paramaurops","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Roberto Poggi (Genova) ","PI1757","","","","112" "180","","Paramaurops pirazzolii (Saulcy, 1874)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Paramaurops pirazzolii (Saulcy, 1874) è un endemita piemontese presente nelle Alpi Pennine. ","Paramaurops_pirazzolii.jpg","2021-01-15 13:34:09","2022-01-20 17:12:55","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Paramaurops","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Félicien Henry Caignart de Saulcy (1832-1912) ","","","","","110" "177","","Tychobythinus eludens Poggi, 2019","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Tychobythinus eludens Poggi, 2019 è un endemita piemontese presente in cavità delle Alpi Cozie e Liguri. L'epiteto specifico ""eludens"" si riferisce al fatto che ha eluso le ricerche nelle due cavità più indagate del Piemonte per 130 anni a cavallo di tre secoli.","Tychobythinus_eludens.jpg","2021-01-15 13:15:25","2022-01-20 17:13:06","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Tychobythinus","davide","","TROGLOBIO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Roberto Poggi (Genova) ","PI108,PI1010","","","","108" "175","","Glyphobythus vaccae (Dodero, 1900)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Glyphobythus vaccae (Dodero, 1900) è presente in Piemonte in Valle Tanaro e Pennavaira, ma è diffuso soprattutto in Liguria.","Glyphobythus vaccae.jpg","2021-01-15 12:48:47","2022-01-20 17:13:19","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Glyphobythus","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Agostino Dodero (1864-1937) ","","","","","106" "157","","Bryaxis alpestris (Dodero, 1900)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis alpestris (Dodero, 1900) è un endemita del Piemonte nord-occidentale presente in Valle Locana.","Bryaxis alpestris.jpg","2021-01-14 21:35:04","2022-01-20 17:13:30","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Agostino Dodero (1864-1937) ","","","","","104" "158","","Bryaxis brachati Besuchet, 1980","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis brachati Besuchet, 1980 è un endemita del Piemonte nord-occidentale presente nelle valli di Lanzo.","Bryaxis brachati.jpg","2021-01-14 21:45:15","2022-01-20 17:13:42","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Claude Besuchet (Svizzera) ","","","","","102" "159","","Bryaxis collaris (Baudi, 1859)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis collaris (Baudi, 1859) è diffuso nell'Europa centrale e presente in Italia nelle regioni centro-settentrionali.","Bryaxis collaris.jpg","2021-01-14 21:46:51","2022-01-20 17:13:51","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Flaminio Baudi di Selve (1821-1901) ","","","","","101" "160","","Bryaxis curtisii (Leach, 1817)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis curtisii (Leach, 1817) è diffuso in buona parte dell'Europa fino alla Scandinavia e in Italia è presente nelle regioni centro-settentrionali.","Bryaxis curtisii.jpg","2021-01-14 22:01:46","2022-01-20 17:14:22","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","William Elford Leach (1791-1836) ","","","","","100" "161","","Bryaxis gallicus (Reitter, 1887)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis gallicus (Reitter, 1887) è presente dalle Alpi Marittime (anche sul versante francese) alle Alpi Apuane.","Bryaxis gallicus.jpg","2021-01-14 22:07:41","2022-01-20 17:14:35","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Edmund Reitter (1845-1920) ","","","","","98" "162","","Bryaxis ganglbaueri (Stolz, 1917)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis ganglbaueri (Stolz, 1917) è un endemita piemontese presente dalla Valle Pellice alla Valle Varaita.","Bryaxis ganglbaueri.jpg","2021-01-14 22:20:56","2022-01-20 17:14:45","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Hamilkar Stolz (1867-1934)","","","","","96" "163","","Bryaxis grouvellei (Reitter, 1881)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis grouvellei (Reitter, 1881) è diffuso nell'Italia centro-settentrionale; nelle Alpi occidentali è presente nelle Alpi Cozie e Alpi Marittime italo-francesi.","Bryaxis grouvellei.jpg","2021-01-14 22:31:15","2022-01-20 17:14:55","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Edmund Reitter (1845-1920) ","","","","","94" "164","","Bryaxis lanai Poggi, 2019","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis lanai Poggi, 2019 è un endemita piemontese presente nella Valle Maira.","Bryaxis lanai.jpg","2021-01-14 22:38:41","2022-01-20 17:15:08","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Roberto Poggi (Genova) ","","","","","92" "165","","Bryaxis muscorum (Kiesenwetter, 1849)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis muscorum (Kiesenwetter, 1849) è diffuso lungo l'arco alpino dalla Lombardia alle Venezie e fino alla Slovenia e Croazia. Il nostro è il primo dato piemontese per questa specie e il più occidentale.","Bryaxis muscorum.jpg","2021-01-14 22:52:29","2022-01-20 17:15:18","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Ernst August Hellmuth von Kiesenwetter (1820-1880) ","","","","","90" "166","","Bryaxis pescaroloi Poggi, 1984","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis pescaroloi Poggi, 1984 è un endemita piemontese presente dalla Valsesia alla Valle Cervo.","Bryaxis pescaroloi.jpg","2021-01-14 22:59:04","2022-01-20 17:15:27","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Roberto Poggi (Genova) ","","","","","88" "167","","Bryaxis picteti (Tournier, 1859)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis picteti (Tournier, 1859) è diffuso in Francia, Svizzera, Tirolo e in tutta l'Italia peninsulare.","Bryaxis picteti.jpg","2021-01-14 23:05:52","2022-01-20 17:15:39","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Henri Tournier (1834–1904) ","","","","","86" "168","","Bryaxis sculpticornis (Guillebeau, 1891)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis sculpticornis (Guillebeau, 1891) è diffuso in Francia e nella parte settentrionale delle Alpi occidentali.","Bryaxis sculpticornis.jpg","2021-01-14 23:14:16","2022-01-20 17:15:49","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Francisque Guillebeau (1821–1897) ","","","","","84" "169","","Bryaxis tendensis Besuchet, 2002","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis tendensis Besuchet, 2002 è un endemita piemontese presente in Valle Vermenagna.","Bryaxis tendensis.jpg","2021-01-14 23:18:31","2022-01-20 17:15:58","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Claude Besuchet (Svizzera) ","","","","","82" "170","","Bryaxis ullrichii (Motschulsky, 1851)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Bryaxis ullrichii (Motschulsky, 1851) è diffuso nelle Alpi Marittime e Liguri fino alla Francia.","Bryaxis ullrichii.jpg","2021-01-14 23:25:38","2022-01-20 17:16:09","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Bryaxis","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Victor Ivanovich Motschulsky (1810-1871) ","","","","","81" "176","","Xenobythus serullazi (Peyerimhoff, 1901)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Xenobythus serullazi (Peyerimhoff, 1901) è presente in Piemonte in Valle Stura di Demonte, ma è stato descritto delle Alpi Marittime francesi dove è presente in alcune stazioni ipogee e di Ambiente Sotterraneo Superficiale. La segnalazione piemontese ha permesso di aggiungere un nuovo genere alla fauna italiana. ","Xenobythus_serullazi.jpg","2021-01-15 13:06:48","2022-01-20 17:16:17","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Xenobythus","davide","","EUTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","","Enrico Lana","w_fauna","Paul-Marie de Peyerimhoff de Fontenelle (1873-1957) ","","","","","80" "172","","Pselaphogenius cottianus (Dodero, 1919)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Pselaphogenius cottianus (Dodero, 1919) è un endemita piemontese presente nelle Alpi Cozie e Graie.","Pselaphogenius_cottianus.jpg","2021-01-15 10:54:58","2022-01-20 17:16:26","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Pselaphogenius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","","","w_fauna","Agostino Dodero (1864-1937) ","","","","","78" "173","","Pselaphogenius grajus (Dodero, 1919)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Pselaphogenius grajus (Dodero, 1919) è un endemita piemontese presente nelle Alpi Graie.","Pselaphogenius_grajus.jpg","2021-01-15 11:41:44","2022-01-20 17:16:36","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Pselaphogenius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Agostino Dodero (1864-1937) ","","","","","76" "174","","Pselaphogenius quadricostatus (Reitter, 1884)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Pselaphogenius quadricostatus (Reitter, 1884) è un endemita piemontese presente nelle Alpi Graie e Pennine.","Pselaphogenius quadricostatus.jpg","2021-01-15 11:48:39","2022-01-20 17:16:46","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Pselaphogenius","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Edmund Reitter (1845-1920) ","","","","","74" "171","","Pselaphostomus stussineri (Saulcy, 1881)","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Pselaphostomus stussineri (Saulcy, 1881) è diffuso in Francia e in Italia centro-settentrionale.","Pselaphostomus_stussineri_r.jpg","2021-01-15 10:32:38","2022-01-20 17:16:56","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Pselaphostomus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Félicien Henry Caignart de Saulcy (1832-1912) ","","","","","72" "192","","Claviger longicornis P.W. Müller, 1818","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - PSELAPHINAE","I coleotteri stafilinidi pselafini (ex famiglia Pselaphidae) sono un gruppo di insetti con molti rappresentanti sotterranei con adattamenti più o meno spiccati alla vita ipogea; anche se la loro biologia non è legata agli ambienti ipogei frequentati dall'uomo, le particolari condizioni ambientali che si vengono a generare intorno e nelle immediate vicinanze degli ingressi delle cavità sotterranee possono catalizzare la presenza di questi piccoli coleotteri predatori (dim. del corpo 1-3 mm per le specie presenti nella nostra regione). Alcune specie si possono trovare anche in profondità negli ipogei dove arrivano attraverso le fratture della roccia comunicanti con l'ambiente sotterraneo superficiale che è il loro habitat d'elezione. Nelle cavità piemontesi per molti decenni si sono avute solo sporadiche segnalazioni della presenza di pselafidi, ma nell'ultimo decennio, anche grazie a indagini accurate degli ambienti sotterranei, siamo arrivati ad alcune centinaia di ritrovamenti con la segnalazione di decine di specie di cui alcune nuove per la scienza. I rappresentanti più caratteristici degli pselafini nelle Alpi occidentali appartengono al genere Bryaxis, ma sono stati rinvenuti anche altri generi: Glyphobythus, Tychobythinus, Xenobythus, Paramaurops, Tropidamaurops, Pselaphostomus, Pselaphogenius. Claviger longicornis P.W. Müller, 1818 è diffuso in Europa ed essendo mirmecofilo, si rinviene talvolta in formicai all'ingresso delle cavità sotterranee.","Claviger_longicornis.jpg","2021-01-15 22:05:58","2022-01-20 17:17:06","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Claviger","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Philipp Wilbrand Jacob Müller (1771-1851) ","","","","","70" "212","","Blepharhymenus mirandus Fauvel, 1899 ","COLEOPTERA","STAPHYLINIDAE - ALEOCHARINAE","Come la quasi totalità degli stafilinidi, anche questa specie si nutre di sostanze organiche in decomposizione, dai cadaveri di mammiferi ai loro escrementi. Presenta occhi ridotti, antenne, zampe e corpo allungati e un certo grado di depigmentazione, caratteristiche che sono indizio di specializzazione alla vita ipogea. Blepharhymenus mirandus Fauvel, 1899 ha una diffusione Europea discontinua.","Blepharhymenus mirandus.jpg","2021-01-16 10:11:40","2022-01-20 17:24:15","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Blepharhymenus","davide","","TROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Charles Adolphe Albert Fauvel (1840-1921)","","","","","68" "246","","Raymondionymus sanfilippoi (Osella & Giusto, 1983)","COLEOPTERA","CURCULIONIDAE","I Raymondionymus sanfilippoi sono dei curculionidi sotterranei caratteristici della fauna endogea delle Alpi occidentali. Questi insetti vivono profondamente infossati nel terreno a contatto con le radici degli alberi di cui suggono gli essudati e da qui cadono talvolta nei rami più superficiali delle cavità sotterranee. Raymondionymus sanfilippoi (Osella & Giusto, 1983) è diffuso nelle Alpi Marittime e Liguri.","Raymondionymus_sanfilippoi_.jpg","2021-01-16 22:19:29","2022-01-20 17:24:19","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Raymondionymus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Giuseppe Osella, C. Giusto","","","","","66" "213","","Chionea spp. ","DIPTERA","LIMONIIDAE","Le Chionea sono ditteri criofili senza ali (atteri) che spesso hanno buona parte del loro ciclo vitale legato alle nevi e agli ambienti sotterranei perinivali. Per questo motivo è frequente trovarne esemplari in cavità fredde d'alta quota, anche se vi sono eccezioni ad altitudini meno elevate.","Chionea.jpg","2021-01-16 10:19:06","2022-01-20 17:24:24","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Chionea","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","64" "86","","Limonia nubeculosa Meigen, 1804","DIPTERA","LIMONIIDAE","Si tratta di una zanzara con regime alimentare vegetariano che normalmente trascorre le ore diurne e sverna in cavità sotterranee, talvolta in gran numero. Si nutre e riproduce all'esterno. Limonia nubeculosa Meigen, 1804 è presente in buona parte dell'Europa. Era stata dichiarata ""Animale di Grotta dell'Anno"" 2019 per la Germania e l'Italia.","Limonia_nubeculosa.jpg","2020-12-11 16:11:16","2022-01-20 17:24:29","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Limonia","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Johann Wilhelm Meigen (1764-1845) ","","","","","62" "82","","Trichoptera indet. ","TRICHOPTERA","","Questi insetti, che si rinvengono spesso nelle cavità sotterranee di giorno e in inverno, hanno abitudini notturne, ma sono legati alle zone umide e si riproducono all'esterno; le loro larve sono acquatiche e si costruiscono delle guaine di sassolini o altri detriti per proteggere l'addome. La determinazione è tutt'altro che semplice e se rinvengono decine di specie diverse in ambiente ipogeo, appartenenti principalmente alla famiglia Limnephilidae con generi caratteristici: Limnephilus, Potamophylax, Stenophylax, Micropterna, Mesophylax, Allogamus, Anisogamus, Halesus. ","Trichoptera.jpg","2020-12-09 14:03:51","2022-01-20 17:24:35","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","","","","","","60" "83","","Triphosa dubitata (Linnaeus, 1758)","LEPIDOPTERA","GEOMETRIDAE","Le farfalle notturne che frequentemente si trovano in grotta durante le ore diurne e in svernamento sono essenzialmente legate all'ambiente esterno per la loro nutrizione a base di secreti vegetali e per la riproduzione, dato che le loro larve si nutrono a spese di numerose specie di piante erbacee. Triphosa dubitata (Linnaeus, 1758) ha un'apertura alare fino a 48 mm e ha una distribuzione dal Mediterraneo fino al Giappone passando attraverso l'Europa.","Triphosa dubitata.jpg","2020-12-09 14:11:27","2022-01-20 17:24:40","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Triphosa","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carl Nilsson Linnaeus o Carl von Linné (1707-1778) ","","","","","58" "84","","Triphosa sabaudiata (Duponchel, 1830)","LEPIDOPTERA","GEOMETRIDAE","Le farfalle notturne che frequentemente si trovano in grotta durante le ore diurne e in svernamento sono essenzialmente legate all'ambiente esterno per la loro nutrizione a base di secreti vegetali e per la riproduzione, dato che le loro larve si nutrono a spese di numerose specie di piante erbacee. Triphosa sabaudiata (Duponchel, 1830) ha un'apertura alare fino a 45 mm e una distribuzione centro europea anche se ve ne sono stazioni anche in Asia. ","Triphosa sabaudiata.jpg","2020-12-09 14:24:39","2022-01-20 17:22:50","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Triphosa","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Philogène August Joseph Duponchel (1774-1846) ","","","","","56" "234","","Hypena obsitalis (Hübner, 1813)","LEPIDOPTERA","EREBIDAE","Le farfalle notturne che frequentemente si trovano in grotta durante le ore diurne e in svernamento sono essenzialmente legate all'ambiente esterno per la loro nutrizione a base di secreti vegetali e per la riproduzione, dato che le loro larve si nutrono a spese di numerose specie di piante erbacee. Hypena obsitalis (Hübner, 1813) ha un'apertura alare fino a 35 mm e una distribuzione centrata sulla zona mediterranea. ","Hypena_obsitalis.jpg","2021-01-16 14:58:14","2022-01-20 17:22:55","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Hypena","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Jacob Hübner (1761-1826) ","","","","","54" "235","","Hypena rostralis (Linnaeus, 1758)","LEPIDOPTERA","EREBIDAE","Le farfalle notturne che frequentemente si trovano in grotta durante le ore diurne e in svernamento sono essenzialmente legate all'ambiente esterno per la loro nutrizione a base di secreti vegetali e per la riproduzione, dato che le loro larve si nutrono a spese di numerose specie di piante erbacee. Hypena rostralis (Linnaeus, 1758) ha un'apertura alare fino a 35 mm e una distribuzione paleartica (Europa, Asia Minore, Caucaso, Siberia). ","Hypena_rostralis.jpg","2021-01-16 15:05:50","2022-01-20 17:23:03","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Hypena","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Carl Nilsson Linnaeus o Carl von Linné (1707-1778) ","","","","","52" "85","","Scoliopteryx libatrix (Linnaeus, 1758)","LEPIDOPTERA","NOCTUIDAE","Le farfalle notturne che frequentemente si trovano in grotta durante le ore diurne e in svernamento sono essenzialmente legate all'ambiente esterno per la loro nutrizione a base di secreti vegetali e per la riproduzione, dato che le loro larve si nutrono a spese di numerose specie di piante erbacee. Scoliopteryx libatrix (Linnaeus, 1758) può arrivare a oltre 40 mm di apertura alare e presenta una distribuzione olartica (Eurasia e America settentrionali). ","Scoliopteryx libatrix_.jpg","2020-12-09 14:28:34","2022-01-20 17:23:08","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Scoliopteryx","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna"," Carl Nilsson Linnaeus o Carl von Linné (1707-1778) ","","","","","50" "236","","Apopestes spectrum (Esper, 1787)","LEPIDOPTERA","NOCTUIDAE","Le farfalle notturne che si trovano in grotta durante le ore diurne e in svernamento sono essenzialmente legate all'ambiente esterno per la loro nutrizione a base di secreti vegetali e per la riproduzione, dato che le loro larve si nutrono a spese di numerose specie di piante erbacee. Apopestes spectrum (Esper, 1787) può arrivare a 80 mm di apertura alare e presenta una distribuzione centrata sul mediterraneo. ","Apopestes spectrum.jpg","2021-01-16 15:38:31","2022-01-20 17:23:13","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Apopestes","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Eugenius Johann Christoph Esper (1742-1810) ","","","","","48" "214","","Diphyus quadripunctorius (O.F. Müller, 1776)","HYMENOPTERA","ICHNEUMONIDAE","Si tratta di una vespa che con una certa frequenza si rinviene svernante a gruppi nelle cavità sotterranee, ma anche in altre stagioni si incontrano individui isolati che cercano in ambiente ipogeo oscurità, umidità e temperature adatte alla loro biologia. Di solito gli icneumonidi sono parassitoidi di ragni e altri artropodi che pungono le loro vittime paralizzandole e deponendo un uovo nelle loro carni; la larva che ne nasce si sviluppa divorando le carni dell'ospite, cercando di non ledere gli organi vitali, in modo che rimanga vivo il più a lungo possibile. Diphyus quadripunctorius (O.F. Müller, 1776) ha distribuzione europea.","Diphyus.jpg","2021-01-16 10:34:44","2022-01-20 17:23:18","","enricolana","HEXAPODA - INSECTA","Diphyus","davide","","SUBTROGLOFILO","ARTHROPODA ","","Enrico Lana","","w_fauna","Otto Friedrich Müller (1730-1784) ","","","","","46" "95","GEOTRITONE","Speleomantes strinatii (Aellen, 1958)","URODELA","PLETHODONTIDAE","Speleomantes strinatii, un tempo considerato una sottospecie di Speleomantes italicus (Dunn, 1923), oggi è riconosciuto come specie a sé stante. Gli animali adulti crescono sino a 11 o 12 cm di lunghezza. Le femmine raggiungono lunghezze leggermente maggiori. La colorazione e l'ornamentazione del corpo sono molto variabili. Il colore di fondo è da marrone chiaro a nero sulla schiena, spesso con macchie, reticolature o strisce di altri colori, rosso, giallo, ocra, grigio o verde; spesso presenta una lucentezza metallica. Il lato ventrale è generalmente di colore scuro. Le zampe posteriori sono leggermente più lunghe di quelle anteriori. Gli adulti presentano le ghiandole parotoidi ai due lati del capo. (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Speleomantes_strinatii) Sono privi di polmoni e utilizzano solo la respirazione cutanea, di conseguenza hanno bisogno di una umidità relativa elevata che ricercano in ambiente sotterraneo. Sono ovipari e dalle uova nascono piccoli completamente metamorfosati; le femmine dedicano lunghe cure parentali proteggendo le uova e i piccoli. Alcuni autori lo ascrivono al genere americano Hydromantes. ","Speleomantes_strinatii_0.jpg","2020-12-12 19:26:40","2022-01-20 12:36:50","","enricolana","AMPHIBIA","Speleomantes","davide","Speleomantes_strinatii_2.jpg","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","Enrico Lana","w_fauna","Villy Aellen ","","","","","44" "244","","Phoenicurus ochruros (S. G. Gmelin, 1774)","PASSERIFORMES","MUSCICAPIDAE","Il Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros) ha la dimensione di un passero. Il colore del maschio è grigio sul dorso, nero sulla gola, sulle guance e sul petto, la coda è rosso arancione e presenta una evidente macchia alare bianca. La femmina ha colori più smorzati tendenti al verde oliva, ma conserva la coda rossa. Nidifica in tutta Europa ed è solito costruire i suoi nidi nelle nicchie agli ingressi delle cavità sotterranee in zone quasi completamente buie. ","Phoenicurus ochruros.jpg","2021-01-16 21:53:59","2022-01-20 12:36:47","","enricolana","AVES","Phoenicurus ","davide","","TROGLOFILO","CHORDATA","","Enrico Lana","","w_fauna","Samuel George Gottlieb Gmelin (1744-1774) ","","","","","42" "143","","Rhinolophus euryale Blasius, 1853","CHIROPTERA","RHINOLOPHIDAE","Il ferro di cavallo euriale (Rhinolophus euryale) è un Chirottero della famiglia dei Rinolofidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Chirottero di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 43 e 58 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 43 e 51 mm, la lunghezza della coda tra 22 e 30 mm, la lunghezza delle orecchie tra 17 e 27 mm e un peso fino a 17,5 g. Aspetto La pelliccia è lunga, soffice e lanuginosa. Le parti dorsali bruno-grigiastre con dei riflessi rossastri o giallastri e la base dei peli biancastra, mentre le parti ventrali sono molto più chiare. La sottospecie R.c.parvus ha una macchia chiara dietro la base anteriore di ogni orecchio. Le orecchie sono corte. La foglia nasale presenta una lancetta triangolare e con la punta smussata, un processo connettivo a forma di corno elevato, appuntito e curvato in avanti, una sella con i bordi paralleli, l'estremità arrotondata e priva di peli. La porzione anteriore non copre completamente il muso ed è provvista di un incavo centrale superficiale alla base. Il labbro inferiore ha tre solchi longitudinali. Le membrane alari sono marroni chiare, la prima falange del quarto dito è relativamente corta. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il primo premolare superiore è piccolo e situato lungo la linea alveolare. Il cariotipo è 2n=58 FNa=60. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro con impulsi di lunga durata a frequenza costante di 101–108 kHz. Biologia Comportamento Si rifugia all'interno di grotte e più raramente in edifici e miniere dove forma grandi colonie fino a 2.000 individui, spesso insieme ad altri ferri di cavallo, al vespertilio smarginato, vespertilio di Capaccini e il miniottero comune. Entra in ibernazione in inverno durante il quale si sposta nei ricoveri verso le entrate a temperature intorno ai 10-12,5 °C, mentre in estate le femmine formano vivai di 50-400 esemplari, con i maschi talvolta presenti. L'attività predatoria inizia tardi la sera. Il volo è lento, fluttuante ed altamente manovrato, può rimanere sospeso in aria. È una specie sedentaria con spostamenti massimi fino a 134 km. Alimentazione Si nutre di lepidotteri e in misura minore di neurotteri e ditteri catturati nella vegetazione od occasionalmente anche al suolo e divorati sopra specifici posatoi. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta tra giugno e agosto. Raggiungono la maturità sessuale a due o tre anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa in maniera frammentata nell'Europa meridionale, Africa nord-occidentale e nel vicino oriente fino all'Iran nord-orientale. In Italia è presente su tutto il territorio. Vive nelle foreste decidue di sclerofille, radure semi-desertiche, boscaglie in zone calcaree in prossimità di fonti d'acqua fino a 1.000 metri di altitudine. (https://it.wikipedia.org/wiki/Rhinolophus_euryale)","Rhinolophus_ferrumequinum_euryale.jpg","2021-01-12 23:27:26","2022-01-20 12:31:53","","enricolana","MAMMALIA","Rhinolophus","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","(a sx R. ferrumequinum, a dx R. euryale) Valentina Balestra","","w_fauna","Johann Heinrich Blasius (1809-1870) ","","","","","40" "142","","Rhinolophus ferrumequinum (Schreber, 1774)","CHIROPTERA","RHINOLOPHIDAE","Il ferro di cavallo maggiore (Rhinolophus ferrumequinum) è un Chirottero della famiglia dei Rinolofidi diffuso nell'Ecozona paleartica Chirottero di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 56 e 79 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 54,8 e 62,1 mm, la lunghezza della coda tra 30 e 44 mm, la lunghezza del piede tra 9,9 e 14 mm, la lunghezza delle orecchie tra 20 e 28,5 mm e un peso fino a 34 g. Aspetto La pelliccia è lunga, soffice e lanuginosa. Le parti dorsali bruno-grigiastre o marroni, più o meno con dei riflessi rossastri e la base dei peli chiara, mentre le parti ventrali variano dal bianco-grigiastro al bianco-giallastro. Le orecchie sono corte. La foglia nasale presenta una lancetta triangolare, con i bordi leggermente verso la punta smussata, un processo connettivo arrotondato, una sella piccola, con i bordi leggermente concavi, l'estremità arrotondata e curvata in avanti. La porzione anteriore non copre completamente il muso ed ha delle fogliette laterali poco sviluppate ed un incavo centrale profondo alla base. Il labbro inferiore ha uno oppure tre solchi longitudinali. Le membrane alari sono marroni chiare o bruno-grigiastre, la prima falange del quarto dito è relativamente lunga. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il primo premolare superiore è piccolo e situato fuori la linea alveolare. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro con impulsi di lunga durata a frequenza costante di 77–83 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia in fessure rocciose, cavità degli alberi e gallerie minerarie relativamente caldi ed umidi, negli attici degli edifici nella parte più settentrionale dell'areale e in templi antichi e rovine nella parte orientale, dove forma vivai fino a 1.000 femmine, con i maschi che tendono ad essere solitari. Da settembre ad aprile entrambi i sessi si aggregano ed entrano in ibernazione all'interno di ambienti sotterranei naturali od artificiali. Tale stato può essere interrotto più volte, particolarmente per procurarsi cibo. L'attività predatoria inizia al tramonto. Il volo è lento, fluttuante, altamente manovrato ed effettuato fino a 6 metri dal suolo. È una specie sedentaria con spostamenti massimi fino a 320 km, principalmente tra siti estivi ed invernali. Alimentazione Si nutre di coleotteri, falene, ragni, cavallette e crisope catturati in volo o raccolti al suolo sopra prati e tra gli alberi fino a 2–3 km dai rifugi. Vengono divorati su specifici posatoi. Talvolta può individuare la preda anche da fermo, scandagliando lo spazio circostante con gli ultrasuoni, muovendo soltanto la testa. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta tra giugno e i primi di agosto dopo una gestazione di 72 giorni. Gli accoppiamenti avvengono alla fine dell'estate e si protraggono fino a tutta la primavera successiva. I nascituri aprono gli occhi dopo una settimana e sono in grado di volare dopo circa un mese, diventando indipendenti a due mesi di età. Le femmine raggiungono la maturità sessuale a 3-4 anni di vita, mentre i maschi non prima del secondo anno. L'aspettativa di vita massima registrata è di 30 anni, la più alta tra tutti i chirotteri europei. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Ecozona paleartica, dall'Europa occidentale e sud-orientale, Africa nord-occidentale, vicino oriente e Caucaso attraverso l'Asia centrale e la parte settentrionale del Subcontinente indiano fino alla Cina orientale, la Penisola coreana e l'Arcipelago giapponese. In Italia è presente su tutto il territorio. Vive nelle boscaglie temperate decidue, pascoli, foreste montane, boschi e arbusteti mediterranei in prossimità di specchi d'acqua fino a 3.000 metri di altitudine, solitamente non oltre gli 800 metri. (https://it.wikipedia.org/wiki/Rhinolophus_ferrumequinum)","Rhinolophus_ferrumequinum_1.jpg","2021-01-12 23:11:17","2022-01-20 12:31:49","","enricolana","MAMMALIA","Rhinolophus","davide","Rhinolophus_ferrumequinum_euryale.jpg","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","(a sx R. ferrumequinum, a dx R. euryale) Valentina Balestra","w_fauna","Johann Christian Daniel von Schreber (1739-1810) ","","","","","38" "94","","Rhinolophus hipposideros (Bechstein, 1800)","CHIROPTERA","RHINOLOPHIDAE","Il ferro di cavallo minore (Rhinolophus hipposideros Bechstein, 1800) è un Chirottero della famiglia dei Rinolofidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 38 e 48 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 35,9 e 42,5 mm, la lunghezza della coda tra 22 e 33 mm, la lunghezza del piede tra 6,9 e 9 mm, la lunghezza delle orecchie tra 12 e 19 mm, un'apertura alare fino a 25,4 cm e un peso fino a 9 g. Aspetto La pelliccia è lunga, soffice e lanuginosa. Le parti dorsali variano dal bruno-grigiastro al marrone, mentre le parti ventrali sono più chiare, grigiastre o bianco-grigiastre. Le orecchie sono di dimensioni normali. La foglia nasale presenta una lancetta triangolare, con i bordi leggermente concavi e l'estremità appuntita, un processo connettivo basso, leggermente arrotondato e talvolta appiattito, una sella priva di peli, lunga, stretta, cuneiforme, con l'estremità appuntita curvata in avanti e verso il basso. La porzione anteriore è stretta ma copre interamente il muso ed è provvista di un profondo incavo centrale alla base. Il labbro inferiore ha un solo solco longitudinale. Le membrane alari sono marroni o marroni scure. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il primo premolare superiore è relativamente grande e situato lungo la linea alveolare. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro con impulsi di lunga durata a frequenza costante di 105–113 kHz e con massima energia sulla seconda armonica. Biologia Comportamento In estate si rifugia in colonie numerose all'interno degli edifici nelle zone più settentrionali dell'areale, grotte e gallerie minerarie in quelle più meridionali. In questo periodo forma vivai costituiti da diverse centinaia di femmine ed alcuni maschi. In inverno entra in ibernazione solitariamente all'interno di grotte, gallerie minerarie e cantine, con temperature di 4-12 °C ed elevata umidità relativa. Rimane aggrappato alle pareti o alle volte con i soli piedi. L'attività predatoria inizia al tramonto. Il volo è agile, altamente manovrato ed effettuato fino a 5 metri dal suolo. È una specie sedentaria, con spostamenti massimi fino a 153 km. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente ditteri, lepidotteri, neurotteri e tricotteri catturati sul terreno o sui rami nei boschi, parchi, boscaglie e cespugli. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta nella seconda metà di giugno. Il nascituro apre gli occhi dopo 10 giorni di vita, è in grado di volare dopo un mese ed è completamente indipendente dopo altre 2 settimane. Gli accoppiamenti avvengono in autunno e più raramente in inverno. Entrambi i sessi diventano maturi dopo 1-2 anni di vita. L'aspettativa di vita massima è di 21 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Ecozona paleartica, dall'Europa occidentale, Africa nord-occidentale, Vicino oriente attraverso il Caucaso e l'Iran fino al Kashmir. In Italia è presente su tutto il territorio, isole comprese. Vive nei boschi e nelle vicinanze di insediamenti umani fino a 2.000 metri di altitudine. (https://it.wikipedia.org/wiki/Rhinolophus_hipposideros)","Rhinolophus_hipposideros.jpg","2020-12-12 19:00:01","2022-01-20 12:31:45","","enricolana","MAMMALIA","Rhinolophus","davide","Rhinolophus_hipposideros_2.jpg","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","(femmine con i cuccioli) Valentina Balestra","w_fauna","Johann Matthäus Bechstein (1757-1822) ","","","","","36" "266","","Myotis bechsteinii (Kuhl, 1817)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il vespertilio di Bechstein (Myotis bechsteini Kuhl, 1817) è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso in Europa ed Asia sud-occidentale. Dimensioni Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 45 e 55 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 39 e 45 mm, la lunghezza della coda tra 41 e 45 mm, la lunghezza delle orecchie tra 19 e 28 mm e un peso fino a 12 g. Aspetto La pelliccia è lunga. Le parti dorsali variano dal bruno chiaro al rossastro, mentre le parti ventrali sono grigie chiare. Il muso, le membrane alari e le orecchie sono color bruno-rosato. Queste ultime sono molto lunghe, strette e con 9-11 pliche longitudinali sulla superficie interna. Il trago è lanceolato e lungo più della metà del padiglione auricolare. Le ali sono larghe e attaccate posteriormente alla base dell'alluce. I piedi sono piccoli. L'estremità della coda si estende oltre l'uropatagio. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52. Ecolocazione Emette ultrasuoni con frequenza variabile tra 80 e 35 kHz e massima energia a 50 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia nelle cavità degli alberi e talvolta all'interno di edifici solitariamente, eccetto le femmine che si riuniscono in vivai fino a 30 individui. In inverno entra in ibernazione da ottobre o novembre fino a marzo od aprile e si sposta in siti sotterranei naturali o artificiali molto umidi e con temperature comprese tra 7-8 °C, sebbene possa rimanere ancora negli alberi. Si adatta frequentemente all'utilizzo dei rifugi per pipistrelli. Durante il riposo rimane appeso con i piedi alle pareti, oppure si infila nelle strette feritoie. Mantiene le orecchie sempre dritte. È una specie sedentaria. L'attività predatoria inizia a notte fonda e ritorna ai rifugi molto prima dell'alba. Effettua il volo a bassa quota, a circa 1-5 metri dal suolo, ed è manovrato. Alimentazione Si nutre di lepidotteri, ditteri, planipennia e altri artropodi non volanti come ragni e opilioni catturati nel bosco o lungo i suoi margini. Riproduzione Gli accoppiamenti generalmente avvengono all'inizio dell'autunno e si protraggono fino alla primavera successiva. Le femmine danno alla luce un piccolo alla volta all'inizio dell'estate dopo una gestazione di circa 50-60 giorni. Viene svezzato dopo 6-7 settimane di vita. L'aspettativa di vita è di circa 21 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa in Europa, dal Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Inghilterra sud-occidentale, Polonia, Bielorussia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Romania, Moldavia, Bulgaria, Grecia, Turchia europea, centro-settentrionale, sud-occidentale e nord-orientale, Georgia occidentale, Azerbaigian sud-occidentale e Russia sud-occidentale. In Italia è presente in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Campania e Calabria. È inoltre stato osservato in Corsica, Capri, Isola d'Elba, Sicilia e nell'isola danese di Bornholm. Il vespertilio di Bechstein è una specie quasi esclusivamente boschiva. Popola principalmente faggete e querceti, ma si può trovare anche in altri tipi di foresta ed in parchi e giardini. Si spinge fino a 1350 metri di quota in estate e primavera; in inverno raggiunge i 1800 metri. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_bechsteini)","Myotis bechsteinii.jpg","2021-01-19 18:44:13","2022-01-20 12:31:42","","enricolana","MAMMALIA","Myotis ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","[http://www.parc-vosges-nord.fr/html/telechargement/photos.htm http://www.parc-vosges- nord.fr/html/telechargement/photos.htm","","w_fauna","Heinrich Kuhl (1797-1821) ","","","","","34" "265","","Myotis capaccinii (Bonaparte, 1837)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il vespertilio di Capaccini (Myotis capaccinii Bonaparte, 1837) è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 42 e 57 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 38 e 44 mm, la lunghezza della coda tra 35 e 45 mm, la lunghezza del piede tra 12 e 15 mm, la lunghezza delle orecchie tra 14 e 17 mm, un'apertura alare fino a 26 cm e un peso fino a 10 g. Aspetto La pelliccia è corta, soffice, densa e setosa. Le parti dorsali sono grigio-brunastre chiare, mentre le parti ventrali variano dal bianco al giallastro, nettamente demarcate da quelle superiori particolarmente tra le orecchie e lungo le spalle. La base dei peli è ovunque bruno-nerastra. Il muso è privo di peli, bruno-rosato o grigio scuro e con le narici prominenti. Le orecchie sono di dimensioni normali, bruno-grigiastre e con un incavo superficiale sul bordo posteriore. Il trago è circa la metà del padiglione auricolare, curvato e con l'estremità arrotondata. Le ali sono bruno-grigiastre e attaccate posteriormente sulle caviglie. I piedi sono grandi, lunghi circa quanto la tibia, con le dita ricoperte di lunghi peli e munite di lunghi artigli. Il calcar è lungo e dritto, con un lobo terminale poco sviluppato o assente. La punta della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio, il quale è bruno-grigiastro e ricoperto densamente di peli brunastri, particolarmente alla base e lungo gli arti inferiori, anch'essi ricoperti. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52 o 50 nella popolazione italiana. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di durata intermedia a frequenza modulata iniziale di 85-90 kHz, finale di 32 kHz e massima energia a 28-35 kHz. Biologia Comportamento Si rifugia in colonie numerose fino a 50.000 individui all'interno di grotte, miniere e fessure rocciose non lontano da fonti d'acqua. In inverno i sessi vivono insieme e si accoppiano, mentre da marzo a giugno si separano per migrare nei ricoveri estivi, condividendoli spesso con altri pipistrelli come il miniottero comune, il vespertilio maghrebino, il ferro di cavallo maggiore e il ferro di cavallo euriale. Entra in ibernazione nei periodi più freddi da dicembre a febbraio. Effettua spostamenti locali di 40-50 con punte fino a 140 km tra i differenti siti stagionali. L'attività predatori inizia dopo il tramonto prima della notte fonda. Il volo è rapido, agile con frequenti variazioni di direzione e fluttuante. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente tricotteri, neurotteri, chironomidi, culicidi e talvolta anche di avannotti di pesci catturati poco sopra superfici d'acqua o appena sotto di esse. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta nel mese di giugno dopo due mesi di gestazione. Femmine gravide sono state catturate in Algeria nel mese di marzo, mentre altre che allattavano sono state catturate nei primi di giugno. Nel Marocco giovani con le loro madri osservati a fine maggio indicano che in questa parte dell'areale le nascite avvengono tra la fine di aprile e i primi di maggio. I piccoli iniziano a volare dopo 3-4 settimane. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Europa meridionale, dalla Spagna, Isole Baleari, Francia, Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Serbia, Macedonia, Albania, Grecia, Bulgaria, Romania meridionale, isole della Corsica, e di Creta, coste meridionali dell'Anatolia, Siria, Libano, Israele settentrionale fino all'Iraq sud-orientale e all'Iran occidentale. In Africa è diffusa lungo le coste mediterranee del Marocco nord-orientale e dell'Algeria e nella Tunisia settentrionale. In Italia è presente nella parte sud-occidentale, nord-orientale, tutte le regioni centrali e meridionali eccetto la Calabria e l'estrema parte meridionale della Puglia, in Sardegna e Sicilia. Vive nei boschi e boscaglie in ambienti carsici ed alluvionali nelle prossimità di fiumi, corsi d'acqua di montagna, laghi e lagune fino a 1.000 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_capaccinii)","Myotis capaccinii.jpg","2021-01-19 18:26:25","2022-01-20 12:31:35","","enricolana","MAMMALIA","Myotis ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Joxerra Aihartza","","w_fauna","Charles Lucien Jules Laurent Bonaparte (1803-1857) ","","","","","30" "138","","Myotis crypticus (Ruedi, Ibáñez, Salicini, Juste and Puechmaille, 2018)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il vespertilio di Natterer è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 41,5 e 50 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 37 e 43 mm, la lunghezza della coda tra 40 e 48 mm, la lunghezza delle orecchie tra 14 e 18 mm, un'apertura alare fino a 30 cm e un peso fino a 12 g. Aspetto La pelliccia è lunga, soffice e setosa. Le parti dorsali sono bruno-grigiastre con la base dei peli bruno-nerastra, mentre le parti ventrali sono bianco-grigiastre con la base dei peli scura. La linea di demarcazione lungo il collo è netta. Il muso è bruno-rosato, largo, privo di peli e con il labbro superiore ricoperto di lunghi peli. Le orecchie sono bruno-grigiastre scure, lunghe, strette e con un incavo a circa metà del margine esterno. Il trago è molto lungo, lanceolato, sottile e curvato in avanti. Le membrane alari sono bruno-grigiastre scure e attaccate posteriormente alla base delle dita dell'alluce. I piedi sono piccoli. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio, il cui margine libero è densamente frangiato. Il calcar è molto lungo e presenta un'insolita forma ad S. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale di 140 kHz e finale di 15 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia in gruppi di diverse centinaia di individui nelle cavità degli alberi, negli edifici e nelle bat-boxes, mentre in inverno entra in ibernazione da ottobre e novembre fino a marzo o aprile solitariamente, in piccoli gruppi e più raramente fino a 8.000 esemplari in ricoveri sotterranei naturali od artificiali con temperature di 2-8 °C ed umidità relativa dell'80-100%. Forma vivai con 20-80 femmine e talvolta alcuni maschi a partire da aprile o maggio e solitamente i luoghi vengono cambiati fino a due volte a settimana. Durante il riposo rimane aggrappato alle pareti o le volte con i piedi, comportamento poco diffuso nei Vespertilionidi ma più comune nei ferri di cavallo. L'attività predatoria inizia al crepuscolo, più raramente di giorno e prosegue per tutta la notte. Il volo è altamente manovrato ed effettuato a bassa quota fino a 6 metri dal suolo, alterna battiti d'ala lenti ad altri più rapidi e può rimanere sospeso per breve tempo in aria. Si sposta agevolmente sul terreno dove può anche spiccare il volo. È una specie sedentaria con spostamenti massimi di 185 km. Alimentazione Si nutre di insetti catturati sul terreno o sulla vegetazione, particolarmente ditteri diurni, tricotteri, imenotteri, aracnidi e in misura minore di lepidotteri, coleotteri, emitteri, dermatteri e chilopodi. Recenti studi hanno evidenziato che può interrompere il letargo per cibarsi insolitamente di larve di lepidotteri. Riproduzione Danno alla luce uno, molto più raramente due piccoli alla volta tra giugno e luglio dopo una gestazione di 50-60 giorni. È in grado di volare dopo circa un mese di vita. Gli accoppiamenti avvengono in autunno e molto probabilmente anche nella primavera successiva. Le femmine diventano mature sessualmente dopo il primo anno di vita. L'aspettativa di vita è fino a 20 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa dall'Europa occidentale e l'Africa nord-occidentale fino agli Urali, l'Iran settentrionale e Israele. In Italia è presente su tutto il territorio e sulla Sicilia. Vive nei boschi umidi e in ambienti urbani fino a 2.000 metri di altitudine. (https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_nattereri)","Myotis_nattereri.jpg","2021-01-12 18:19:46","2022-01-20 15:46:51","","enricolana","MAMMALIA","Myotis ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","","w_fauna","Ruedi, Ibáñez, Salicini, Juste and Puechmaille","","","","","29" "264","","Myotis daubentonii (Kuhl, 1817)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","l vespertilio di Daubenton o vespertilio d'acqua (Myotis daubentonii Kuhl, 1817) è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 43 e 55 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 35 e 41 mm, la lunghezza della coda tra 31 e 44 mm, la lunghezza delle orecchie tra 10 e 14 mm, un'apertura alare fino a 27,5 cm e un peso fino a 15 g. Aspetto La pelliccia è corta, lanuginosa e folta. Le parti dorsali sono bruno-rossastre, mentre le parti ventrali sono grigio-argentate, con la linea di demarcazione netta. Il muso è bruno-rosato, con una zona priva di peli intorno agli occhi. Le orecchie sono grigio-brunastre, corte, strette, con l'estremità arrotondata ed un incavo superficiale a circa metà del bordo posteriore. Il trago è largo, lanceolato e lungo meno della metà del padiglione auricolare. Le membrane alari sono grigio-brunastre e attaccate posteriormente sotto le caviglie. I piedi sono grandi, le dita sono fornite di grossi artigli uncinati. Il calcar è lungo circa un terzo del bordo libero dell'uropatagio ed è privo di carenatura. I canini inferiori sono poco sviluppati. Il terzo premolare superiore è piccolo e situato lungo la linea alveolare. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale di 85–90 kHz e finale di 28 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia in colonie numerose formate da individui di entrambi i sessi all'interno delle cavità degli alberi, nelle bat-boxes, negli edifici, nelle fessure dei muri e delle rocce, nei nidi di uccelli come il topino, mentre in inverno entra in ibernazione dalla fine di settembre o la metà di ottobre fino alla fine di marzo o gli inizi di aprile in ambienti sotterranei naturali o artificiali con umidità dell'80-100% e temperatura di 0-10 °C dove può formare anche colonie di 17.000 esemplari, sebbene si trovi solitamente singolarmente o in piccoli gruppi. Forma vivai di diverse centinaia di femmine, spesso insieme ad altre specie di vespertili, frequentati talvolta dai maschi che però tendono a vivere in questo periodo solitariamente o in piccoli gruppi fino a 20 individui. L'attività predatoria inizia mezz'ora dopo il tramonto, talvolta anche di giorno e si prolunga per tutta la notte, allontanandosi dai ricoveri a non oltre 2–5 km e in gruppi fino a qualche centinaio di esemplari. Il volo è regolare e se accidentalmente cade in acqua, raggiunge la riva ed involarsi nuovamente. È una specie sedentaria, con spostamenti massimi fino a 260 km, effettuati principalmente tra i siti estivi e quelli invernali. Alimentazione Si nutre di insetti catturati in volo sopra specchi d'acqua e di piccoli pesciolini raccolti immediatamente sotto la loro superficie grazie ai possenti artigli dei quali sono muniti i grossi piedi. Sono state registrate anche ingestioni, presumibilmente involontarie di piccoli crostacei ostracodi e cladoceri. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta dalla seconda metà di giugno fino a luglio dopo una gestazione di 50-55 giorni. I parti gemellari e trigemini sono rari. Il nascituro apre gli occhi a 8-10 giorni di vita, è completamente ricoperto di pelo dopo 21 giorni, raggiunge le dimensioni adulte dopo 31-55 giorni e viene definitivamente svezzato a due mesi. Gli accoppiamenti avvengono da agosto fino alla primavera successiva, talvolta anche durante l'ibernazione. Raggiunge la maturità sessuale a due anni di età. L'aspettativa di vita massima è di 28 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Ecozona paleartica dall'Europa occidentale fino alla Siberia centrale, nell'Oblast' di Omsk e nel Caucaso. In Italia è presente su tutto il territorio, isole comprese, ma in maniera frammentata. Vive nei boschi e in ambienti urbani in prossimità di specchi d'acqua fino a 1.800 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_daubentonii)","Myotis daubentonii.jpg","2021-01-19 18:04:45","2022-01-20 12:31:31","","enricolana","MAMMALIA","Myotis ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","me - own pic Wikipedia Commons","","w_fauna","Heinrich Kuhl (1797-1821) ","","","","","28" "139","","Myotis emarginatus (Geoffroy E., 1806)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il vespertilio smarginato (Myotis emarginatus) è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 41 e 53 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 36 e 42 mm, la lunghezza della coda tra 38 e 46 mm, la lunghezza delle orecchie tra 14 e 17 mm, un'apertura alare fino a 25 cm e un peso fino a 15 g. Aspetto La pelliccia è corta, densa e lanosa. Le parti dorsali variano dal bruno-grigiastro al bruno-rossastro brillante con la base dei peli grigia e la parte centrale giallastra, mentre le parti ventrali sono grigio-giallastre o rossastre chiare con la base dei peli grigio scuro. Il muso è bruno-rossastro e ricoperto di peli. Le orecchie sono bruno-grigiastre, relativamente lunghe ed hanno un vistoso incavo a circa due terzi del margine esterno. Il trago è lungo più della metà del padiglione auricolare, lanceolato e con l'estremità smussata. Le membrane alari sono bruno-grigiastre e attaccate posteriormente alla base dell'alluce. I piedi sono piccoli. La punta della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio, il cui margine libero è cosparso di soffici peli. Il calcar è lungo e dritto. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale di 110 kHz, finale di 39 kHz e massima energia a 65 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia negli edifici, nelle bat-boxes, nelle fessure dei muri e nelle cavità degli alberi nella parte più settentrionale del suo areale mentre preferisce le grotte in quella più meridionale, in inverno entra in ibernazione da ottobre a marzo o aprile, talvolta fino a maggio in cavità sotterranee naturali o artificiali con temperature di 5-9 °C. Forma vivai a partire da aprile ognuno con 20-1.000 femmine, mentre in questo periodo i maschi vivono solitariamente. Il volo è lento ed altamente manovrato, può rimanere sospeso in aria. È una specie sedentaria con spostamenti massimi di 160 km. L'attività predatoria inizia circa 40-45 minuti dopo il tramonto e viene svolta a breve distanza dai ricoveri e quasi sempre isolatamente. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente ditteri e lepidotteri, raccolti sui rami, nella vegetazione, sui muri o al suolo. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta da metà giugno agli inizi di luglio dopo una gestazione di 50-60 giorni. I nascituri sono in grado di volare dopo un mese e vengono svezzati dopo 6-7 settimane. Gli accoppiamenti avvengono dall'autunno alla primavera successiva. Raggiungono la maturità sessuale dopo due anni di età. L'aspettativa di vita massima è di 18 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Ecozona paleartica dall'Europa occidentale e meridionale, Africa nord-occidentale, attraverso il Caucaso e il vicino oriente fino alla Penisola arabica e l'Afghanistan nord-orientale. In Italia è presente nelle regioni alpine e quelle centrali, in Calabria, Basilicata, Puglia e Sardegna. Vive nei boschi in zone carsiche, in ambienti urbani, parchi, giardini fino a 1.800 metri di altitudine. (https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_emarginatus)","Myotis_emarginatus.jpg","2021-01-12 18:30:44","2022-01-20 12:31:26","","enricolana","MAMMALIA","Myotis","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","","w_fauna","Étienne Geoffroy Saint-Hilaire (1772-1844) ","","","","","26" "140","","Myotis myotis (Borkhausen, 1797)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il vespertilio maggiore (Myotis myotis) è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Chirottero di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 67 e 84 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 55 e 67 mm, la lunghezza della coda tra 45 e 60 mm, la lunghezza delle orecchie tra 24 e 28 mm e un peso fino a 45 g. Aspetto La pelliccia è corta e densa. Le parti dorsali sono grigio-brunastre con la base dei peli bruno scuro, mentre le parti ventrali sono più chiare e grigiastre. Il muso è corto e largo. Le orecchie sono grigio-brunastro scuro, lunghe e larghe con il margine anteriore curvato all'indietro, con 7-8 pliche longitudinali sulla superficie interna del padiglione auricolare e con un lobo rotondo alla base del margine esterno. Il trago è largo alla base, lanceolato, lungo circa la metà del padiglione auricolare e spesso con la punta nera. Le membrane alari sono grigio-brunastre scure e attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi, i quali sono relativamente grandi. L'estremità della lunga coda si estende oltre l'ampio uropatagio. Il cariotipo è 2n=44 FNa=50-52. Ecolocazione Emette ultrasuoni sotto forma di impulsi di durata intermedia a frequenza modulata iniziale di 88 kHz, finale di 22,2 kHz e massima energia a 37,1 kHz. Biologia Comportamento In estate forma colonie di diverse migliaia di individui all'interno di grotte, miniere, cantine, fabbricati e più raramente nelle cavità degli alberi e nelle bat box dove possono sopportare temperature anche fino a 45 °C. Da settembre ad aprile entra in ibernazione in ambienti sotterranei naturali ed artificiali con temperature di 2-12 °C e con umidità fino al 100%, dove forma colonie fino a 5.000 esemplari di entrambi i sessi. forma vivai in estate con circa 2.000 femmine e occasionalmente anche qualche maschio. I maschi stabiliscono degli harem costituiti da almeno 5 femmine. L'attività predatoria inizia poco dopo il tramonto e si prolunga per 4-5 ore. Il volo è lento ed è effettuato fino a 10 metri d'altezza. È una specie sedentaria con spostamenti massimi, perlopiù tra i ricoveri estivi e quelli invernali, fino a 390 km. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente di artropodi e carabidi, catturati in volo o sul terreno sopra spazi aperti. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta da maggio a luglio dopo una gestazione di 50-70 giorni. Vengono svezzati dopo 5 settimane di vita. Gli accoppiamenti avvengono da agosto fino alla primavera successiva. Diventano maturi sessualmente dopo 1-2 anni di età. L'aspettativa di vita è fino a 22 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa in Europa occidentale ed orientale fino all'Ucraina occidentale, in Anatolia e nel Vicino Oriente fino alla Palestina. Sono state segnalate due osservazioni in Inghilterra e Svezia meridionali. In Italia è presente sul tutto il territorio esclusa la Sardegna. Vive in diversi tipi di habitat, incluse le aree urbane fino a 2.000 metri di altitudine. (https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_myotis)","Myotis_myotis.jpg","2021-01-12 22:46:39","2022-01-20 12:38:46","","enricolana","MAMMALIA","Myotis ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","","w_fauna","Moritz Balthasar Borkhausen (1760-1806) ","","","","","24" "141","","Myotis mystacinus (Kuhl, 1817)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il vespertilio mustacchino è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 35 e 48 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 32 e 37 mm, la lunghezza della coda tra 30 e 43 mm, la lunghezza del piede tra 7 e 8 mm, la lunghezza delle orecchie tra 12 e 17 mm e un peso fino a 8 g. Aspetto La pelliccia è lunga, densa e setosa. Le parti dorsali sono bruno-grigiastre con la base dei peli nerastra, mentre le parti ventrali variano dal grigio al bianco crema con la base dei peli bruno-nerastra. Il muso è nerastro, cosparso di pochi peli e con delle piccole masse ghiandolari tra gli occhi e le orecchie. Il labbro superiore è frangiato con piccole setole. Gli occhi sono piccoli e parzialmente nascosti nella pelliccia. Le orecchie sono nerastre, moderatamente lunghe, strette, con la metà superiore del margine esterno diritta e un incavo a circa metà della sua lunghezza. Il trago è lungo, stretto, appuntito, con il margine interno diritto e leggermente piegato in avanti. Le membrane alari sono nerastre e attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi, i quali sono piccoli e con dei lunghi peli tra gli artigli. La punta della coda si protrae leggermente oltre l'uropatagio. Il calcar è privo di carenatura. Il pene è sottile, senza rigonfiamenti all'estremità. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale a 105 kHz, finale a 33 kHz e massima energia a 62 kHz. Biologia Comportamento Si rifugia singolarmente o in gruppi fino a 600 individui in estate negli edifici, nelle cavità degli alberi, tra ammassi rocciosi e durante l'inverno all'interno di grotte sotterranee, miniere e cantine con temperature di 2-8 °C ed umidità elevata, dove entra in ibernazione tra ottobre e marzo. Utilizza nidi d'uccelli e bat boxes. I sessi si separano nel mese di maggio, le femmine gravide stabiliscono piccole colonie durante l'estate, mentre i maschi tendono ad essere solitari. L'attività predatoria inizia al tramonto, talvolta anche con la luce del giorno anche in inverno e probabilmente compie una sola uscita notturna per poi rientrare prima dell'alba. Il volo è lento ed altamente manovrato, vicino al suolo oppure nelle vicinanze di alberi isolati ad almeno 6 metri d'altezza. Effettua migrazioni occasionali con spostamenti fino a 240 km, sebbene siano state registrate distanze fino a 625 km. Alimentazione Si nutre di insetti non acquatici come le zanzare, tipule, chironomidi, Anisopodidae, ragni e falene catturati in volo sopra specchi d'acqua ed occasionalmente al suolo o sulla vegetazione. Durante le pause rimane appeso ai rami degli alberi. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta a giugno o nei primi di luglio e vengono svezzati dopo 6 settimane. Gli accoppiamenti avvengono dall'autunno all'estate. Le femmine raggiungono la maturità sessuale dopo un anno di vita. L'aspettativa di vita in cattività è fino a 23 anni, mentre quella media in natura non supera i 5. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa dall'Europa occidentale e il Marocco fino agli Urali e al Caucaso. Il suo areale tuttavia potrebbe risultare più limitato poiché molte osservazioni assegnate a questa specie potrebbero riferirsi al vespertilio di Alcatoe, recentemente descritto e morfologicamente molto simile. Questo potrebbe essere anche il caso dell'Italia dove la presenza certa è stata confermata soltanto nelle regioni settentrionali. Vive nelle foreste, parchi cittadini, giardini, boscaglie, praterie, steppe, zone semi-desertiche e terreni boscosi in prossimità di fonti d'acqua fino a 1.920 metri di altitudine. (https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_mystacinus)","Myotis_mystacinus.jpg","2021-01-12 23:07:17","2022-01-20 12:38:42","","enricolana","MAMMALIA","Myotis","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","","w_fauna","Heinrich Kuhl (1797-1821) ","","","","","22" "263","","Myotis oxygnathus (Monticelli, 1885)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il vespertilio di Monticelli è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso in Europa. Chirottero di dimensioni medie, con la lunghezza della testa e del corpo tra 58 e 70 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 52 e 59 mm, la lunghezza della coda tra 43 e 59 mm, la lunghezza del piede tra 11 e 17 mm, la lunghezza delle orecchie tra 19 e 24 mm, e un peso fino a 30 g.[2] Aspetto La pelliccia è corta. Le parti dorsali sono grigio-brunastre con la base dei peli grigia, mentre le parti ventrali sono bianche con le punte dei peli grigie. Una macchia biancastra è presente sopra la fronte tra le orecchie. Il muso è stretto e appuntito. Le orecchie sono lunghe e strette, con 5-6 pliche longitudinali sulla superficie interna e con un piccolo lobo rotondo alla base del margine esterno. Il trago è sottile e lanceolato. Le ali sono attaccate posteriormente sulle caviglie. I piedi sono grandi. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il calcar è lungo e privo di carenatura. Il cranio è lungo e stretto, con una cresta sagittale ben sviluppata. Il primo e secondo premolare superiore sono disposti lungo la linea alveolare. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52. Biologia Comportamento Si rifugia all'interno di grotte al sud del suo areale mentre preferisce i sottotetti di grossi edifici al nord. Forma grandi colonie, che durante i periodi riproduttivi possono raggiungere i 5.000 individui. Durante i periodi più freddi entra in ibernazione in siti sotterranei, talvolta in piccoli gruppi, con temperature tra 4 e 14 °C. È una specie occasionalmente migratoria con spostamenti fino a 488 km. Alimentazione Si nutre di insetti catturati in zone riccamente erbose, con preferenze stagionali, tettigonidi in tarda primavera e in autunno, coleotteri melolontini in primavera, quando i primi sono scarsi. Riproduzione Gli accoppiamenti di solito avvengono in autunno e si prolungano fino alla primavera successiva. L'aspettativa di vita può raggiungere i 30 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Europa centrale e meridionale, dal Portogallo, Spagna, Francia centrale e meridionale, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca sud-orientale, Slovacchia, Ungheria, Polonia meridionale, Ucraina occidentale, Romania, Moldavia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Macedonia del Nord, Serbia, Albania, Grecia, isola di Creta, Bulgaria, Turchia europea e fino all'Anatolia occidentale. In Italia è diffusa su tutta la penisola, inclusa la Sicilia ma non la Sardegna dove invece è presente la specie affine Myotis punicus. Vive in ambienti boscosi o carsici, parchi e zone urbane fino a 2.100 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Myotis_oxygnathus)","Myotis oxygnathus.jpg","2021-01-19 12:37:12","2022-01-20 12:31:12","","enricolana","MAMMALIA","Myotis ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA",""," C. Robiller / www.naturlichter.de","","w_fauna","Francesco Saverio Monticelli (1863-1927) ","","","","","18" "262","","Pipistrellus kuhlii (Kuhl, 1817)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il pipistrello albolimbato è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 35 e 55 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 30 e 36 mm, la lunghezza della coda tra 30 e 45 mm, la lunghezza del piede tra 6 e 8 mm, la lunghezza delle orecchie tra 10 e 13 mm e un peso fino a 10 g.[3] Aspetto La pelliccia è corta, soffice, densa e lanuginosa. Le parti dorsali variano dal bruno-giallastro nella sottospecie P.k.ikhwanius al bruno-olivastro o bruno-rossastro scuro con la base dei peli più scura, mentre le parti ventrali sono leggermente più chiare e grigiastre. Il muso è largo, con due masse ghiandolari sui lati. Gli occhi sono piccoli. Le orecchie sono marroni o bruno-nerastre, strette, triangolari, ben separate tra loro e con l'estremità arrotondata. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, stretto, con il bordo anteriore dritto, quello posteriore fortemente convesso e con l'estremità arrotondata, mentre l'antitrago è leggermente sviluppato. Le membrane alari sono bruno-nerastre con il bordo posteriore marcato distintamente di bianco e attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi. La punta della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio, il quale può essere nerastro, brunastro o marrone chiaro. Il calcar è lungo e carenato. Il cariotipo è 2n=44 FNa=50. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alta intensità sotto forma di impulsi di durata intermedia a banda stretta e frequenza quasi costante finale di 35-40 kHz e con massima energia a 42 kHz. Biologia Comportamento Si rifugia in colonie spesso numerose formate da entrambi i sessi negli interstizi di edifici o costruzioni, più raramente nelle cavità degli alberi, sotto le cortecce esfoliate, nelle fessure rocciose e nelle cave o miniere. Utilizza le bat boxes. Nelle zone più settentrionali dell'areale entra in ibernazione da novembre a marzo od aprile, sebbene utilizzi gli stessi ricoveri delle stagioni più calde. Nelle altre parti è attivo durante tutto l'anno. Forma vivai fino a 100 femmine occasionalmente frequentate da alcuni maschi, i quali hanno la caratteristica di essere insolitamente silenziosi. L'attività predatoria inizia prima del tramonto oppure a volte anche in pieno giorno e si prolunga fino all'alba, talvolta interrotta da due o più soste. Il volo è rapido ed agile, con brevi planate e ripetuti percorsi circolari. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente ditteri, lepidotteri, tricotteri, coleotteri ed emitteri, catturati in volo intorno ai lampioni, in prossimità di alberi o sopra specchi d'acqua. Riproduzione Danno alla luce due piccoli, più raramente soltanto uno, da giugno fino a luglio. Gli accoppiamenti avvengono in tarda estate o in autunno. Le femmine raggiungono la maturità sessuale dopo un anno di vita. L'aspettativa di vita è fino a 8 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa ampiamente nell'Africa settentrionale, in Europa dal Portogallo fino al Kazakistan, nella Penisola Arabica nel Medio Oriente fino all'India. È nota un'osservazione anche nella provincia cinese meridionale dello Yunnan. In Italia è presente su tutto il territorio, isole comprese. Vive prevalentemente in ambienti urbani, ma anche in boschi, macchia mediterranea, oasi e steppe fino a 2.000 metri di altitudine, sebbene la quota massima preferita sia 700. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Pipistrellus_kuhlii)","Pipistrellus kuhlii.jpg","2021-01-19 10:47:21","2022-01-20 12:30:22","","enricolana","MAMMALIA","Pipistrellus ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Leonardoancillotto86","","w_fauna"," Heinrich Kuhl (1797-1821) ","","","","","16" "261","","Pipistrellus pipistrellus (Schreber,1774)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il pipistrello nano è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 36 e 51 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 28 e 34 mm, la lunghezza della coda tra 23 e 36 mm, la lunghezza del piede tra 6 e 7 mm, la lunghezza delle orecchie tra 9 e 13 mm, un'apertura alare fino a 24 cm e un peso fino a 8 g. Aspetto La pelliccia è corta, densa e soffice. Le parti dorsali variano dal marrone chiaro al color sabbia nella sottospecie P.p.aladdin, mentre le parti ventrali sono leggermente più chiare e talvolta con dei riflessi giallognoli. La base dei peli è ovunque nerastra. Il muso è largo, con due masse ghiandolari sui lati. Gli occhi sono piccoli. Le orecchie sono triangolari, ben separate tra loro, con l'estremità arrotondata e con un piccolo lobo rotondo alla base del bordo posteriore. Il trago è corto, con l'estremità arrotondata e con una proiezione triangolare sopra la base del margine posteriore. Le ali sono attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi, i quali sono piccoli. L'estremità della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio. Il calcar è lungo e provvisto di un piccolo lobo. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza iniziale di 90 kHz e finale di 37 kHz. Biologia Comportamento Si rifugia in colonie fino a 100.000 individui all'interno degli edifici, tra le rocce, nelle cavità degli alberi e nelle bat-boxes. Entra in ibernazione da novembre ad aprile principalmente nelle grandi chiese e in altri edifici, grotte, miniere, cantine e fessure nei muri dove la temperatura è di 0-6 °C e l'umidità relativa dell'85%. Può cambiare più volte ibernacolo durante questo periodo, il quale è interrotto ogni 1-4 settimane da risvegli improvvisi. Sono stati osservati gruppi fino a diverse migliaia di individui scegliere ambienti fortemente frequentati dall'uomo, illuminati anche di notte, sui pavimenti, in contenitori di vario tipo come vasi, lampadari ed altro. I motivi di tale comportamento sono del tutto sconosciuti. Forma vivai di 20-250 femmine, spesso insieme a pipistrelli di Nathusius, stabilizzati ad aprile o maggio ed abbandonati ad agosto, mentre i maschi vivono solitariamente in territori difesi da altri maschi nei quali successivamente troveranno posto anche 1-10 femmine. Tollera il freddo e può volare anche in pieno inverno in zone coperte di neve, mentre piove e con vento forte. L'attività predatoria inizia al crepuscolo, da 5 a 20 minuti dopo il tramonto, ma può emergere anche in pieno giorno soprattutto alla fine dell'inverno, in primavera e in autunno. Non si allontana per più di 2 km dai rifugi, le femmine durante il periodo riproduttivo dividono l'attività in due picchi separati da un periodo dedicato all'allattamento. Il volo è rapido, agile ed effettuato a 2-10 metri dal suolo, caratterizzato da picchiate e percorsi circolari. Si tratta di una specie prevalentemente sedentaria, tuttavia in alcune zone è in grado di effettuare spostamenti migratori fino a 770 km. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente chironomidi, lepidotteri e tricotteri catturati in volo su laghi, stagni, lungo i margini forestali, nei giardini, nelle discariche, lungo le strade e intorno ai lampioni. Riproduzione Danno alla luce un piccolo, più raramente due alla volta tra maggio e luglio. Il nascituro apre gli occhi dopo 8 giorni di vita, è in grado di volare dopo un mese ed è completamente indipendente a un mese e mezzo. Entrambi i sessi diventano maturi dopo un anno d'età. L'aspettativa di vita massima è di 16 anni e 7 mesi. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Ecozona paleartica dall'Europa, Isole Britanniche, Africa nord-occidentale, attraverso il Medio oriente, l'India e la Birmania fino alla Penisola coreana e l'isola di Taiwan. In Italia è presente su tutto il territorio, isole comprese. Vive in ambienti urbani ma anche boschi e foreste di ogni tipo fino a 2.000 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Pipistrellus_pipistrellus)","Pipistrellus pipistrellus.jpg","2021-01-19 00:44:01","2022-01-20 12:30:14","","enricolana","MAMMALIA","Pipistrellus","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA",""," Barracuda1983/wikimedia commons","","w_fauna","Johann Christian Daniel von Schreber (1739-1810) ","","","","","14" "260","","Hypsugo savii (Bonaparte, 1837)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il pipistrello di Savi è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 47 e 60 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 32 e 38 mm, la lunghezza della coda tra 30 e 43 mm, la lunghezza del piede tra 6 e 8 mm, la lunghezza delle orecchie tra 10 e 15 mm e un peso fino a 10 g.[3] Aspetto La pelliccia è lunga, densa, soffice e lucida. Le parti dorsali sono bruno-giallastre chiare con la base dei peli marrone scura, mentre le parti ventrali sono bianco-giallastre o bianco-grigiastre con la base dei peli bruno-nerastra. Il muso è nerastro, largo, con due masse ghiandolari sui lati. Le orecchie sono marroni scure o nere, larghe, triangolari, ben separate tra loro e con l'estremità arrotondata. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, con il bordo posteriore leggermente convesso, con un piccolo lobo alla base e con la punta arrotondata. Le membrane alari sono marroni scure. La punta della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio. Il calcar è provvisto di un lobo terminale piccolo ma visibile. Ecolocazione Emette ultrasuoni a basso ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di durata intermedia a frequenza quasi costante iniziale di 35-38 kHz e finale di 30-33 kHz. Biologia Comportamento In primavera forma vivai di 20-70 femmine all'interno di cavità degli alberi, sotto cortecce esfoliate e in fessure rocciose o nei muri, mentre in inverno entra in ibernazione e si rifugia singolarmente, preferendo cavità sotterranee naturali o artificiali. Il volo è lento, rettilineo con brevi planate ed effettuato a 10-50 metri dal suolo. Effettua spostamenti tra i vari siti stagionali fino a 250 km. L'attività predatoria inizia prima del tramonto e prosegue per tutta la notte. Alimentazione Si nutre di piccoli insetti, particolarmente ditteri, lepidotteri, imenotteri e neurotteri catturati in volo sopra specchi d'acqua, sulla volta forestale, lungo rilievi rocciosi, strade di campagna e cittadine ed intorno alla luce dei lampioni. Alcuni esemplari sono stati osservati cacciare sulla superficie del mare in pieno giorno in alcune zone dell'Adriatico. Riproduzione Danno alla luce solitamente due piccoli alla volta da metà giugno ai primi di luglio. Gli accoppiamenti avvengono a fine agosto e inizi di settembre. Il neonato pesa circa 1,2 g e viene svezzato a 7-8 settimane. Le femmine diventano mature sessualmente dopo un anno di vita. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Africa settentrionale, Europa meridionale fino ai Balcani, nel Vicino oriente, dal Caucaso e Turkestan fino alla Mongolia meridionale e all'India e Cina settentrionali. È inoltre presente sulle Isole Canarie e nelle principali isole del Mar Mediterraneo. Vive in alture rocciose, valli profonde, scogliere, boschi e foreste di varia natura ma anche in parchi cittadini, zone agricole ed edifici fino a 3.300 metri di altitudine. (https://it.wikipedia.org/wiki/Hypsugo_savii)","Hypsugo savii.jpg","2021-01-18 22:42:13","2022-01-20 12:30:10","","enricolana","MAMMALIA","Hypsugo ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","© Michel Royon / Wikimedia Commons","","w_fauna","Charles Lucien Jules Laurent Bonaparte (1803-1857) ","","","","","12" "259","","Eptesicus serotinus (Schreber,1774)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il serotino comune è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica. Dimensioni Chirottero di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 66 e 92 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 49 e 57 mm, la lunghezza della coda tra 52 e 58 mm, la lunghezza del piede tra 10 e 18 mm, la lunghezza delle orecchie tra 14 e 22 mm, un'apertura alare fino a 38 cm e un peso fino a 35 g. Aspetto La pelliccia è lunga e densa. Le parti dorsali sono bruno-grigiastro, mentre le parti ventrali sono bruno-giallastro o bianche con la base dei peli più scura. Il muso è largo, appiattito, con due masse ghiandolari sui lati e grigio-brunastro scuro. Le orecchie sono corte, triangolari, grigio-brunastre scure, con l'estremità arrotondata e i bordi ispessiti. La superficie dorsale anteriore e il lobo posteriore sono ricoperti di peli arancioni. Il trago è stretto, con l'estremità arrotondata e leggermente inclinato in avanti. Le membrane alari sono grigio-brunastre scure e attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi. Il pollice ha una callosità alla base. La punta della lunga coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio. Il calcar è lungo e con un lobo terminale molto sottile. Il cariotipo è 2n=50 FNa=44, 46, 48. Ecolocazione Emette ultrasuoni a basso ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale di 65 kHz e finale di 23 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia singolarmente o in gruppi di 10-20 individui negli edifici, sotto le travi dei tetti, nelle fessure dei muri, più raramente nelle cavità degli alberi, nelle bat boxes e nella parte più meridionale dell'areale anche nelle grotte. Durante questo periodo forma vivai nelle quali si riuniscono fino a 500 femmine, mentre i maschi tendono a vivere solitariamente. In inverno entra in ibernazione da ottobre ad aprile in gruppi fino di 2-4 individui in ambienti sotterranei come grotte, gallerie, miniere e cantine, più raramente tra tronchi accatastati, sotto i tetti e nelle chiese, con temperature tra 2 e 4 °C ed aria relativamente secca. Può sopportare temperature per breve tempo fino a -6 °C. L'attività predatoria è divisa in due picchi, il primo mezz'ora dopo il tramonto, talvolta anche con la luce del giorno e si svolge a non più di 1 km dai ricoveri, mentre il secondo è effettuato poco prima dell'alba . Il volo è lento, dritto ma agile. Effettua spostamenti fino a 330 km. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente lepidotteri, coleotteri come scarabeidi, odonati, ed ortotteri catturati in volo o anche al suolo lungo i margini dei boschi, zone agricole, pascoli, giardini e discariche. Può catturare anche molluschi gasteropodi. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta. Il nascituro apre gli occhi dopo una settimana, sviluppa la dentatura definitiva alla fine della terza settimana ed è in grado di volare dopo 4-5 settimane. Diventa completamente indipendente dopo altre due settimane. Gli accoppiamenti avvengono da metà agosto fino ad autunno inoltrato. Le femmine raggiungono la maturità sessuale a 1-2 anni di età. L'aspettativa di vita è fino a 21 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Ecozona paleartica dal Portogallo attraverso tutta l'Europa, l'Africa nord-occidentale, il vicino oriente, l'Asia centrale e la parte settentrionale del Subcontinente indiano fino alla Cina, Penisola coreana e all'isola di Taiwan. L'unica osservazione riportate sulle Isole Canarie si riferiva ad un individuo vagante, morto subito dopo la cattura. In Italia è presente su tutto il territorio, Sicilia e Sardegna incluse. Vive nei boschi, parchi e giardini cittadini, foreste temperate e foreste secche subtropicali, zone semi-desertiche fino a 1.440 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Eptesicus_serotinus)","Eptesicus serotinus.jpg","2021-01-18 21:29:37","2022-01-20 12:30:03","","enricolana","MAMMALIA","Eptesicus ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Mnolf - Photo taken in Rum, Tirol, Austria","","w_fauna","Johann Christian Daniel von Schreber (1739-1810) ","","","","","10" "137","","Barbastella barbastellus (Schreber, 1774)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","Il barbastello è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Ecozona paleartica Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 45 e 60 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 31 e 43 mm, la lunghezza della coda tra 36 e 52 mm, la lunghezza delle orecchie tra 12 e 18 mm e un peso fino a 13,5 g.[3] Aspetto La pelliccia è lunga. Le parti dorsali variano dal marrone scuro al nerastro, con le punte dei peli sulle spalle giallo-brunastre, mentre le parti ventrali sono grigio scure. Il muso è corto, largo, tronco e con due rigonfiamenti ghiandolari densamente ricoperti di peli sui lati. Il labbro superiore è densamente frangiato, mentre le narici si aprono verso l'alto e all'infuori. Le orecchie sono grandi ma non allungate, unite alla base, rivolte in avanti e con un lobo antitragale alla base del bordo esterno. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, appuntito e ricoperto di peli. Le membrane alari variano dal bruno-grigiastro al bruno-nerastro, sono larghe con l'estremità appuntita e attaccate posteriormente alla base dell'alluce. La punta della coda si estende leggermente oltre l'ampio uropatagio. Gli arti inferiori sono allungati. Il cariotipo è 2n=32 FNa=50. Ecolocazione Emette ultrasuoni a basso ciclo di lavoro con impulsi di breve durata a frequenza quasi costante tra 32,6 e 34,8 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia negli edifici, talvolta cavità degli alberi e nella parte più meridionale dell'areale anche nelle grotte dove forma vivai formati da circa 5-30 femmine. In inverno preferisce grotte, cantine e miniere con temperature di 0-8° c, ma molto spesso anche ben al disotto dello zero termico a circa -6 °C. Potendo resistere per breve tempo anche a temperature fino a -16,5 °C, questo pipistrello può cambiare i ricoveri anche in pieno inverno e disporsi vicino alle entrate in presenza di ghiaccio o neve. Entra in ibernazione da ottobre ad aprile solitariamente o in grossi gruppi fino anche a 7.800 individui, talvolta insieme ai pipistrelli nani. L'attività predatoria solitamente inizia molto presto, anche con la luce del giorno e con cattivo tempo. Stabilisce dei percorsi regolari circolari di circa 50-100 metri di diametro a circa 4-5 metri dal suolo. Il volo è agile e manovrato, lento e fluttuante. Può effettuare spostamenti fino a 290 kM, ma principalmente tende ad essere sedentario. Alimentazione Si nutre di piccoli insetti catturati in volo o sopra rami di alberi o sul fogliame sopra specchi d'acqua, nei boschi o lungo i loro margini, nei giardini e nelle strade illuminate. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta a partire da metà giugno e dopo una gestazione di 6 mesi. Il nascituro raggiunge le dimensioni adulte dopo 8-9 settimane di vita. L'aspettativa di vita è di 21 anni e 9 mesi. Le femmine diventano mature sessualmente dopo due anni di età. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa in Europa ad est fino alla Bielorussia, Ucraina centrale e Crimea; nel Caucaso, in Marocco, sulle Isole Canarie, Isole Britanniche, Isole Baleari, Corsica, Sardegna e Sicilia. Si è probabilmente estinta in Belgio. In Italia è presente su tutto il territorio eccetto il versante adriatico dalle Marche alla Puglia. Vive nelle zone boscose collinari e montane e anche in zone urbane fino a 2.260 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Barbastella_barbastellus)","Barbastella_barbastellus_0.jpg","2021-01-12 18:09:04","2022-01-20 12:29:58","","enricolana","MAMMALIA","Barbastella ","davide","Barbastella_barbastellus_1.jpg","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Enrico Lana","Valentina Balestra","w_fauna","Johann Christian Daniel von Schreber (1739-1810) ","","","","","8" "135","","Plecotus auritus (Linnaeus, 1758)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","L’orecchione comune od orecchione bruno (Plecotus auritus) è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso in Europa. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 42 e 53 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 34 e 43 mm, la lunghezza della coda tra 37 e 55 mm, la lunghezza del piede tra 7 e 8 mm, la lunghezza delle orecchie tra 37 e 55 mm e un peso fino a 12 g.[3] Aspetto La pelliccia è lunga, soffice e lanosa. Le parti dorsali variano dal marrone al bruno-grigiastro, mentre le parti ventrali sono più chiare. Il muso è conico, bruno e con una maschera più scura intorno agli occhi e alla bocca. Le orecchie sono enormi, ovali, marroni, unite sulla fronte da una sottile membrana cutanea. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, affusolato e con l'estremità smussata. Le membrane alari sono marroni e semi-trasparenti. Le dita dei piedi sono ricoperte di peli brunastri e munite di robusti artigli marroni. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il cariotipo è 2n=32 FNa=50. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale di 55 kHz e finale di 24 kHz. Questa configurazione è adatta alla predazione nella densa vegetazione in presenza di diversi ostacoli. Biologia Comportamento In estate si rifugia in piccoli gruppi di 5-10 individui nelle cavità degli alberi, spesso vicino al terreno, in nidi di altri animali, nelle fessure rocciose e negli edifici. In inverno preferisce luoghi sotterranei come grotte, miniere, cantine frequentemente in gruppi di 2-3 adulti, con i maschi spesso solitari. Forma vivai di 10-50, talvolta fino a 100 femmine, tra aprile e maggio. Tollera il freddo ed entra in ibernazione, tra ottobre-novembre fino a marzo-inizi di aprile, a temperature di 2-5 °C ed umidità prossima al 100%, sebbene possa sopportare per alcuni giorni anche temperature fino a -3,5 °C. L'attività predatoria inizia dopo il tramonto a notte fonda e prosegue fino all'alba, tornando più volte ai propri ricoveri. Il volo è lento, manovrato ed effettuato fino a 15 metri dal suolo. È una specie sedentaria, con piccoli spostamenti fino a 88 km, principalmente tra siti invernali ed estivi. Alimentazione Si nutre di insetti, principalmente lepidotteri e in misura minore grossi ditteri catturati in volo nella densa vegetazione e talvolta negli spazi aperti. quando si tratta di piccole prede, queste vengono divorate in volo, mentre quelle più grandi vengono trattenute temporaneamente nell'uropatagio e mangiate sopra un posatoio. Riproduzione Danno alla luce un piccolo una volta all'anno, a metà giugno. Si accoppiano a fine estate e in autunno, anche se sono stati osservati in primavera e probabilmente anche durante l'inverno. I nascituri iniziano a volare a circa un mese di vita e vengono svezzati il mese dopo. Le femmine diventano mature a due anni di età. L'aspettativa di vita è fino a un massimo di 30 anni, sebbene mediamente sia di soli 4 anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa in Europa, dal Portogallo, fino agli Urali e al Caucaso. In Italia è presente fino alla Campania e alla Puglia settentrionali e in Sardegna. Vive nei boschi decidui e conifere, nei parchi e giardini cittadini fino a 2.350 metri di altitudine. Tollera gli ambienti antropici in misura minore rispetto all'orecchione meridionale. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Plecotus_auritus)","Plecotus_auritus_2.jpg","2021-01-12 17:37:26","2022-01-20 12:29:54","","enricolana","MAMMALIA","Plecotus","davide","Plecotus_auritus.jpg","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","Valentina Balestra","w_fauna","Carl Nilsson Linnaeus (1707-1778) ","","","","","7" "258","","Plecotus austriacus (Fischer, 1829)","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","L’orecchione meridionale od orecchione grigio è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso in Europa. Dimensioni Chirottero di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 41 e 58 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 37 e 45 mm, la lunghezza della coda tra 37 e 55 mm, la lunghezza del piede tra 7 e 10 mm, la lunghezza delle orecchie tra 37 e 42 mm e un peso fino a 14 g.[3] Aspetto La pelliccia è lunga e soffice. Le parti dorsali sono grigio scure con la punta dei peli più scura, mentre le parti ventrali sono grigiastre, talvolta con dei riflessi giallastri. La base dei peli è ovunque nerastra. Il muso è conico e ricoperto completamente di peli scuri. Le orecchie sono enormi, ovali, nerastre, unite sulla fronte da una sottile membrana cutanea. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, affusolato e con l'estremità smussata. Le membrane alari sono bruno-grigiastre scure. Le dita dei piedi sono marroni scure, cosparse di corti peli brunastri e munite di artigli corti. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Ecolocazione Emette ultrasuoni ad alto ciclo di lavoro sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale di 45 kHz e finale di 20 kHz. Biologia Comportamento In estate si rifugia sotto i tetti spesso insieme al ferro di cavallo minore e al vespertilio maggiore e più raramente all'interno di grotte ed altre cavità sotterranee. In inverno preferisce cavità sotterranee naturali o artificiali a temperature di 2-9 °C, relativamente più calde rispetto all'orecchione comune dove forma piccoli gruppi di 2-5 individui oppure sverna solitariamente. Forma vivai di 10-30, fino a 100 femmine. È una specie sedentaria con spostamenti massimi di 62 km tra i siti invernali ed estivi. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente lepidotteri nottuidi e in misura minore di ditteri. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta da metà a fine giugno. Gli accoppiamenti avvengono da settembre a metà ottobre. L'aspettativa di vita può arrivare fino a 25 anni e mezzo. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa in gran parte dell'Europa occidentale, centrale e sud-orientale. È presente in Portogallo, isola di Madeira, Spagna, Isole Baleari, Francia, Corsica, Belgio, Paesi Bassi meridionali, Lussemburgo, Gran Bretagna sud-occidentale, Svizzera, Italia settentrionale e centrale, Sicilia, Sardegna, Austria; Germania e Polonia centrali e meridionali, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Bosnia ed Erzegovina, Croazia, Montenegro, Macedonia, Serbia, Albania settentrionale, Grecia nord-orientale, Bulgaria, Romania, Moldavia, Ucraina occidentale, Svezia meridionale e Turchia europea. Vive nelle zone agricole e negli abitati, boschi mediterranei e lecceti fino a 2.000 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Plecotus_austriacus)","Plecotus_austriacus.jpg","2021-01-18 19:58:05","2022-01-20 12:29:50","","enricolana","MAMMALIA","Plecotus ","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Andrei Sakhno - https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Shao","","w_fauna","Johann Gotthelf Fischer von Waldheim (1771-1853) ","","","","","5" "136","","Plecotus macrobullaris Kuzyakin, 1965","CHIROPTERA","VESPERTILIONIDAE","L'orecchione alpino (Plecotus macrobullaris) è un Chirottero della famiglia dei Vespertilionidi diffuso in Europa meridionale e vicino oriente. Chirottero di piccole dimensioni, con una lunghezza totale della testa e del corpo tra i 46 e i 55 mm, l'avambraccio lungo tra i 37 e i 46 mm, la coda tra i 41 e i 53 mm e le orecchie tra i 34 e i 38 mm. L'orecchione alpino arriva a un peso di 12 g.[3] Aspetto La pelliccia è lunga. Le parti dorsali sono grigio-giallastre o grigio chiare, mentre le parti ventrali sono giallastre, grigio-biancastre o bianche. La base dei peli è ovunque nerastra. Il muso è conico, chiaro con una maschera facciale più scura, cosparso di pochi peli e con un cuscinetto carnoso triangolare sul mento. Le orecchie sono enormi, ovali, marroni, unite sulla fronte da una sottile membrana cutanea. Il trago è lungo circa la metà del padiglione auricolare, affusolato e con l'estremità smussata. Le membrane alari sono marroni e semi-trasparenti. Le dita dei piedi sono cosparse di peli brunastri e munite di robusti artigli chiari. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Biologia Comportamento Si rifugia in gruppi fino a 50 individui all'interno di edifici. In inverno preferisce grotte ed altri ricoveri sotterranei. Forma vivai, osservati frequentemente nelle chiese. Alimentazione Si nutre di insetti, particolarmente falene e in misura minore tipule, catturati in volo sopra radure o pascoli. Riproduzione Danno alla luce un piccolo alla volta tra giugno e luglio. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa nell'Europa meridionale e nel vicino oriente, dalla parte centro-orientale dei Pirenei, tra Francia, Spagna ed Andorra, attraverso tutto l'arco alpino, dalla Francia sud-orientale, Svizzera, Liechtenstein, Germania meridionale, Austria fino alla Slovenia, le coste adriatiche della Croazia e la Serbia, Albania settentrionale, Grecia meridionale, il Peloponneso e l'isola di Creta, fino a gran parte dell'Anatolia, la Siria nord e sud-occidentale, la Russia sud-occidentale, Georgia, Armenia, Azerbaigian fino all'Iran nord-occidentale e la parte centrale dei Monti Zagros. In Italia è presente nelle zone alpine del Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Vive in ambienti collinari e montani, principalmente carsici in querceti, faggete, pinete fino a 2.800 metri di altitudine. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Plecotus_macrobullaris)","Plecotus_macrobullaris_1.jpg","2021-01-12 17:46:05","2022-01-20 12:29:47","","enricolana","MAMMALIA","Plecotus ","davide","Plecotus_macrobullaris_2.jpg","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","Valentina Balestra","Valentina Balestra","w_fauna","Aleksandr Petrovič Kuzyakin (1915-1988) ","","","","","3" "257","","Miniopterus schreibersi (Kuhl, 1817)","CHIROPTERA","MINIOPTERIDAE","Il miniottero comune o miniottero di Schreibers è un Chirottero della famiglia dei Miniotteridi diffuso nel Vecchio Mondo. Dimensioni Chirottero di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 47 e 63 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 42 e 51 mm, la lunghezza della coda tra 56 e 64 mm, la lunghezza del piede tra 8 e 10 mm, la lunghezza delle orecchie tra 7 e 13 mm, un'apertura alare fino a 34,2 cm e un peso fino a 19,5 g. Aspetto La pelliccia è corta, molto soffice e densa. Le parti dorsali sono bruno-grigiastre, grigie o nero-brunastre, mentre le parti ventrali sono più chiare con la base dei peli più scura. La fronte è molto alta e bombata, il muso è stretto e con le narici molto piccole. Le orecchie sono corte, triangolari, ben separate tra loro, con l'estremità arrotondata e bruno-grigiastre o marroni. Il trago è moderatamente lungo, con i bordi paralleli e l'estremità arrotondata. Le membrane alari sono molto allungate, strette, bruno-grigiastre e attaccate posteriormente sulle caviglie. La lunga coda è inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il calcar è lungo e privo di carenatura. Il cariotipo è 2n=46 FNa=50, sebbene sia stato riscontrato 2n=46 FNa=52 in esemplari della Serbia. Ecolocazione Emette ultrasuoni sotto forma di impulsi di breve durata a banda larga con frequenza massima compresa tra 48,8-52,8 kHz nelle forme asiatiche e 54,2 kHz in quelle europee. Biologia Comportamento Si rifugia di giorno in colonie numerose fino a diverse decine di migliaia di individui all'interno di grotte, cisterne, cunicoli, acquedotti e cantine. In inverno le colonie possono essere ancora più numerose, come osservato in una grotta in Bulgaria, fino a 120.000 esemplari. Le femmine tendono a formare vivai, dove sono spesso presenti numerosi maschi. Normalmente si aggrappa con le zampe alle pareti, più raramente in contatto con la superficie o con altri individui. Condivide i siti con altre specie di pipistrelli, in particolare del genere Rhinolophus e Myotis. Durante le giornate autunnali raggiunge uno stato di torpore diurno, mentre entra in ibernazione da ottobre a marzo in Europa. Solitamente preferisce temperature esterne tra 7 e 12 °C. Raggiunge velocità di 50-55 km/h, ma può effettuare anche voli molto lenti e manovrati. Sebbene siano rare le migrazioni stagionali, per lo più limitate all'interno delle reti sotterranee, sono stati registrati spostamenti fino a 833 km. Oltre all'ecolocazione emette due tipi di vocalizzazione udibili all'uomo. L'attività predatoria inizia al crepuscolo, poco dopo il tramonto. Alimentazione Si nutre di insetti volanti, principalmente lepidotteri, coleotteri e ditteri, catturati sopra spazi aperti a circa 5-20 metri dal suolo e lontano dai rifugi. Riproduzione Gli accoppiamenti avvengono in autunno, seguiti da un ritardato impianto dell'embrione, unico tra le specie di pipistrelli europei e dopo una gestazione di 8-9 mesi nasce un piccolo alla volta non prima dell'estate. Le femmine diventano mature sessualmente al secondo anno di età. L'aspettativa di vita media è di tre anni, mentre in cattività può raggiungere i sedici anni. Distribuzione e habitat Questa specie è diffusa in Europa, Africa settentrionale e Africa subsahariana, Vicino oriente, Asia centrale e orientale, Indonesia, Filippine, Giappone, Melanesia fino alla Nuova Caledonia ed Australia. È la specie di pipistrello con il più vasto areale al mondo e il più abbondante dopo il pipistrello dalla coda libera messicano. Vive principalmente in regioni carsiche fino a 1.000 metri di altitudine, ma anche in foreste di sclerofille, praterie semi-desertiche, steppe, foreste pluviali, foreste montane fino a 2.100 metri di altitudine e in fattorie ed insediamenti umani. È molto abbondante nelle regioni mediterranee. (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Miniopterus_schreibersii)","Miniopterus schreibersi.jpg","2021-01-18 19:39:57","2022-01-20 13:50:30","","enricolana","MAMMALIA","Miniopterus","davide","","SUBTROGLOFILO","CHORDATA","","C. Robiller/naturlichter.de","","w_fauna","Heinrich Kuhl (1797-1821) ","","","","","1"