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Mardi 10 Augusto 2021 - 09:18 davide Voir

Idversions
5994
Indicatif
PI2509

Grotta delle Arenarie

Regione
PIEMONTE
Provincia
VC
Comune
VALDUGGIA
Montagne
FENERA
Zones d'intérêt spéléologique
FENERA Fenera
Dimensioni
Lenght total
3000
Depth negative
143
Depth total
143
Coordinates type
UTM WGS84 32T
Posizione ingresso
Latitude
5062269
Longitude
446647
Original coordinates type
UTM ED50
Hauteur
770
Riferimenti a censimenti speciali
Closed notes
Per raggiungere la cavità è necessario risalire da Borgosesia verso Valduggia, qui prima di raggiungere il paese, si svolta a destra e si sale fino alla frazione Colma dove si può lasciare l'auto. Usciti dall'abitato, si oltrepassa il cimitero e, dopo circa trenta minuti di cammino, sul comodo tratturo che porta alla cima del monte Fenera, si devia a sinistra, imboccando una via pianeggiante ben visibile. Superato un grosso slargo, il sentiero si riduce di dimensioni continuando a costeggiare il monte pressoché alla stessa quota. Raggiunto un bivio, si prosegue a sinistra fino ad arrivare in prossimità di un canalone ricoperto
da detriti. A questo punto si scende a sinistra e, tra gli alberi, si potrà scorgere la botola che protegge il secondo ingresso della grotta (Via Nuova). Traversando pressoché in piano verso sinistra, in direzione sud-ovest, si raggiunge in pochi minuti il primo ingresso (Via Vecchia) situato alla base di una modesta parete di arenaria. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 1 (2010)
Le due entrate attualmente sono raggiungibili tramite il sentiero 769 che parte da Fenera San Giulio a causa di dissesti del versante S
Position vérifiée de
Davide Barberis
Check date
26/12/2018 00:00:00
Clubs spéléleologiques
5,7
Description
Nonostante il nome, solo un'esigua parte si sviluppa nelle arenarie 49{_Via Vecchia): infatti, già nel primo pozzo, risulta visibile il passaggio dalle arenarie alla dolomia, dove si estende il resto della grotta.
VIA VECCHIA
Un ridotto passaggio, tra i resti di un'antica inferriata, immette in uno scivolo che termina in una modesta sala.
Sul fondo, infilandosi in un breve meandro, si perviene all'attacco del primo pozzo. Da qui una serie di salti, intervallati da passaggi molto stretti, conduce in breve a -60 m dall'ingresso. È interessante segnalare la presenza, sul secondo pozzo, di uno strato fossilifero a crinoidi. Proseguendo verso valle, alcuni passaggi disagevoli sfociano in grandi ambienti in successione. Dall'ultimo salone, sulla sinistra, ha inizio la stretta forra attiva che porta verso il fondo della grotta. Dopo circa 200 m di percorso stretto, si raggiunge il Quadrivio: evidente punto d'intersezione tra la Via Vecchia e la Via Nuova. Dal Quadrivio, verso valle, in pochi minuti si giunge alla base dello spettacolare camino di 80 m (che continua poi con un cunicolo, per un dislivello totale di circa + 120 m), risalito dai biellesi alla fine degli anni '70. Seguendo l'acqua, attraverso ambienti sempre più stretti, si arriva all'imbocco del Sifone: condotto alto dai 30 ai 50 cm e lungo oltre 20 m con l'acqua che, nei periodi secchi, lascia lo spazio necessario a respirare. Un P10 e una stretta forra che diventa impraticabile, per le dimensioni e per l'acqua, segnano la fine delle esplorazioni biellesi alla profondità di -143 m .
VIA NUOVA
Rappresenta sicuramente la via più rapida e comoda per raggiungere il camino da 80 m e da li, eventualmente, il fondo. L'.ingresso è costituito da un saltino di circa 4 m che immette in uno scivolo basso e fangoso.
Proseguendo per uno stretto budello, si sbuca alla sommità di un grande ambiente. Da qui si comincia a scendere su frana e una serie di saloni intervallati da passaggi stretti conducono all'attacco del Pozzo delle Concrezioni (P15). Dalla base del pozzo, in breve, si raggiunge il Quadrivio e quindi la Via Vecchia. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 1 (2010)
Faune
Alpioniscus feneriensis (Parona, 1880)|Chthonius spp. |Metellina merianae (Scopoli, 1763)|Rhinolophus ferrumequinum (Schreber, 1774)|Sphodropsis ghilianii (Schaum, 1858)|Tegenaria silvestris L. Koch, 1872|Trechus lepontinus Ganglbauer, 1891|Troglohyphantes lanai Isaia & Pantini, 2010|Troglohyphantes lucifuga Simon, 1884
Histoire
La grotta delle Arenarie era una piccola cavità, con uno sviluppo inferiore ai 20 m, conosciuta già da tempo. Nel 1971 i biellesi del GSBi riescono a liberare un passaggio nella frana che costituiva il termine della grotta, dando così il via alle esplorazioni. In breve tempo la grotta delle Arenarie diventa la più importante del monte Fenera e la più estesa del Piemonte nord. Tra il 1977 e il 1978, viene scoperta ed esplorata la cosiddetta Via Nuova. (tratto da: Atlante delle aree carsiche piemontesi - Volume 1 (2010)

Authorphoto1
Arianna Paschetto
Auteur de la faune
Enrico Lana
Import rawdata
Numero:2509;Nome:Grotta delle Arenarie;Regione:Piemonte;Provincia:VC;Comune:Valduggia;Area carsica:Fenera;Latitudine:446647;Longitudine:5062269;Datum:UTM WGS84;Convertite da:UTM ED50;Quota altimetrica (m.slm):770;Posizione verificata su campo da curatore:Davide Barberis;Data ultima verifica su campo:26/12/2018;Sviluppo reale (m):3000;Dislivello negativo (m):143;Dislivello totale (m):143;Note_:pozzi e fessure;
Dati compilazione
Recordinsert
03/06/2020
Mis à jour de
davide
Dernière modification
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