Sistema del Maira

Sviluppo reale
13
Dislivello totale
9
Descrizione
In corrispondenza della testata della Val Maira, in prossimità del confine con il territorio francese, è presente una vasta area carsica che alimenta le sorgenti del Maira che costituiscono, con una portata media di 800 l/s, uno dei principali fronti sorgivi della regione Piemonte. Il gruppo sorgentizio è costituito da numerose polle, la principale delle quali è ubicata a quota 1645 m s.l.m., presso una vasta pineta poco a monte del paese di Saretto. Le acque vengono alla luce in corrispondenza di depositi morenici, in parte cementati da potenti depositi travertinosi, che ricoprono l'ammasso carbonatico.
La vasta area carsica che alimenta questo sistema comprende una lunga catena montuosa che si estende da Rocca Bianca (3021 m) e Monte Viraysse (2838 m) verso sud-est, comprendendo l'intero settore dell'Auto Vallonasso-Monte Freid (2750 m) e, oltrepassando il vallone di Pratorotondo, si estende fino alla dorsale di monte Cassorso (2776 m) e Rocca la Meya (2831 m). L'ammasso carbonatico, formato da un impilamento di più unità tettoniche corrispondenti alle falde di scollamento della Zona Brianzonese, è lateralmente confinato dalle rocce del basamento impermeabile, in corrispondenza di una serie di importanti lineazioni tettoniche che condizionano la circolazione profonda delle acque, convogliandole verso il punto più depresso dell'intera struttura, dove sono ubicate le sorgenti. Il potenziale teorico di carsificazione supera quindi ampiamente i 1000 m di dislivello. Nell'area di alimentazione, numerosi sono i valloni assorbenti e le conche endoreiche che, in genere, ospitano dei piccoli invasi come il lago Visaisa, il lago d'Apzoi o il lago di Viraysse. Altrettanto arealmente estesi sono i depositi detritici di versante ed i depositi morenici, principalmente legati alla estrema fratturazione dell'ammasso roccioso, che condiziona anche l'assenza delle diverse microforme di corrosione.
Sicuramente questo settore rappresenta uno dei più interessanti esempi piemontesi di carso di alta quota a ridotta carsificazione.
Nell'intera area non sono conosciute cavità di una certa importanza, non per mancanza di prospezioni ma, probabilmente, per assenza di reticoli carsici evoluti. L'estrema fratturazione dell'ammasso roccioso, infatti, avrebbe condizionato la formazione di importanti collettori carsici, la cui mancanza è supportata anche dai dati relativi alla situazione idrogeologica e geochimica delle acque. Gli studi effettuati dal Politecnico di Torino evidenziano, infatti, un regime delle sorgenti poco variabile, con mancanza di piene molto pronunciate e quindi con una circolazione molto lenta, tipica dei sistemi privi di importanti vie di drenaggio. I lunghi tempi di residenza delle acque sotterranee sono indicati anche dalla loro elevata mineralizzazione e temperatura, che raggiunge un valore intorno ai 7 °C Anche le analisi isotopiche condotte sulle acque sorgive dall'Istituto Internazionale per le Ricerche Geotermiche di Pisa indicano tempi di permanenza in acquifero superiori ai 10 anni. Un test con tracciante (5 kg di fluoresceina) eseguito nel 1991, in un piccolo inghiottitoio ubicato a meno di un chilometro dalle sorgenti presso il lago Visaisa, aveva dato esito negativo, dopo due mesi di controlli, a conferma delle ridottissime velocità del flusso sotterraneo.
Data inserimento
2021-01-02 11:13:17
Data ultimo aggiornamento
2021-12-11 15:20:49

Tracciamenti effettuati in questo sistema:

Mercoledì 04 Luglio 1990 Sistema del MairaVisualizza

Grotte conosciute in questo sistema: 1


PI1036 Inghiottitoio delle Munie wgs84: 44.4581424N 6.9145236E Q.2425

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