CAPI95

PERTUS 'D LA MENA

Primo censitore
MAGRÌ FEDERICO
Regione
PIEMONTE
Provincia
TO
Comune
SAN SECONDO DI PINEROLO
Località
RIVOIRA RUBIANI
Indirizzo
La cavità si apre lungo un rio, in corrispondenza dell'edificio sito in via Rivoira Rubiani n. 10.
Epoca
età medievale 476 d.C. - 1492
Litologia ingresso
Concrezionamenti
Assenti
Materiali estratti
Utilizzazione attuale
Abbandono
Grado di artificialità
100% circa
Dimensioni
Sviluppo reale
24.3
Sviluppo planimetrico
24.3
Estensione
24.3
Dislivello positivo
0
Dislivello negativo
0
Dislivello totale
0
Posizione dell'ingresso
Latitudine
44.846808
Longitudine
7.294985
Tipo di coordinate
Geografiche WGS84
Quota altimetrica
430
Data ultima verifica sul campo
01/01/1970 00:00:00
Riferimenti a censimenti speciali
Pericolosità
Nessun pericolo
Note dei pericoli
Stante le ridotte dimensioni e le condizioni della roccia in cui è stata scavata, non vi sono particolari pericoli all'interno.
Stato di conservazione
buono
Staticità
ottima
Andamento
ORIZZONATALE
Descrizione
L’imbocco, che trovandosi a circa 4 metri dal sottostante pianoro richiede una certa cautela per essere raggiunto, ha le dimensioni e la forma tipici delle antiche gallerie minerarie, e si apre in un piccolo affioramento roccioso caratterizzato da un certo grado di mineralizzazione. La roccia è infatti scura, con patine rugginose, indice della presenza di ferro e, forse di altri metalli, una situazione non troppo dissimile da quella riscontrabile nel giacimento del Monta Bocciarda.
A circa due metri dall'imbocco la galleria si abbassa a circa 75 centimetri, che si riducono a circa 50 centimetri dopo sei metri, dove per un tratto occorre procedere strisciando. Più avanti l’altezza aumenta, mantenendosi pressoché costante intorno al metro. Probabilmente il tratto più basso è tale a causa dell’accumulo di pietrame. La larghezza, variabile da punto a punto, va da 80 a 110 centimetri. Al fondo della galleria, la quale termina in roccia compatta, lo scavo si approfondisce di 30-40 cm. La lunghezza totale della galleria è di 24,30 metri.
La galleria non presenta sulle pareti segni di perforazioni, questo dato, insieme alla alterazione superficiale della roccia in posto ed alle ridotte dimensioni della galleria, fa pensare ad un’origine piuttosto antica. Il pavimento è formato da pietrisco a spigoli vivi, certamente residuo dell'attività di scavo.
Itinerario
Dall'abitato di San Secondo di diparte, in direzione di Bricherasio, la Strada Provinciale 164 (via Delio Godino). Usciti dal paese, percorrendola si incontrano, sulla destra, tre strade secondarie le quali attraversano un ampio terreno ai piedi delle colline, inclinato verso la sottostante pianura. La prima è via Rivoira Don, la seconda via Rivoira di Mezzo, la terza è via Rivoira Rubiani. Imboccata quest'ultima, la si percorre per poco meno di un chilometro, fino ad incontrare un'abitazione al numero civico 10, a fianco della quale vi è un pilone votivo. Immediatamente dopo, la strada piega a destra ed attraversa il rio su di un terrapieno. Si può lasciare l’auto nel piccolo spiazzo in corrispondenza del terrapieno per seguire una carrareccia, parzialmente invasa dalla vegetazione, che costeggia il corso d’acqua con andamento all’incirca pianeggiante. Arrivati all’altezza dell’abitazione di cui sopra, ma sulla sponda opposta, si scende verso il letto del torrentello di qualche metro, incontrando la paretina rocciosa nella quale si apre il buco. In alternativa, si può costeggiare la recinzione dell’abitazione e scendere la ripida sponda fino a giungere sul letto del corso d’acqua. Di fronte ad una sorte di argine realizzato con vecchi copertoni si vede l’affioramento roccioso in cui si apre il 'pertus'.
Storia
Marie Bonnet, nata ad Angrogna nel 1885, figlia di un pastore valdese, in età adulta si trasferì a Parigi, dove pubblicò sulla «Revue des traditions populaires», una serie di 23 puntate dal titolo Traditions orales des Vallées vaudoises du Piémont . La serie comprendeva circa 180 leggende, da lei raccolte nell'area delle valli Valdesi. Una di queste leggende, intitolata "Il buco di San Secondo", raccontata alla Bonnet da un contadino di Prarostino, narra quanto segue:
'Alla Loumbarda, ci sono tracce di antichissimi muri ed è probabile che, anticamente, ci fosse lì un borgo o un villaggio. Più in basso, si vede un buco che, secondo l'opinione di parecchi anziani, sarebbe l'apertura di un tunnel che avrebbe messo in comunicazione il villaggio di San Bartolomeo di Prarostino con quello di San Lorenzo in Angrogna. Quel sotterraneo, conosciuto soltanto dai Valdesi, permetteva loro di percorrere rapidamente, con le loro compagnie volanti, la campagna e la pianura e di mettere in rotta i loro nemici, sempre sorpresi dal loro arrivo inatteso. Sembra però difficile ammettere che un passaggio del genere sia stato praticabile e potrebbe darsi che il preteso tunnel sia una invenzione degli avversari dei Valdesi, che non riuscivano a capacitarsi dei rapidissimi movimenti di quegli agili montanari, conoscitori di ogni sentiero del loro territorio.'
Curiosamente, nella 'Guida delle Alpi Cozie' pubblicata nel 1879 dalla Tipografia Chiantore e Mascarelli traducendo l'opera di John Ball (alpinista ed esploratore di origine irlandese, fu il primo presidente dell’Alpine Club inglese), c'è un riferimento a quello che sembra essere lo stesso 'buco' citato da Marie Bonnet. Le notizie sono in parte riprese dal 'Dizionario Corografico' del Casalis, citato nella descrizione di John Ball:
'Il Casalis nel suo Dizionario Corografico parla di una spelonca posta nelle viscere di una montagna tra Prarostino e San Secondo, che vuolsi far comunicare con Angrogna. Dalle indagini recentemente fatte sul luogo risulta che esiste veramente un foro nella rupe, a mezz'ora da San Secondo, presso il villaggio La Rivoira, chiamato dai terrazzani di detta località Pertus de la Mena o foro della mina. Questa escavazione alquanto difficile a percorrere, perché conviene procedere carponi o strisciandosi per una lunghezza di 25 o 30 metri, apparentemente dimostra che fu fatta dalla mano dell'uomo; dicesi essere impossibile raggiungerne il fondo.'
Il testo della Bonnet sembra allontanare il 'buco' dalla realtà del territorio, attribuendo l'origine del racconto alla necessità di trovare una spiegazione all'eccezionale mobilità sul territorio dimostrata dalle bande armate valdesi. Al contrario, John Ball sembra dare una gran concretezza al 'buco' in questione, dando precisi riferimenti al luogo in cui si trova (La Rivoira), alla sua scomoda percorribilità (conviene procedere carponi), alla sua lunghezza (25 o 30 metri). Una simile precisione ha portato uno studioso delle nostre zone, Diego Priolo, ad interessarsi alla questione fino a scovare un anziano residente della zona che lo ha condotto all'imbocco del 'buco'. Fu Priolo, nel 1997, a contattarmi per l'esplorazione e la documentazione della galleria.
L'esplorazione confermò nella sostanza gli elementi citati nella 'Guida delle Alpi Cozie', parrebbe quindi che il Ball stesso, o i suoi traduttori locali, abbia ispezionato personalmente il 'Pertus'.
In ogni caso il toponimo fa pensare ad un saggio di scavo minerario, realizzato con l’impiego di mine (in realtà sulle pareti interne non vi è traccia di perforazioni, perciò lo scavo sembra essere stato realizzato prima dell'introduzione, nelle tecniche minerarie, dell'uso della polvere pirica, quindi prima del XVI secolo). Sicuramente lo scavo è abbastanza antico, tanto che si è persa memoria del suo scopo iniziale. In ogni caso quella dello scavo minerario (medioevale o al massimo quattro-cinquecentesco) è l'ipotesi più credibile. Appare invece improbabile che possa trattarsi di uno scavo per la ricerca o captazione dell'acqua, sia perché si trova sulle rive di un piccolo corso d'acqua, sia perché all'interno non vi sono infiltrazioni che vadano oltre minuscoli e ridottissimi stillicidi. Le dimensioni ridotte e la scarsissima lunghezza permettono di escludere del tutto l'ipotesi di un cunicolo finalizzato al transito in segreto o al collegamento fra luoghi distanti.

Immagine ingresso
Autori immagine ingresso
Federico Magrì
Licenza immagine ingresso
CC BY-SA 4.0

Bibliografia

2002SbaruaAA.VVVisualizza
2021Fauna Hypogaea PedemontanaEnrico Lana, Pier Mauro Giachino, Achille CasaleVisualizza

Rilievi cavità

Sigla
CAPI95 PERTUS 'D LA MENA

Pertus 'd la Mena


Data rilievo
1997-12-08
Autore rilievo
D. Giachello, F. Magrì
Licenza d'uso
CC BY-SA 4.0
Fonte bibliografica

Foto della cavità

Codeartificial
CAPI95 PERTUS 'D LA MENA

Pertus 'd la Mena - interno


Autore foto
Federico Magrì
Licenza foto
CC BY-SA 4.0

Codeartificial
CAPI95 PERTUS 'D LA MENA

Pertus 'd la Mena - interno


Autore foto
Federico Magrì
Licenza foto
CC BY-SA 4.0

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