Sistema del Pesio

Area carsica
Sviluppo reale
33722
Dislivello totale
286
Descrizione
La zona sorgiva è costituita da due emergenze principali ubicate in corrispondenza di depositi detritici: le sorgenti del Pesio, sottostanti le Pareti del Pis (a quota 1380 m) e le sorgenti del Pesio 18, nel Vallone dell'Oro (a quota 1340 m). La loro portata complessiva durante i periodi di magra è di circa 60 l/s. Le risorgive, tra le rocce del basamento e quelle carbonatiche, sono coperte da una spessa coltre di depositi di versante. Sulla parete sovrastante le sorgenti del Pesio, si trovano le emergenze di troppo-pieno del sistema: la più importante di tutte dà origine, in occasione di rilevanti apporti infiltrativi, ad una spettacolare cascata di oltre 20 m di altezza, il Pis del Pesio, defluente dall'omonima cavità (a quota 1450 m). In questa grotta scorre solo una parte delle acque sotterranee del sistema: durante i periodi di magra, il flusso idrico abbandona le gallerie principali a circa 20 m dall'uscita e, seguendo una serie di discontinuità, raggiunge il contatto calcari-basamento (coperto dai detriti). Torna poi alla luce dando origine alle sorgenti ubicate una cinquantina di metri più a valle. In occasione di piogge abbondanti o fusione nivale, queste vie non riescono a smaltire gli importanti volumi idrici, il livello delle acque risale nella grotta di circa 8 m, fuoriuscendo così dall'ingresso principale. La portata, in questi periodi, supera anche i 5 m3/s.
I limiti idrogeologici del sistema sono stati accertati mediante test con traccianti: le prime colorazioni risalgono agli anni '60-70. Una colorazione effettuata nell'Abisso dei Perdus ed un'altra nel Cappa avevano evidenziato un collegamento diretto del settore della Conca delle Carsene con le sorgenti del Pesio. Lo stesso risultato era stato ottenuto da un tracciamento eseguito nell'inghiottitoio di Pian Ambrogi, dimostrando quindi l'appartenenza dell'intera zona carsica, posta in territorio francese, al sistema del Pesio. Notevoli dubbi rimanevano nei rapporti intercorrenti con le due principali emergenze: alcuni test sembravano infatti evidenziare un collegamento con la sola sorgente del Pesio 18. Negli anni '80, un ulteriore tracciamento eseguito nel torrente Barraja (abisso Cappa) ed un campionamento diretto delle acque presso le due sorgenti del Pesio, hanno invece dimostrato che il colorante giungeva ai due punti di rilevamento contemporaneamente e in tempi molto rapidi (3 giorni), fugando i dubbi del decennio precedente. Nel 2008 un test eseguito nell'abisso Penthotal, durante il periodo di magra estivo, ha evidenziato velocità di deflusso delle acque sotterranee molto lente, con un arrivo del colorante alle due sorgenti in concentrazioni molto ridotte e dopo circa un mese dall'immissione.
Le esplorazioni speleologiche effettuate nei diversi abissi dell'area hanno evidenziato l'esistenza di un collettore principale, rinvenuto nei settori terminali del Cappa, che alimenta un sifone ubicato alla stessa quota dei sifoni del Pis del Pesio, dimostrando la presenza di una zona satura nel settore di Valle della Conca (zona di Gias dell'Ortica). Durante i periodi di piena le acque sotterranee non riescono ad essere smaltite rapidamente dal collettore principale e risalgono di diverse decine di metri, invadendo le gallerie della zona epifreatica. Al di sopra della rete carsica attiva, sono presenti diversi livelli di gallerie con morfologia a pieno carico, che evidenziano l'esistenza di diverse fasi di carsificazione dell'area. Questa ha avuto inizio a partire dalle importanti fasi di sollevamento della catena alpina alla fine del Miocene, nel Pliocene, in parte nel Pleistocene ed è proseguita fino alle fasi di ringiovanimento oloceniche. li livello più esteso è ubicato ad una quota compresa tra i 1600-1700 m, mentre le gallerie più vecchie si estendono tra i 1800 ed i 1900 m di quota. Queste spettacolari condotte, che in alcuni tratti raggiungono diametri superiori ai 5 m, si incontrano in tutte le principali cavità dell'area ed in particolare negli abissi Cappa, Straldi, Perdus e Parsifal. La rete a pieno carico viene intercettata ed attraversata dalla più giovane circolazione idrica vadosa, che si approfondisce fino a raggiungere i livelli di base attuali. Ciottoli fluitati, anche di grosse dimensioni e di natura quarzitica, si rinvengono in tutti i livelli ed evidenziano fasi di riempimento probabilmente legate alle diverse fasi glaciali ed interglaciali quaternarie.
Data ultimo aggiornamento
2020-12-31 12:06:04

Tracciamenti effettuati in questo sistema:

Giovedì 01 Gennaio 1970 Sistema del PesioVisualizza
Martedì 01 Luglio 2008 Sistema del PesioVisualizza

Grotte conosciute in questo sistema: 9


PI134 Pis del Pesio wgs84: 44.1990869N 7.6434895E Q.
PI222 Abisso Perdus wgs84: 44.1796658N 7.6486889E Q.
PI616 Abisso Cappa wgs84: 44.1805941N 7.6502941E Q.
PI3007 Abisso Denver wgs84: 44.1827604N 7.6561124E Q.
PI199 Abisso Straldi-1 wgs84: 44.1782284N 7.6573538E Q.
PI651 Abisso 18 delle Carsene wgs84: 44.1817119N 7.6557609E Q.1986
PI621 Abisso John Belushi wgs84: 44.1866514N 7.6493801E Q.
PI3271 Abisso Parsifal wgs84: 44.1939343N 7.6462856E Q.
PI3306 Grotta dei Cocomeri in salita wgs84: 44.1971433N 7.644335E Q.1700
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Sviluppo reale complesso: 33722 m. (calcolato sommando lo sviluppo reale delle cavità)
Dislivello totale complesso: 286 m.
Profondità calcolata dall'ingresso più alto al punto più profondo: 286 m.

Gli ingressi sono disposti in un area di 2.33 km x 1.07 km.

Le grotte si sviluppano da quota 1700 m s.l.m. fino alla quota di 1986 m s.l.m. in corrispondenza dell'ingresso dell'Abisso 18 Delle Carsene.
L'ingresso più basso corrispondente alla Grotta Dei Cocomeri In Salita si trova a quota 1700 m s.l.m. .


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