CAPI1757

BORNA DEL SERVAIS C

Synonyms
CAVERNA DEL SERVAIS C
Regione
PIEMONTE
Provincia
TO
Comune
CERES
Epoch
x
Category
cavità scavata nel sottosuolo (scavo in parete o a pozzo)
Concretions
absent
Walls material
Mined materials
Current use
Abbandono
Artificiality degree
100% circa
Size
Length
7
Negative depth
5
Total depth
5
Entrance location
Latitude
45.321951
Longitude
7.327586
Coordinates type
Geografiche WGS84
Altitude (orthometric)
1336
Location evaluation
GPS: Xiaomi Mi10T 13/03/2021
Location verified by supervisor
Massimo Taronna
Date of last verification
13/03/2021 00:00:00
Riferimenti a censimenti speciali
Archeological
No
Pollution
No
Degree of pollution
assente
Closed
No
Accessibility notes
L'ingresso è quasi cancellato dal detrito franato nel canalone
Danger
collapses/landslide
Danger frequency
imprevedible
Conservation status
bad
Robustness
bad
Trend
IN LEGGERA DISCESA
Traversability
Description
In una ristretta area caratterizzata da affioramenti di pietra ollare si aprono tre minuscole cavità indicate, dalla gente di Ala, con il termine Bouiri dou Servagiu, di cui non si è per ora riusciti a chiarire con precisione l'etimologia. Inserite a catasto con il nome di 'Servais' sono state accomunate da una lontana presenza d'Om Salvej. La 1755 e la 1756 sono chiaramente il frutto della passata attività d'estrazione mineraria; mentre per il Servais C, se si è cavata pietra ollare, qualche movimento franoso ne ha fortemente ridotto l'ingresso. Non rientrerebbero pertanto nell'ambito delle 'cavità naturali' ma ne hanno acquisito il diritto (al pari di analoghe caverne) per la loro storia leggendaria, anche determinata dalle numerose incisioni. (tratto da: Panta Rei - Antologia 2001-2014)
Itinerary
Dalla frazione Canova, comune di Ala di Stura, lasciata l'auto in un grande piazzale (1070 m) si prende il sentiero che sale verso la palestra di roccia delle Courbassere. A circa 1220 m di quota, si arriva ad un bivio.
Si prende il sentiero a destra (segni bianchi e rossi), che con leggera salita permette di aggirare i picchi delle Corbassere per portarsi sulle pendici del monte Plu.
Dopo un breve tratto in discesa (prestare attenzione), il sentiero continua in leggera salita, fino a cominciare a salire decisamente in corrispondenza di un ampio canale.
Un altro traverso ascendente (da qui il sentiero diventa meno evidente, con scarsi segni bianchi e rossi) permette di raggiungere un enorme masso in pietra ollare (Roc dou Tchapél, Masso del Cappello), il quale poggia su di una superficie dello stesso materiale ricoperta di coppelle e incisioni, recante abbondati tracce di estrazione, visibile da lontano.
Da qui il sentiero prosegue nel canalone più stretto, e l'ingresso si trova una quindicina di metri più in alto rispetto alla Borna del Servais A, poco evidente, sotto un masso a destra del sentiero, nel canalone. (descrizione Massimo Taronna)
History
L’aspetto attuale non è dissimile da quello descritto nel 1876 da Bartolomeo Gastaldi, il quale, oltre a citare le gallerie e gli evidenti segni di estrazione, sostiene che la tornitura venisse eseguita in loco, avendo veduto resti di lavorazione, oggi non più individuabili.
La cava è stata sfruttata in anni relativamente recenti, ad esempio per prelevare il materiale necessario per sostituire la colonnina della bifora sul lato Nord del campanile della chiesa parrocchiale San Nicolao ad Ala di Stura.
Secondo Bartolomeo Gastaldi (1876) il lavoro del tornio si faceva sul luogo, poiché frammezzo al pietrame che forma i ripidi talus discendenti dalle bocche delle gallerie verso il thalweg della valle si trovano i rigetti, vale a dire le anime o fusti interni dei vasi, ed i frammenti stessi dei vasi che durante il lavoro si ruppero». Lo studioso non manca di citare i toponimi con cui veniva individuata la zona, ossia Borna del Servant (Caverna del Selvaggio), Barma ‘d la Carcaveja (Grotta della Strega) e Borne ‘d i Brons, traducendo quest’ultima denominazione con «Grotte dei Bronzi» da intendersi come pentole in bronzo fuso rilavorate al tornio («dette in Piemonte e in Liguria bronse»), che la pietra ollare avrebbe imitato. Chi scrive ricorda in valle testimonianze orali della fine degli anni sessanta del secolo scorso che denominavano il sito Borne ‘d Bruss, senza saperne spiegare il significato. (tratto da: Lo studio della pietra ollare in Piemonte: proposte metodologiche e nuove indagini nelle valli di Lanzo)

Entrance image
Entrance image author
Massimo Taronna
License
CC BY-NC-SA 4.0

Bibliography

1876Frammenti di paleoetnologia italianaBartolomeo GastaldiView
2006Grotte n. 145AA. VV.View
2012Panta Rei n. 46Sella RView
2013Lo studio della pietra ollare in Piemonte: proposte metodologiche e nuove indagini nelle valli di LanzoLaura VaschettiView
2015Panta Rei - Antologia 2001-2014AA.VV.View
2021Fauna Hypogaea PedemontanaEnrico Lana, Pier Mauro Giachino, Achille CasaleView

ctl_surveys_artificials

Code
CAPI1757 BORNA DEL SERVAIS C

Caverna del Servais C - pianta e sezione


Author
Enrico Lana, Renato Sella
Survey performed by
Enrico Lana, Renato Sella
License
CC BY 4.0

Download update form